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Recensione “Harry Potter e la Camera dei Segreti” di J.K. Rowling

Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.

Ridurre Harry Potter a un semplice libro per bambini è uno sbaglio che purtroppo fanno in molti. Solo chi non lo ha mai letto si permette di giudicarlo dalla copertina e dal target di riferimento ‒ ed è un vero peccato, credetemi ‒, e forse è proprio per questo che la Salani ha pensato bene di riproporre l’intera opera di J.K.Rowling con delle cover più adulte e importanti, opera dell’architetto Michele De Lucchi, che sin da prima dell’uscita hanno diviso l’opinione in due: c’è chi le ama e chi le odia. Di sicuro, hanno catalizzato l’attenzione, segno che il franchising è ancora vivo, il che è sicuramente un’ottima cosa.

Devo dire la verità: a me piacciono così tanto che appena le ho viste mi è tornata la voglia di rileggere la saga. In collaborazione con la Salani, che ringrazio per la disponibilità, ho già letto e recensito il primo volume intitolato Harry Potter e la pietra filosofale (la recensione la potete trovare cliccando qui ). Nel mese di Marzo ho letto anche la seconda avventura del maghetto più famoso del mondo, Harry Potter e la camera dei segreti, di cui ho tantissime cose da dirvi. Ma, prima, rinfreschiamoci la memoria con la quarta di copertina.

Harry Potter e la camera dei segreti Nuova Ediz. (Vol. 2) (Italiano) Cartonato – 21 gennaio 2021

di J. K. Rowling (Autore), Stefano Bartezzaghi (a cura di), Michele De Lucchi (Artwork), Marina Astrologo (Traduttore)

Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry, uno dopo l’altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. Nel secondo libro delle avventure di Harry Potter, J.K. Rowling supera se stessa, arricchendo il suo universo fantastico di personaggi indimenticabili e di trovate esilaranti. Harry e i suoi amici sfidano oscure magie e terribili mostri, parlano con i gufi e viaggiano in automobili volanti, in un percorso magico dal ritmo incalzante e dalla sequenza infinita. E su tutto emerge il gusto per il romanzo d’avventura, ciclico e perfetto, in cui l’elemento soprannaturale si trasforma in quotidiano, emoziona il lettore e lo conquista al gioco della fantasia. Età di lettura: da 10 anni.


Dopo aver letto questo libro ho realizzato una cosa (forse per voi già ovvia): oltre a essere un fantasy, Harry Potter è anche un giallo per ragazzi. Se ci fate caso, infatti, in ogni libro la Rowling ci presenta un caso da risolvere: insieme a Harry, Ron e Hermione, noi lettori siamo chiamati a investigare su un mistero che si dipana lungo tutto l’anno scolastico. Se nel primo era la pietra filosofale, in questo dobbiamo scoprire chi è colui che pietrifica gli studenti di Hogwarts. L’autrice semina indizi e depistaggi e fino all’ultima pagina ci tiene con il fiato sospeso.

In questo volume inoltre ho notato alcune somiglianze (citazioni?) con Il Signore degli Anelli. A parte Silente, che assomiglia in tutto e per tutto a Gandalf (sia per il suo modo di pensare, sia per come viene rappresentato), anche Dobby, l’elfo domestico molto amato dai Potteriani, lo vedo molto simile a Gollum, per come parla e per i suoi gesti molto … discutibili  (basti solo pensare che per tenere al sicuro Harry, tenta di ucciderlo!)

Che la Rowling sia una fan sfegatata di J.R. R. Tolkien? Tra l’altro, entrambi hanno in comune l’utilizzo delle iniziali del nome!

A Hogwarts stanno per accadere cose terribili, forse stanno già accadendo, e Dobby non può lasciare che Harry Potter rimanga qui ora che la storia sta per ripetersi, ora che la Camera dei Segreti è di nuovo aperta.

Comunque, a parte questa mia riflessione alquanto strampalata, veniamo pure alla storia. Il secondo libro delle avventure di Harry Potter è un piatto ricco di prelibatezze. Si affrontano tantissimi argomenti: la lealtà, la schiavitù, la vanità (Gilderoy) e la maturazione. Tutti gli studenti iniziano a prendere confidenza con il mondo magico, si abituano a seguire le lezioni di Stregoneria e Difesa contro le Arti Oscure, percepiscono una differenza tra loro e i Babbani, quantomeno nel modo di vedere le cose.

Entra finalmente in gioco il Ministero della Magia (non vedo l’ora di saperne di più perché mi interessa molto questa contrapposizione tra umani e maghi) e si fa accenno ad Azkaban, la prigione dove vengono tenuti rinchiusi i maghi più pericolosi (che sarà una delle location del prossimo episodio).

Inoltre, iniziamo a conoscere meglio il passato di alcuni personaggi. In questo volume, infatti, faremo un salto indietro nel tempo a quando Silente era un professore di Hogwarts e Voldemort un suo alunno. Senza fare spoiler (magari qualcuno non lo ha ancora letto), vi dico che c’è una ragione per cui Hagrid fu espulso dalla scuola quando era giovane e perché continua a vivere nella capanna vicino al castello.



Purtroppo, a differenza del primo libro che trovo geniale, il secondo per me contiene due grossi difetti che vanno sotto i nomi di Gilderoy Lockhart e Colin Creevey: queste due new entry, infatti, a parer mio, non portano nulla alla storia; anzi, sono entrambi irritanti e antipatici. Vi faccio una domanda: se questi due non fossero stati presenti nel libro, per voi sarebbe cambiato qualcosa? Per me assolutamente no. Per colpa loro, ho mal digerito tutta la prima parte ‒ specialmente la faccenda dello scrittore super famoso tra i maghi che si rivelerà essere solo un pallone gonfiato ‒ e soltanto nella seconda ho ritrovato l’Harry Potter che tanto amo.

Un personaggio che invece ho trovato molto divertente e azzeccato è quello di Mirtilla Malcontenta, la ragazza fantasma con l’aria perennemente imbronciata che vive nel bagno delle femmine. Dovrebbero fare uno spin-off su di lei!

Guardate anche il video che ho pubblicato su YouTube!

In conclusione, il secondo libro si arricchisce di nuovi elementi e ci fa conoscere meglio alcuni dei protagonisti della saga. In più, mi piace molto la morale di fondo:  siamo noi che scegliamo chi vogliamo essere. Non importa dove siamo nati, in quali condizioni e da chi. Sono le nostre decisioni che ci differenziano dagli altri, che ci fanno scegliere da che parte stare.

Fatemi sapere se la mia recensione vi è piaciuta. Se vi va, continuate a seguirmi!

Autore:

Autore di libri per ragazzi.

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