Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Il caso del marchese scomparso. Enola Holmes” di Nancy Springer

  • Editore: DeA Planeta Libri
  • Traduttore: Sara Mazzucchi
  • Pagine: 224 p., Rilegato
  • Età di lettura: Dai 12 anni
  • Sito Casa Editrice: https://www.deaplanetalibri.it/

  “Sapete, i cavalli sudano, gli uomini traspirano e le donne risplendono. Anche io risplendevo, ne sono certa. Sentivo tutto quello splendore colarmi giù per i fianchi sotto il corsetto, le cui stecche di ferro continuavano a pungolarmi fastidiosamente le braccia”.

Chi di voi non ha mai sognato almeno una volta di indossare un cappello a quadretti e una mantellina scura e calarsi nei panni di Sherlock Holmes, magari sbuffando del fumo dalla tradizionale pipa?

Il personaggio letterario creato da Arthur Conan Doyle alla fine del XIX secolo è per tutti un’icona del giallo e fa parte della nostra cultura. Che si tratti di opere teatrali, film cinematografici, modi di dire (“Elementare, Watson”) e cartoni animati, il detective più famoso di Londra è da sempre fonte inesauribile di ispirazione.

Anche nel campo letterario il nostro eroe viene omaggiato – e qualche volta persino stravolto – in molti romanzi. La scrittrice americana Nancy Springer ha addirittura immaginato che Sherlock avesse una sorella minore chiamata Enola Holmes e ha pensato bene di scrivere una serie di libri con protagonista proprio lei. Geniale, eh?

L’idea di creare un’eroina con le stesse capacità logiche del detective più famoso del mondo potrebbe apparire un azzardo, soprattutto agli occhi di un lettore cresciuto con i romanzi di Doyle che fa fatica ad accettare gli stravolgimenti. La domanda quindi che vi faccio è questa: secondo voi, l’idea di stravolgere l’universo narrativo di Sherlock Holmes è stata una mossa azzardata? Io ho letto il primo volume grazie alla Dea Planeta Libri, e sono qui per darvi la mia opinione.

Partiamo subito col parlare della trama. Enola Holmes è una ragazza che vive nella sua tenuta di famiglia a Ferndell, non molto distante da Kineford, insieme alla mamma e ai due domestici, i coniugi Lane. Il suo carattere ribelle la vede spesso scontrarsi con le rigide regole che la società del XIX secolo impone alle donne. Per esempio, se fosse per lei abolirebbe quei corsetti così stretti che impediscono alle donne di respirare normalmente al punto che perfino al minimo shock le fanno crollare a terra, svenute. Molto meglio indossare camicie e pantaloni che arrivano al ginocchio, magari con calosce sopra gli stivali.

Inoltre, è convinta di aver portato il disonore nella sua famiglia perché sua madre l’ha messa al mondo in tarda età e questo aveva provocato un po’ di imbarazzo in paese.

Dopo la scomparsa improvvisa della mamma, che coincide con il giorno del suo quattordicesimo compleanno, Enola è costretta a chiedere aiuto ai suoi due fratelli maggiori che vivono a Londra e che non vede da dieci anni, sin dalla morte di loro padre. L’incontro con Mycroft e Sherlock si rivela però un disastro. Vuoi per la differenza di età, vuoi perché Mycroft la vuole spedire in collegio, la ragazza non trova l’appoggio sperato .

Se pensate che da questo punto in poi sarà proprio il famoso detective londinese il protagonista della storia, vi sbagliate di grosso: Enola, infatti, con il suo carattere determinato, riuscirà a rubare la scena a entrambi e inizierà a investigare per conto suo. Le sue ricerche la porteranno a Basilwether, dove verrà coinvolta suo malgrado in un’altra scomparsa: quella del marchese Tewksbury!

Un aspetto del romanzo che balza subito all’occhio è senza ombra di dubbio il carattere della protagonista. Sono sicuro che Enola non faticherà a trovare i favori del pubblico, soprattutto quello composto dai giovani, grazie alla sua spiccata arguzia e ironia. L’autrice è riuscita a creare un personaggio vincente, un mix tra Anna dai capelli rossi e Nancy Drew, perfetto per far avvicinare i ragazzi alla letteratura di Doyle. Penso che l’intento dell’autrice fosse proprio quello di “svecchiare” il mito di Sherlock Holmes (ammetto che anche io spesso ho fatto fatica a leggere i libri) per proporlo ai lettori in una chiave più moderna. Secondo me, il risultato finale è molto interessante.

Anche se qui il ruolo di Sherlock è marginale, il modo in cui interagisce con Enola porta il lettore a volerne sapere di più su di lui.

“Ricordai la lista stilata dal dottor Watson in cui esponeva i talenti di mio fratello: studioso, chimico, violinista superbo, cecchino, spadaccino, schermitore col bastone, pugile e brillante pensatore deduttivo.

Poi feci un elenco mentale dei miei, di talenti: in grado di leggere, scrivere e fare i conti; esploratrice di nidi e uccelli e vermi, pescatrice; e, ah sì, ciclista.”

Un altro aspetto che mi è piaciuto molto è che il libro non si prende mai sul serio. Lo scopo di Nancy Springer immagino sia stato semplicemente quello di far svagare il lettore raccontando aneddoti divertenti su Sherlock e riempiendo la storia con tantissimi riferimenti al genere giallo e a quel determinato periodo storico.

Un esempio è il famigerato “sellino”, nominato spesso. Voi sapete cos’è un sellino? No? Neanche io lo sapevo. Però ora lo so. È un supporto imbottito che veniva indossato sotto alla gonna posteriormente all’altezza delle reni per dare maggior volume. Per arrotondare le parti femminili, insomma. E come dice Sherlock alla sorella: “Perché le donne sono così deformate? Bè, non esiste una spiegazione razionale del perché le donne decidano di conciarsi così. I capricci del gentil sesso si sottraggono alla logica”.

Inoltre, ho amato la descrizione dei luoghi in cui è ambientata la storia. Come tutti sappiamo, Sherlock Holmes vive a Londra. Anche le vicende di questo romanzo si svolgono per buona parte nella vecchia capitale inglese, ma la cosa interessante è che in realtà ci viene mostrata la parte più degradata della città, la famigerata East-End, che ospita senzatetto, bambini che chiedono del pane ai passanti e delinquenti cui è meglio tenersi alla larga. Nancy Springer descrive una Londra dell’Ottocento in modo minuzioso, inserendo anche qualche riferimento a Jack lo Squartatore, l’assassino che si aggirava nei vicoli dell’East London proprio nello stesso periodo in cui è ambientato il romanzo.

Pur se pensato per un pubblico giovane, il libro è uno spaccato della società dell’epoca, e in particolare si concentra sul ruolo della donna, sulla sua cultura e sulle sue aspettative. La donna nobile di fine ottocento, infatti, veniva istruita al solo scopo di diventare una brava moglie e una buona madre. Spesso veniva inviata in un collegio per avere una infarinatura generale in modo da poter intrattenere il marito e gli ospiti negli eventi mondani. Doveva attenersi a uno stretto regolamento adatto a proteggere la sua reputazione e, pensate un po’, anche  la lettura di un libro, se superava un certo decoro, veniva considerata inappropriata.

Enola stessa parla molto della gabbia sociale nella quale è costretta a muoversi con molta fatica, ed è per questo motivo che consiglio il libro a tutti coloro che vogliono saperne di più sull’argomento.

In America sono usciti in totale sei libri (il primo nel 2006 mentre l’ultimo nel 2010). In Italia è finalmente disponibile il primo volume (più una Graphic Novel che mi piacerebbe leggere). Come mai si è aspettato così tanto per avere una traduzione italiana? Quasi sicuramente per la realizzazione del film (disponibile su Netflix), che ha creato molta curiosità tra i lettori.

Vi lascio il link del mio video pubblicato su Youtube (se ancora non mi seguite, fatelo) dove parlo del perchè, secondo me, Enola Holmes sarà un grande successo.


Ringrazio la DeA Planeta Libri per avermi omaggiato dell’ebook. Se anche voi avete letto il libro e volete discuterne con me, lasciate un commento qui sotto.

Ciao a tutti e alla prossima!

Autore:

Autore di libri per ragazzi.

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