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Recensione “Polpette di topo” di David Walliams

“Polpette di topo” è la storia di una ragazzina che non vuole rinunciare ai suoi sogni, neanche quando le cose sembrano proprio andare male e la compagna di scuola le rende la vita un inferno. Allacciatevi le cinture di sicurezza però, perché in città, stavolta, c’è un uomo cattivo: il malvagio, orripilante, indimenticabile Burt. Età di lettura: da 8 anni.


I bambini non prendono come animaletti domestici i topi. Prendono cani e gatti, criceti e gerbilli, porcellini d’India e coniglietti, tartarughine d’acqua dolce, a volte i più snob possono concedersi un pony, ma un topo no. I topi vivono nelle fogne, non nella cameretta di una brava bambina.

Diciamocelo pure: tra tutti gli animali di questo pianeta, i topi sicuramente non sono i più apprezzati. Questo perché siamo abituati a considerarli disgustosi, lerci e anche portatori di malattie. Non pensiamo certamente a loro come animaletti da compagnia, ecco.

Ma se chiedete a Zoe, la protagonista del romanzo, cosa ne pensa, lei non sarà della stessa opinione. La bambina vi dirà che il suo, di nome Armitage, per esempio è il topo più piccolo, carino e dolce che possiate desiderare. E siccome deve tenerlo a debita distanza dalla sua matrigna Sheila, che si ingozza tutto il giorno di patatine al cocktail di gamberetti, per paura che possa fargli del male, Zoe lo porta a scuola insieme a lei: tanto il topolino riesce a stare tranquillamente nella tasca della sua divisa.

Il problema coi topi, però, è che suscitano subito ribrezzo nelle persone. Il povero Armitage, si ritroverà ben presto a essere il bersaglio di alcuni brutti ceffi: Burt, per esempio, un omaccione con gli occhiali da sole scuri e un maglione a strisce rosse e bianche, e di Tina Trotts, una bulletta della scuola che vive proprio nell’appartamento accanto a quello di Zoe – che sfortuna, eh? -.

Sarà proprio la sua padroncina Zoe a difenderlo da tutto e da tutti, rischiando di fare figuracce colossali e di farsi addirittura espellere dalla scuola. Se questo non è amore per i topi!

Polpette di Topo è un romanzo di David Walliams, il suo quinto libro, per la precisione, ed è pubblicato in Italia da L’ippocampo Edizioni.

Se non sapete chi è Mister Walliams – ma se siete dei ragazzi SICURAMENTE lo sapete, vero?!  –  ve lo rivelo io: è un attore, un comico, un presentatore e, da un bel po’ di anni, anche lo scrittore di libri per ragazzi più venduto nel Regno Unito. Le sue storie presentano situazioni ai limiti dell’assurdo, in cui i protagonisti sono dei bambini impertinenti che, non potendo contare sull’aiuto degli adulti, ricorrono a soluzioni divertenti e geniali per risolvere i loro problemi. Sono già considerati dei futuri classici della letteratura per l’infanzia e hanno ispirato musical e film per la tv.

Fin dalle prime pagine, mi sono subito innamorato del romanzo e del suo scrittore. Walliams utilizza un linguaggio al passo coi tempi, racconta di personaggi di cui non ci si dimentica facilmente (ancora ho in testa la mitica professoressa TAPPA di questo libro!). Inoltre, il suo umorismo British è micidiale, e se ne trova un esempio in questo passaggio:

L’appartamento di Zoe era al trentasettesimo piano, e l’ascensore puzzava sempre. Dovevi trattenere il respiro lì dentro, e non è facile per trentasette piani. Così Zoe prendeva sempre le scale. Armitage era al sicuro nel taschino della giacca, e a ogni scalino Zoe sentiva quel corpicino rimbalzarle sul cuore. Le scale erano disseminate di rifiuti di ogni genere, bottiglie vuote, mozziconi. Anche gli scalini puzzavano, ma non quanto l’ascensore, e poi, ovviamente, lì non eri al chiuso.


Polpette di topo è un romanzo che affronta temi delicati, come il rapporto difficile tra Zoe e la matrigna Sheila, la quale sta tutto il giorno a ingurgitare patatine sul divano piuttosto che a cercare di instaurare un dialogo con la bambina. Zoe si sente trascurata anche dal padre, che a causa del suo licenziamento affoga i dispiaceri nei pub fino a notte tarda. Devo ammettere che in più punti l’autore mi ha spiazzato per le condizioni di povertà in cui è costretta a vivere la bambina.

Zoe sentiva lo stomaco urlare dalla fame. La sera prima aveva saltato la cena perché Sheila aveva speso tutti i soldi del sussidio per comprarsi le sigarette e in casa non c’era più niente da mangiare. Era da un sacco che Zoe non mandava giù qualcosa. 

Non si fa neanche problemi a inserire parti raccapriccianti: hamburger fatti di budella di topi, orbite vuote al posto degli occhi, e chi più ne ha più ne metta. Certo, il tutto è reso in modo simpatico e con uno stile adatto a giovani lettori in cerca di svago. Secondo me è proprio questo il segreto del successo di Walliams: è riuscito a trovare un punto di incontro con i lettori di oggi, cosa non facile, credetemi, trascinandoli nelle sue storie e portandoli a porsi delle domande su argomenti attuali. Un esempio? il suo primo romanzo, “Campione in gonnella”, parla di un ragazzino che un giorno decide di andare a scuola con indosso degli abiti femminili.

Questo libro lo consiglio a chiunque, grandi e piccini, anche se chi apprezzerà di più lo stile e le illustrazioni del bravissimo Tony Ross saranno i ragazzi, specialmente quelli che hanno amato i libri di Roald Dahl.

Unico avviso per tutte le mamme che leggeranno questa recensione: non stupitevi se i vostri figli, dopo aver letto il libro, vi supplicheranno di adottare un topolino.

Vi invito a dare un’occhiata anche al mio video su YouTube, dedicato proprio a David Walliams e sui motivi per cui dovreste iniziare a leggere le sue storie.

Clicca sul Video o visita il mio canale Youtube (e lascia un Feedback!)

Ringrazio ancora L’ippocampo Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo.

Se avete apprezzato la mia recensione, ricordate di lasciarmi un commento o un like!

Ci vediamo alla prossima!

Classificazione: 5 su 5.

 

Autore:

Autore di libri per ragazzi.

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