Pubblicato in: Riflessioni

Di scrittura e delusioni.

Il sogno di ogni aspirante autore è quello di veder pubblicato il proprio libro.

Chi c’è passato, sa la fatica che si impiega per raggiungere l’obiettivo.  Notti insonni per elaborare la trama, ore e ore a guardare quel foglio bianco che proprio non ne vuole sapere di riempirsi, momenti di profonda delusione in cui l’aspirante autore si chiede il perché stia facendo tutto questo, se ne valga davvero la pena. Ma quello è il suo sogno e non vuole rinunciare per nulla al mondo, per cui stringe i denti e continua a scrivere.

Poi, accade. Una casa editrice accetta il suo manoscritto: il libro sarà pubblicato!

L’aspirante autore fa i salti di gioia, lo annuncia orgoglioso sui Social e tutti gli amici e i parenti esultano insieme a lui, gli fanno tanti complimenti. “Che bello, quando uscirà?” “Non vedo l’ora di acquistarlo!” “Fammi sapere che lo compro,eh!”

L’autore è felice. Solo al pensiero della pubblicità che riceverà da loro lo fa stare tranquillo.

Passano i mesi. Il libro finalmente esce. Arrivano le congratulazioni da parte di gente estranea, che magari ha visto il post per sbaglio o perché lo seguiva già da prima. Qualche amico è ancora super entusiasta, certo, però, stranamente, dalla maggior parte di loro riceve dei messaggi tiepidi, di circostanza. L’autore – adesso non più aspirante ma esordiente – attende con trepidazione che i suoi parenti vedano il post e che inizino a fargli pubblicità. Ne ha bisogno!

 Ma a parte qualche like e qualche augurio, tutti si sono dileguati.

Col tempo, alcuni parenti acquistano il romanzo ma non lo pubblicizzano, come se lo facessero per dovere e si vergognassero a mostrarlo in pubblico. Cosa succede? Dov’è andato a finire tutto il loro entusiasmo iniziale? Perché lo hanno preso in giro con false promesse se poi, al momento di concretizzare, si tirano indietro? In fondo, lui non ha mai chiesto nulla a loro, hanno fatto tutto da soli!

L’autore fa spallucce, si rassegna e continua per la sua strada. Si impegna a promuovere il libro con le sue sole forze, a creare una forte community; tutto sommato il suo libro vende. Continua a pubblicare altri libri, altri racconti su riviste. Però c’è un pensiero che lo tormenta: se all’annuncio del primo libro gli amici e i parenti avevano quantomeno manifestato interesse mettendo qualche like e facendogli complimenti, con l’andare del tempo si sono allontanati sempre di più,  non badano più a quello che pubblica o alle soddisfazioni che riceve. Come mai?

Perché non condividere i post, mettere un like, consigliare il libro alle persone che potrebbero essere interessate? Cosa gli viene tolto a loro se lo fanno? Forse non hanno un tornaconto? Forse perché è un mondo a loro estraneo e si imbarazzano a farne parte anche solo per un pochino? Forse perché la scrittura viene vista come spazzatura, una perdita di tempo?

L’autore non lo sa. Vorrebbe chiederlo ma alla fine capisce che non gli importa nemmeno saperlo. Mettere a disagio una persona che non mostra interesse nei suoi riguardi non è giusto; inoltre, meglio ricevere un gesto sincero da qualcuno che lo fa senza che nessuno gli dica niente.

D’altronde, i libri hanno un valore che non tutti sanno apprezzare. E forse è proprio questo che rende speciale chi ama la lettura.

Autore:

Autore di libri per ragazzi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...