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Recensione | Come le cicale, di Fiore Manni

Teresa non sapeva dire quando sarebbe cresciuta, o meglio, quando avrebbe iniziato a crescere davvero.


Estate: sei calda come i baci che ho perduto, sei piena di un amore che è passato, che il cuore mio vorrebbe cancellar”. Se dovessi descrivervi Come le cicale attraverso il testo di una canzone, sceglierei sicuramente quella di Bruno Martino per la sua romantica malinconia.

Cos’è per voi l’estate? Per me è una vecchia auto che sfreccia tra campi gialli e l’erba bruciata dal sole. Dopo aver finito di leggere il nuovo libro di Fiore Manni edito da Rizzoli, mi sono preso del tempo prima di parlarvene. Non perché avessi difficoltà a farlo, anzi, è stata una lettura molto piacevole, ma volevo tenere un po’ per me tutte le emozioni che ho provato. Adesso sono pronto a condividerle con voi, ovviamente dopo aver letto insieme la quarta di copertina.


Il primo anno delle medie è terminato, eppure Teresa si sente ancora una bambina, con i capelli sempre arruffati e le ginocchia perennemente sbucciate. È come se fosse rimasta indietro. E quando arriva alla casa al mare dove ogni anno trascorre le vacanze, scopre con stupore e tristezza che anche lì è destinata a sentirsi quella fuori posto, inadeguata: le compagne di gioco di una vita ora sono interessate solo allo smalto e ai ragazzi, il rapporto con il suo migliore amico è improvvisamente complicato, e tutti sembrano essere cresciuti tranne lei. Dov’è la sfavillante Terry, la versione di sé sicura e matura, che aspetta da tempo?, si chiede ogni giorno guardandosi allo specchio. Ma proprio quando Teresa si è ormai rassegnata a trascorrere un’estate terribile, ecco comparire Agata. Dolce e forte al tempo stesso, sincera, gentile e bellissima, conquista subito l’affetto e la simpatia di Teresa. E molto più: le fa battere forte il cuore, sudare le mani, sognare il primo bacio… Un romanzo che con delicatezza e sincerità cattura la protagonista proprio mentre si trasforma e si cerca, divisa tra la paura di conoscersi e il desiderio fortissimo di emozionarsi.

  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Ragazzi
  • Prezzo: 16.00 €
  • Pagine: 156
  • Formato libro: 21.0×13.5×1.2
  • Tipologia: CARTONATO
  • Data di uscita: 25/05/2021
  • ISBN carta: 9788817156233

Sapete cos’è un romanzo di formazione? È un genere letterario che riguarda l’evoluzione del protagonista verso la maturazione attraverso le sue esperienze, i suoi errori e i suoi traguardi. Per lo più viene associato ai libri per ragazzi (Pinocchio, Cuore, Harry Potter) in quanto sono i giovani coloro che traggono più beneficio dalla lettura.

Come le cicale è un romanzo di formazione in piena regola che riesce a parlare in modo diretto al cuore dei lettori, riuscendo a superare la barriera dell’età. Definirlo un romanzo per bambini sarebbe riduttivo. Secondo me, alcuni libri vanno oltre la gabbia del target di appartenenza, un po’ come Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie (chi di voi non li ha letti anche da adulti?) divenendo dei romanzi evergreen, senza tempo.

Foto di Simon Berger da Pexels

Con questo libro, Fiore Manni dà un importante messaggio a tutti i ragazzi che la seguono: amare qualcuno, indipendentemente dal genere di appartenenza, non è qualcosa di sbagliato, anzi, è qualcosa che ci fa stare bene. E lo fa attraverso la storia di Teresa, un’adolescente alle prese con il primo batticuore. Chi di noi non è mai stato curioso di provare quell’emozione che tutti chiamano “amore”? Baciare qualcuno, toccarlo, passarci un po’ di tempo insieme. È una cosa naturale, che gli adolescenti vivono con trasporto e confusione.


Ora non aveva nessuna fretta di arrivare. Voleva stare così, accanto alla sua nuova amica, perché Agata la faceva sentire come se fosse già nel posto giusto.


Ambientato negli anni ’90, Come le Cicale ha il potere di rievocare ricordi sopiti nel tempo. Anche io, proprio come la protagonista, ho vissuto delle estati indimenticabili in un campeggio in Calabria ospite da un amico. Lì ho conosciuto persone che sento tuttora e ho vissuto la mia prima, sdolcinata cotta per una ragazzina (a proposito, chissà che fine avrà fatto?). A ben pensarci, se mi guardo indietro, sono stati proprio quegli anni a cambiarmi, anche nel mio modo di affrontare le situazioni. Così come succede a Teresa, che all’inizio non riesce a gestire il suo carattere insicuro ma che nel corso della storia imparerà ad amarsi per quella che è.

Lo stile di Fiore è semplice e scorrevole, adatto sicuramente alla tipologia del racconto. Se con Jack Bennet, la saga per ragazzi composta da due volumi, si è fatta conoscere per il suo mondo strambo pieno di ironia e divertimento, qui ci fa scoprire un suo lato inedito, forse più intimo, più sussurrato. All’inizio ero rimasto deluso dal numero esiguo delle pagine (circa centocinquanta), però, a fine lettura, mi sono reso conto che è perfetto così com’è. Probabilmente, se lo avesse allungato per esigenze commerciali non sarebbe stato lo stesso, per cui un plauso all’autrice per aver saputo mettere la parola fine al momento giusto.



Si è parlato molto della tematica LGBT presente nel libro, per cui non mi dilungherò più di tanto; quello che penso sia importante è come Teresa riesca a sbloccarsi e a reagire di fronte alle difficoltà. Probabilmente, crescendo si innamorerà di qualcun altro, tornerà sui suoi passi o, non so, resterà per sempre con Agata. A me del racconto ha conquistato la fotografia del momento, un’estate che Terry porterà sempre nel cuore. Quando sarà grande, si guarderà indietro e ripenserà con affetto alle chiacchierate fatte con Leo, alla gita in pedalò finita male, alle lunghe corse in bicicletta.

Mamma dice di non avere fretta. Se non hai fretta le cose accadono prima.

Ringrazio come sempre la Casa Editrice Rizzoli per avermi dato l’opportunità di recensire questo romanzo. Spero di poter leggere al più presto un nuovo libro di Fiore Manni e di scoprire cosa di nuovo avrà in serbo per noi lettori.


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Recensione | Explorer Academy: Il mistero delle dune a stelle, di Trudi Trueit

Cruz stava compiendo il destino di sua madre. E questo gli dava soddisfazione.

Il potere delle storie è quello di farci vivere esperienze straordinarie che nella vita reale probabilmente non faremmo mai. Non capita tutti i giorni di venir reclutati come esploratori da un’importante accademia e di partecipare a progetti di ricerca, di esplorazione e di conservazione in tutto il mondo. Invece, grazie a Explorer Academy, la saga ideata da Trudi Trueit e pubblicata da Edizioni White Star, noi lettori abbiamo l’opportunità di visitare le meraviglie del nostro pianeta e di capire quanto sia importante salvaguardare gli animali in via di estinzione, come le balene franche e i grandi gorilla di montagna.


Ho da poco finito di leggere il quarto e ultimo volume intitolato Il mistero delle dune a stelle e sono qui per parlarvene. Prima, però, leggiamo insieme la quarta di copertina:

Ecco il quarto volume della saga di Explorer Academy, che unisce divulgazione scientifica a narrativa per ragazzi. Il più recente indizio della mamma di Cruz, conduce questa volta i nostri giovani protagonisti nel più esotico degli scenari: un vasto deserto. Ancora una volta, inaspettati colpi di scena e incredibili segreti porteranno il team di giovani esploratori a vivere straordinarie avventure e alla scoperta di nuove meraviglie della natura e della scienza. Età di lettura: da 8 anni.

  • Editore : White Star (19 maggio 2020)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina rigida : 224 pagine
  • ISBN-10 : 8854045241
  • ISBN-13 : 978-8854045248
  • Peso articolo : 440 g
  • Dimensioni : 15.5 x 2.4 x 22.7 cm

Il quarto (e per ora ultimo) libro riprende dal punto esatto in cui ci eravamo interrotti, con Cruz intrappolato nel fondo di una grotta fredda e umida nei dintorni di Aksaray, in Turchia. La scrittrice sa bene quanto a noi lettori piacciono i continui colpi di scena presenti nella saga, perciò anche in questo volume non si risparmia. In più, introduce nuovi elementi che vanno a incastrarsi perfettamente nel grande puzzle da lei ideato. A ogni risposta, lei aggiunge sempre una nuova domanda.


Non so quanti volumi ancora manchino all’epilogo vero e proprio, ma già mi viene il magone se penso che tra non molto dovrò fare a meno dei giovani esploratori.

Ma possiamo rinviare tranquillamente i saluti, anche perché a me non sono mai piaciuti, visto che ancora siamo nel vivo dell’azione e abbiamo tante cose di cui parlare! Negli scorsi volumi, avevamo appreso che alcune spie di Nebula avevano intenzione di rubare il diario di Cruz e di far fuori il ragazzo non appena avesse compiuto tredici anni. Ebbene, in questo volume Cruz festeggia proprio il compleanno, per cui, va da sé che la situazione diventi ancora più complicata di quanto già non lo fosse prima.


Il ragazzo non sa più di chi può fidarsi all’interno della grande nave Orion, anche perché, tra le altre cose, un messaggio anonimo lo avverte che un suo compagno è una spia e quindi deve stare molto attento a rivelare i suoi segreti. Ma se non si può fidare nemmeno dei suoi amici, di chi può farlo?

Com’è possibile spiegare che, più ne fai, più ne puoi lasciare?

Oltre a cercare i frammenti che compongono la formula della madre, nascosti in varie parti del mondo, gli esploratori continuano con le loro missioni di ricerca e di esplorazione. In questo volume fanno tappa in Tanzania e in Turchia, e grazie a loro noi lettori abbiamo la possibilità di viaggiare attraverso la lettura e scoprire luoghi meravigliosi e animali caratteristici, come il pangolino (che trovo adorabile. Vorrei adottarne uno!).

Tra una missione e l’altra, all’accademia iniziano a sbocciare anche i primi amori. Già dallo scorso volume avevamo intuito che Cruz si fosse preso una cotta per la bella Bryndis (per dire, ogni volta che la sfiora accidentalmente diventa rosso come un peperone…), ma è in questo che la cosa diventa ancora più lampante. È molto tenero assistere ai tentativi goffi del ragazzo di provarci con lei, anche se, a un certo punto della storia, succederà qualcosa che metterà in serio pericolo il loro rapporto (non posso anticiparvi altro, ovviamente).

L’Explorer Academy insegna a prendere la propria strada. Non lo capisci? Ti ammiro per quello che stai facendo, ma non dovrebbero essere i tuoi sogni a rimetterci

C’è un tema molto caro che si ripete in questo volume, e cioè se è giusto accettare o meno il proprio destino. Se da un lato Cruz si sente obbligato ad andare alla ricerca della formula segreta della madre poiché è stato prescelto proprio da lei prima di morire, dall’altro inizia ad avere dei seri dubbi al riguardo. Davvero non c’è altra possibilità di scelta? Se anche riuscisse a completare la formula, continuerebbe a inseguire un fantasma. Sua madre ormai non c’è più, e niente può cambiare questo fatto. Inoltre, se anche la formula si fosse rivelata il più grande progresso della medicina nella storia dell’umanità, non sarebbe stato il suo successo, ma quello di sua madre.


Mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice è riuscita a trattare l’argomento. È giusto inseguire i sogni dei genitori anche a rischio di perdere i propri? Nel corso del libro, Cruz verrà a capo di questo dilemma e così anche noi lettori sapremo se la sua decisione sarà quella giusta.

Come sempre, ringrazio Edizioni White Star per avermi dato modo di scoprire questa serie per ragazzi. Spero di poter leggere al più presto anche il quinto (e ultimo?) volume perché sono davvero curioso di scoprire quali altre sorprese avrà in serbo per noi Trudi Trueit!