Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Explorer Academy: La Doppia Elica” di Trudi Trueit

Cruz sapeva che per avere successo doveva concentrarsi sul da farsi e accantonare i dubbi, ma non era facile. Non era mai facile.

Fa sempre piacere ritrovare degli amici, soprattutto quando si parla di personaggi letterari.

Per me gli studenti dell’Explorer Academy sono diventati dei compagni di avventura. Staimo ancora vivendo un periodo incerto in cui non ci è ancora consentito fare viaggi in totale sicurezza, perciò è bello poterlo fare tramite i libri.

Grazie a Cruz, Emmet e Sailor, noi lettori abbiamo la possibilità di visitare varie città del mondo e di scoprirne le bellezze stando comodamente seduti sul divano di casa. Sono stato molto felice di aver potuto leggere il terzo volume di Explorer Academy intitolato La Doppia Elica, scritto da Trudi Trueit, illustrato da Scott Plumbe e edito da Edizioni White Star, che ringrazio come sempre per la collaborazione.

Devo dire che neanche il terzo volume ha deluso le mie aspettative; al contrario, non ha fatto altro che confermare la qualità dell’opera.

Prima di procedere con la recensione, partiamo come sempre con la quarta di copertina:

Il nuovo terzo volume va ad arricchire la fortunata saga di Explorer Academy, portando l’aspirante esploratore Cruz e i suoi amici a confrontarsi con un nuovo mistero e, naturalmente, con una nuova appassionante avventura. Alla ricerca delle tracce lasciate dalla sua mamma, Cruz dovrà aggiungere stavolta l’inspiegabile scomparsa di suo padre... E non solo: un nuovo professore, una nuova avanzatissima tecnologia, e l’avvicinarsi del suo tredicesimo compleanno, un momento destinato a cambiare la sua vita per sempre... Età di lettura: da 8 anni.



    Editore : White Star (22 ottobre 2019)
    Lingua : Italiano
    Copertina flessibile : 224 pagine
    ISBN-10 : 8854043338
    ISBN-13 : 978-8854043336
    Peso articolo : 500 g
    Dimensioni : 15.9 x 2.7 x 23.1 cm





Sono passati due mesi dall’inizio dell’anno scolastico per il giovane Cruz che, oltre a dover seguire le varie lezioni a bordo della nave Orion, ha anche una missione segreta da portare a termine: cercare una formula estremamente importante creata da sua madre, una scienziata che lavorava per la Synthesis, suddivisa in otto frammenti di pietra nascosti in varie parti del mondo. Per far questo, si avvale dell’aiuto dei suoi due compagni di classe nonché fidati amici, Emmet e Sailor. Insieme a loro, Cruz si è già recato tra i ghiacciai dell’Islanda, nelle gelide acque della Nuova Scozia e nella foresta delle farfalle monarca in Messico.

In questo episodio, faremo un salto a Barcellona, visiteremo la magnifica città di Petra, in Giordania, e parteciperemo a uno scavo archeologico in Turchia.  

 Mentre il giorno diventava notte nell’antica città di Petra, tre esploratori stanchi, affamati e molto felici si sedettero sul freddo pavimento di pietra di una chiesa vecchia di milleseicento anni. Nessuno disse una parola. Non ce n’era bisogno.

La cosa che apprezzo di più in questa saga è l’ambientazione. Come ho già detto, lo scenario in cui si muovono i personaggi cambia in continuazione. Se in un capitolo ci troviamo a Londra, in un altro ci troviamo alle Hawaii, in quello dopo magari in Egitto, e così via.

Illustrazione di Scott Plumbe

La serie è ispirata dalle scoperte e dalle invenzioni dei veri esploratori della National Geographic, che ogni giorno lavorano per salvaguardare l’ambiente e per scoprire com’era fatto il mondo migliaia o anche milioni di anni fa.

Nel romanzo, per esempio, gli esploratori hanno a disposizione un’unità PANDA che identifica in un attimo l’origine, il tipo e l’età di resti umani e reperti. Nella realtà, invece, pur non disponendo di questa incredibile invenzione, la biologa evoluzionista Beth Shapiro è in grado di studiare i cambiamenti della specie e delle popolazioni nel corso del tempo grazie allo studio del DNA, estraendolo da piante e animali antichi.

Trovo che sia molto divertente, e soprattutto utile, l’idea di potersi approcciare alle ricerche scientifiche condotte dai veri esploratori della National Geographic attraverso la lettura di una serie per ragazzi. Dopo aver letto il libro, il lettore vorrà certamente sapere di più sugli scavi archeologici o sulle microonde che consentono agli scienziati di vedere oggetti sottoterra, e quindi trovo che questi libri siano, oltre che avventurosi, anche didattici.

Chiunque sapesse dove si trovavano i frammenti era in pericolo. Per questo non poteva confidare a Emmet il suo segreto: aveva affidato la formula all’unico componente dell’Orion che non avrebbe detto niente a NESSUNO.

Al contrario dei primi due, dove il ritmo era incalzante, in questo terzo episodio Trudi Trueit si prende un attimo di tranquillità per tirare le somme. Siamo arrivati a un punto della storia in cui c’è tanta carne al fuoco, i misteri da svelare sono parecchi e le connessioni tra i vari personaggi si fanno sempre più intricate.  Se la prima parte serve a rinfrescarci la memoria, nella seconda l’autrice mette di nuovo la quarta: una donna bionda che appare all’improvviso e che sembra sapere tutto su Nebula, un uomo che avrebbe dovuto essere in prigione ma che invece riappare tra le vie di Barcellona; e ancora, il rapimento del papà di Cruz, il segreto della voglia a forma di doppia elica … Diciamo che la lettura di Explorer Academy non annoia mai.

Inoltre, i personaggi stanno maturando. Se nel primo libro abbiamo fatto la conoscenza di un Cruz immaturo, istintivo e un pochino svogliato, in questo episodio il lettore noterà in lui dei cambiamenti, sia nel carattere, sia nel modo di affrontare determinate situazioni. Adesso Cruz è responsabile, perché sa che la sua missione non è semplice e che la formula segreta che sta cercando potrebbe cambiare il destino del mondo se cadesse nelle mani sbagliate; inoltre, adesso ha delle conferme: se prima pensava di essere completamente da solo, ora si rende conto che può contare sull’aiuto di alcune persone che lo vogliono bene.

C’è anche la video recensione di Explorer Academy!

Non vedo l’ora di proseguire con la lettura del quarto (ma non ultimo) romanzo della serie. Sono curioso di scoprire dove la serie mi porterà e quali nuove avventure mi farà vivere! Mi dispiacerà quando arriverà il momento di dover dire addio a questi ragazzi: ormai mi ci sono davvero affezionato a loro.

Se questo articolo se vi è piaciuto, condividetelo sui vostri social e, perché no, lasciatemi pure un bel like, che tanto male non fa. Noi ci vediamo alla prossima recensione!

Pubblicato in: Parliamo un pò

Primavera in libri : le prossime uscite per ragazzi

Per realizzare un sogno, una persona deve superare tante prove.

Louisa May Alcott

Eccoci al consueto appuntamento con i libri che verranno!

Dopo aver spulciato in anteprima i libri per ragazzi usciti nei primi mesi dell’anno (se volete recuperare il post, eccolo qui: https://lorenzoiero.com/2020/12/28/lanno-che-verra-speciale-libri-per-ragazzi-e-fantasy-2021/), andiamo a vedere quali saranno quelli che ci accompagneranno in questa Primavera 2021 che si preannuncia ricca di buoni propositi.

Prima di iniziare, però, metto come sempre le mani avanti anticipandovi che questa sarà una selezione di libri basata sui miei gusti personali, perciò, se volete raccomandare qualche altra uscita interessante, scrivetelo pure nei commenti.

Ma bando alle ciance e partiamo subito!

MARZO

PaperDante. Letteratura a fumetti (Italiano) Copertina rigida – 17 marzo 2021 – GIUNTI

In questo volume si celebra un’opera unica: la prima storia illustrata Disney ispirata a Dante Alighieri e realizzata da tre artisti geniali, lo sceneggiatore Augusto Macchetto, la disegnatrice Giada Perissinotto e il colorista Andrea Cagol, unita alle parodie storiche della Divina Commedia. Il volume è composto dalla storia illustrata e dalle parodie L’Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto e L’Inferno di Paperino di Giulio Chierchini. Un libro che omaggia il sommo poeta. Età di lettura: da 7 anni.

Coda di castoro. Un’avventura per salvare la natura! (Italiano) Copertina rigida – 23 marzo 2021

di Daniele Mocci (Autore), Luca Usai (Autore)

Coda di Castoro è un piccolo indiano delle Lingue Dritte, la tribù più onesta che ci sia! Insieme al castoro Ba-da-bum, al puledro Ascella Pezzata e ai suoi amici Lenticchia Bollita, Arco Storto, Molte Parole e Tempesta di Grandine, sventerà il malvagio piano delle Teste di Legno, la tribù nemica che ha inquinato il laghetto vicino al villaggio per cacciarli dalle loro terre. Età di lettura: da 6 anni.

Un problema con le ali. Anna Kadabra (Italiano) Copertina flessibile – 23 marzo 2021 – DE AGOSTINI

di Pedro Manas (Autore), David Sierra Listón (Autore), Maria Bastanzetti (Traduttore)

Costretta a trasferirsi nella lugubre cittadina di Moonville, Anna Kadabra è convinta che le sfortune non abbiano mai fine. E infatti non sbaglia! La nuova casa emette strani rumori; a scuola c’è una preside arcigna che la mette sempre in punizione. Per non parlare di Oliver, il peggior compagno di banco del mondo! Ma poi, allo scoccare della mezzanotte, mentre osserva il cielo scuro fuori dalla sua camera, la luna viene adombrata da una figura con una scopa e cappello, e subito appaiono davanti a lei un gatto, un rospo, un corvo, un pipistrello e la perfida preside. Anna Kadabra scopre così di essere una strega e di avere un grande incarico: sconfiggere i cacciatori di streghe. Come Oliver, il suo compagno di banco! E se questa non fosse l’ennesima sventura, ma l’inizio di una straordinaria e magica amicizia? Età di lettura: da 7 anni.

I perfezionatori (Italiano) Copertina flessibile – 24 marzo 2021 – GIUNTI EDITORE

di Marco Tomatis (Autore), Loredana Frescura (Autore)

La Terra ormai è condannata, anche se il Nuovo Ordine Mondiale mantiene una apparente stabilità attraverso la repressione e la limitazione della libertà. La guerra ha reso inabitabile il pianeta ed esiste una sola via di scampo, la cosiddetta Nuova Terra, ovvero diverse stazioni spaziali orbitanti in grado di ospitare gli abitanti sopravvissuti. La GRADUATORIA ha il compito di stabilire i Degni, cioè chi può partire prima, chi dopo e chi, probabilmente, mai. Tra questi ultimi, ci sono i Trasformati: molti ragazzi che, appena arrivati alla soglia dell’adolescenza, cominciano a mostrare modifiche nel corpo o nella mente. Folco, Lulù e Arthur, in tre parti diverse del mondo, cercano di nascondere le proprie doti speciali per non essere braccati dal NOM. Finché un giorno non ricevono un messaggio misterioso.
Un’avventura ambientata in un futuro remoto che parla anche del presente, di cosa significano esclusione e diversità, del potere della creatività, e della nostra comune responsabilità verso il pianeta.

L’orologio di stelle. La falena d’ombra (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 – HARPER COLLINS

di Francesca Gibbons (Autore), Chris Riddell (Illustratore)

Imogen potrebbe essere più carina con la sua sorellina Marie. E dovrebbe essere più gentile con il fidanzato della mamma. Soprattutto, non dovrebbe seguire una strana falena argentea dentro un albero… D’altronde, chi fa solo quello che gli viene detto? Di colpo, Imogen e Marie si ritrovano intrappolate in un mondo magico, un regno in cui nessuno si comporta come ci si aspetta e dove al calare della sera appaiono creature sinistre… Le due sorelle desiderano solo una cosa: tornare a casa. Ma per riuscirci, dovranno salvare il viziato Principe Miro e con lui un intero mondo in pericolo. Ad aiutarle, per fortuna, ci saranno un orso ballerino, una coraggiosa cacciatrice… e persino le stelle.

Murdo. Il libro dei sogni impossibili (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 – L’IPPOCAMPO

di Alex Cousseau (Autore), Eva Offredo (Autore)

Un piccolo yeti di nome Murdo è il narratore di questo libro. In ogni pagina ci racconta i suoi desideri: ha sempre sognato di nascondere un tesoro invece di trovarlo, di vivere in un mondo che gira al contrario per cominciare il pranzo dal dolce, di chiacchierare con un sasso, di risalire nel tempo fino al Giurassico per fare lo sgambetto a un dinosauro, di costruire un ponte tra il giorno e la notte… Murdo a volte si dimentica chi è, ma appena il suo amico rospo lo saluta: Ciao Murdo! se lo ricorda. I semplici piaceri e le domande profonde di Murdo evocano l’intimo legame tra gli elementi dell’universo… Murdo gioca con le parole, con i suoni e con le lettere per costruire paesaggi immaginari. Età di lettura: da 6 anni.

Elinor Puffygal streghetta incasinata (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 . MARIETTI JUNIOR

di Francesca Martucci (Autore), Rachele Aragno (Illustratore)

Elinor, streghetta di Felinia, è stata appena ammessa alla prestigiosa Scuola Media di Arti Magiche del Bosco Iridescente. Come sarà? Chi incontrerà? E, soprattutto, quante figuracce farà? Perché di questo Elinor è certa: non sarà mai all’altezza della sua famiglia, che sforna campioni di magia da generazioni! Lei si sente brava solo quando può pasticciare con gli ingredienti e preparare merendine speciali. Ma grazie a nuove amicizie e alle avventure tra i corridoi della Smambi, Elinor scoprirà che anche il suo è un talento speciale… anzi è magico. Età di lettura: da 7 anni.

APRILE

Il cappello del Gran Bau (Italiano) Copertina flessibile – 1 aprile 2021 – SALANI

di Tove Jansson (Autore), Annuska Palme Larussa Sanavio (Traduttore), D. Ziliotto (Traduttore)

C’era una volta una bambina che aveva una nonna serena, un padre preso dalle sue sculture, amichette scontente, amici marinai burberi; negli anni, insensibilmente, questi personaggi hanno abbandonato la loro natura umana e sono diventati animali, che Tove Jansson ha disegnato e descritto: Mamma Mumin, Papà Mumin, Misa, Tabacco. Appena mettiamo piede nella Valle dei Mumin, subito ne veniamo catturati: niente è più reale di questi esseri dolci e poetici e delle loro avventure, per straordinarie che siano. Trovano un Cappello-Folletto in cui gettano gusci d’uovo e ne escono nuvole, ci entra il troll Mumin e ne risulta mutato in un mostriciattolo che solo la sua mamma riconosce. E non sono strani i Fungarelli, senza bocca e senza orecchie? E Dada e Sasa, col loro linguaggio dadese e sasese? Ma su tutto getta la sua magia il Mondo Nordico, coi colori del cielo primaverile e del cupo grande mare selvaggio, da cui emergono affascinanti Regine di Legno. Età di lettura: da 9 anni.

Un’avventura sul fiume (Italiano) Copertina flessibile – 1 aprile 2021 – TERRA SANTA

di Mino Milani (Autore), Francesca Rossi (Illustratore)

Nino, Marco e Giorgio – tredici anni suppergiù – sono amici inseparabili. Hanno l’età in cui è facile sognare. E il primo, e forse unico, dei loro sogni è l’avventura. Voltare le spalle alle cose di tutti i giorni. Cercare le cose straordinarie. Lasciar perdere il mondo conosciuto ed esplorare quello ignoto: le foreste, i grandi ghiacciai, i deserti, gli oceani… Un giorno, Marco – timido ed esitante nel parlare, ma coraggioso nuotatore – trova una misteriosa moneta su un’isola altrettanto misteriosa. I tre amici si lanciano senza pensare in una vera e propria investigazione, piena di sorprese e di scoperte, di pericoli e di fughe repentine a bordo di una barca sgangherata. Sullo sfondo della narrazione, i due maggiori fiumi italiani: il Po, minaccioso e immenso, con le sue acque gialle; e il Ticino, amichevole e sinuoso, con le sue acque azzurre. Età di lettura: da 8 anni.

Quelle in cielo non erano stelle. Storia di un’amicizia ai tempi di Chernobyl (Italiano) Copertina flessibile – 6 aprile 2021 – MONDADORI

di Nicoletta Bortolotti (Autore)

Sono passati cinque anni dall’esplosione che nel 1986 ha distrutto la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, sprigionando nell’aria una nube tossica che si è posata ovunque: sulla foresta cambiandone i colori, sugli animali facendoli ammalare, su fotografie, vestiti, giocattoli… e sulle persone. Omar, un ragazzino che vive nel Nord Italia, non sa nulla di tutto questo finché a casa sua non arriva una bambina ucraina dai capelli color sabbia, per trascorrere un mese lontano dalle radiazioni. Vassilissa non parla e lascia vedere di rado il suo simpatico sorriso: è diffidente, come lo è Omar verso di lei. Ma se per essere amici non ci fosse bisogno di parlare la stessa lingua? E se per disintossicarsi dalla paura l’amicizia fosse la medicina migliore? Un romanzo corale scritto con passione e grazia che, attraverso le vive voci di una volpe, di un ragazzino e della stessa nube, rinnova la memoria di uno dei più drammatici eventi della Storia contemporanea. Età di lettura: da 11 anni.

Storie di fantasmi del Giappone (Italiano) Copertina rigida – 8 aprile 2021 – L’IPPOCAMPO EDIZIONI

di Lafcadio Hearn (Autore), Benjamin Lacombe (Autore), Ottavio Fatica (a cura di)

Illustrando il celebre compendio del folklore giapponese, Benjamin Lacombe offre un tributo al lavoro di Lafcadio Hearn. All’inizio del Novecento, lo scrittore irlandese fu uno dei primi occidentali a ottenere la cittadinanza giapponese: l’amore per la cultura della sua nuova patria lo portò a percorrere le varie province del Paese, al fine di trascrivere le storie di fantasmi e le leggende tramandate di generazione in generazione. In “Storie di fantasmi del Giappone” Benjamin Lacombe sceglie lo stile adatto a ogni racconto, reinterpretando l’ampia gamma del bestiario tradizionale con la sua inimitabile arte. In appendice al volume, alcuni giochi ispirati a quelli tradizionali permettono d’inventare la propria leggenda di yokai. La presente edizione, a cura di Ottavio Fatica, riprende parte dei testi da lui tradotti per Adelphi nella raccolta Ombre giapponesi, completandola con altri, qui proposti per la prima volta al pubblico italiano. Età di lettura: da 8 anni.

Ari e il maestro di veleni (Italiano) Copertina flessibile – 8 aprile 2021 – PELLEDOCA EDITORE

di Paolo Roversi (Autore), Andrea Franchini (Illustratore)

Tutte le persone hanno un odore caratteristico e Ari ha il dono di riconoscerlo. Si tratta di profumi o afrori che gli altri non avvertono ma lei, ragazzina tredicenne che ormai ha imparato a sfruttare questa sua abilità, sì. Dall’odore che una persona emana Ari sa capire molte cose. Spesso aiuta il padre Bart nelle sue indagini, ma questa volta è diverso: lo straniero appena arrivato nel paese è un caleidoscopio di odori. Ari è sconcertata perché non le era mai successo prima: così lo ribattezza “il maestro di veleni” perché immagina che quella possa essere l’occupazione di quel misterioso individuo. Lo straniero non si vede mai in giro, esce solo per andare al negozio a fare provviste. Perché si è trasferito qui? Che lavoro fa? Un giorno, poco prima che l’unica strada che collega il paese con il resto della valle venga chiusa per una valanga, succede qualcosa che richiede tutta l’attenzione di Ari e di suo padre. Una coppia, marito e moglie, scompare. Gli abitanti cominciano a sospettare che lo straniero li abbia uccisi… Toccherà ad Ari e a suo padre risolvere il mistero. Età di lettura: da 11 anni.

L’amica fantasma (Italiano) Copertina flessibile – 8 aprile 2021 – PELLEDOCA EDITORE

di Sabrina Rondinelli (Autore), Andrea Calisi (Illustratore)

Camilla e Mia, amiche del cuore, hanno fatto un patto: niente e nessuno potrà dividerle. L’amicizia tra le due ragazze è piuttosto esclusiva. Soprattutto Camilla si dimostra gelosa di Mia: la vuole tutta per sé e non accetta che altre si intromettano tra loro. Perciò quando entra in scena Betty si sente tradita. Giorno dopo giorno, Mia si allontana. Ma il vero motivo del cambiamento di Mia è un altro. Camilla non è una ragazza reale. È morta due mesi prima; è soltanto un ricordo che vive ancora nella fantasia dell’amica. E come tutti i ricordi, con il trascorrere del tempo, è destinato ad affievolirsi. Man mano che Mia la dimentica, Camilla inizia a svanire. Mia è combattuta tra i sensi di colpa e il desiderio di ricominciare la sua vita, mentre Camilla non ci sta a morire una seconda volta e diventa sempre più soffocante, invadente, pericolosa… Età di lettura: da 9 anni.

La scuola sotto albero (Italiano) Copertina flessibile – 15 aprile 2021 – TERRA SANTA

di Luciana Breggia (Autore), Paola Formica (Illustratore)

In un villaggio, funestato da un cataclisma che ha sconvolto le abitudini degli abitanti, arriva un nuovo maestro, che comincia subito a fare tanti cambiamenti: le aule vengono ridipinte dai bambini a colori vivaci, mentre il prato sotto il grande albero dinanzi a scuola sarà l’Aula Magna dove si ritroveranno tutte le classi. Iniziano così le lezioni, che riguardano i saperi più diversi: dall’attenzione alle parole e ai mutamenti linguistici alla coltivazione di un piccolo orto; dall’illustrazione della sintesi clorofilliana all’affascinante storia dei numeri. Le lezioni di Natura insegnano la pazienza e l’attenzione verso il seme che germoglierà e la bellezza delle differenze. Le lezioni di Cielo si svolgono di sera, nelle notti primaverili, e i ragazzi sono invitati a osservare le costellazioni con un telescopio che il maestro ha installato sul tetto della scuola. La notizia dei metodi poco ortodossi del nuovo insegnante mette in agitazione alcuni genitori che un giorno decidono di andare a parlare a questo strano maestro… Età di lettura: da 6 anni.

E questo è tutto! Fatemi sapere quale romanzo vi ispira di più e se ho dimenticato qualche bella novità di prossima uscita!

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">Ci vediamo alla Prossima!Ci vediamo alla Prossima!

Foto di Alexandr Podvalny da Pexels

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Millennials” di Fabio Cicolani

“Quando un rimedio non esiste, bisogna estirpare il male alla radice. È sempre stato così.”

Cosa succederebbe se un giorno ti svegliassi e scoprissi che tutto quello che sapevi di te stesso in realtà è una finzione, che sei solo il frutto di un esperimento genetico e che ci sono altre persone simili a te? Sicuramente avresti voglia di saperne di più, vorresti comprendere il perché ti ritrovi con dei poteri che ti rendono diverso dagli altri tuoi coetanei, anche a costo di fare del male alle persone a te care.

È quello che succede a Jennifer, una delle protagoniste di Millennials, il romanzo per ragazzi scritto da Fabio Cicolani e pubblicato da La Corte Editore, che ringrazio per questa collaborazione.

Questo libro mi ha conquistato sin da subito per l’ambientazione tutta italiana e per la scrittura molto precisa. Prima di procedere con la recensione, come di consueto partiamo con la quarta di copertina:

Cosa farebbero undici ragazzi in Italia, se scoprissero di avere dei superpoteri? Si infilerebbero davvero delle tutine, cercando di salvare il mondo? No, non i Millennials. Loro, che sono stati creati da un programma di ingegneria genetica, sono adolescenti senza genitori a cui rendere conto e senza particolari responsabilità. Ma il destino presenta sempre il conto, e quello per i Millennials sarà particolarmente salato. Si troveranno infatti costretti a districarsi tra i fili di una macchinazione che è stata tessuta intorno a loro e, tra inseguimenti nel tempo alla ricerca della verità, paradossi e loop temporali che potrebbero mettere a rischio la loro stessa esistenza, i Millennials dovranno imparare a collaborare e a capire il significato più vero di avere amici su cui contare e una casa a cui tornare. Età di lettura: da 11 anni.

Alcuni lettori hanno indicato i Millennials come la risposta italiana agli X-Men. In realtà, pur attingendo a piene mani dal sottobosco mutante, Fabio Cicolani riesce a imprimere una forte personalità al suo romanzo, data dagli obiettivi del tutto diversi dei protagonisti: se i mutanti infatti sono dei supereroi che combattono i malvagi per proteggere un mondo che li teme e li odia, al contrario, ai Millennials non frega proprio niente di mettere i loro poteri al servizio di un bene superiore, anzi, da questo punto di vista sono molto egoisti. A loro importa soltanto scoprire il perché sono nati con delle abilità particolari e senza una mamma e un papà, per cui si mettono alla ricerca delle loro vere origini, intralciando chiunque ostacoli il loro piano. Più che agli X-Men, in realtà io accosterei questo romanzo a Heroes, il telefilm americano andato in onda con successo nel lontano 2006. Ve lo ricordate? Raccontava di un gruppo di persone che scoprivano di avere dei poteri particolari e di come questi avessero effetto sulle loro vite. In special modo, mi ricordo di un persona giapponese, Hiro Nakamura, che aveva l’abilità di viaggiare nel passato e nel futuro ed era un po’ il collante dell’intera serie (ecco, ora mi è venuta la voglia di fare un bel rewatch). Anche in Millennials c’è un viaggiatore del tempo: si chiama Jikan Okawa e anche lui è asiatico (secondo me, è un chiaro riferimento a Heroes).

Inutile dire che Jikan è il mio personaggio preferito, in quanto sin da piccolo ho sempre desiderato andare avanti e indietro nel tempo per sistemare alcuni errori commessi. Ma si sa, meglio non giocare con il passato, non sai mai cosa potrebbe cambiare!

Teaser di Millennials

Infatti, come gli X-Men insegnano, modificando il passato si vengono a creare dei loop temporali in cui i protagonisti sono costretti a vivere lo stesso periodo di tempo in un ciclo continuo senza apparente via di uscita.

“Essere usato per far sparire i nemici e nasconderli nel tempo, è far parte di un piano criminale, vuol dire diventare un mostro che strappa una persona alla sua vita e ai suoi cari e io non voglio più starci”.

Ed è proprio grazie ai continui sbalzi temporali presenti nel libro che viene fuori tutta la bravura dello scrittore. Impegnato a tenere insieme la matassa da lui stesso creata, Fabio Cicolani, insegnante di scrittura creativa che ha già all’attivo diverse pubblicazioni, tra cui Il bambino dei draghi e la serie Monsters’ Park (che voglio assolutamente recuperare), riesce nell’arduo compito di non ingarbugliarsi tra le pieghe spazio-temporali, saltando da un punto di vista a un altro e facendo interagire ben undici personaggi, tutti diversi tra loro.

Vi dico la verità: a un certo punto, ho rischiato di perdere anche il filo del discorso, e precisamente quando alcuni dei personaggi vengono catapultati nel 1984, in Francia. State molto attenti a quella parte, perché io l’avevo presa sottogamba e alla fine invece si è rivelata la storyline più importante!

Se all’inizio il romanzo è ambientato nella Bologna del 2016 (scelta molto azzeccata tra l’altro, in quanto è raro leggere di ragazzi italiani con superpoteri) e ci presenta con molta calma i primi protagonisti – tra i quali Jennifer, la ragazza raffigurata in copertina, e Bennet, che ha il potere mentale di connettersi a qualsiasi rete internet – a mano a mano inizieremo a prendere confidenza con i salti nel tempo, e assisteremo anche alla nascita dell’anomalia avvenuta nel 31 Dicembre del 1999, quando il Millennium Bug aveva mandato in tilt i computer della GenHome che stavano elaborando un DNA ricombinante, capace di alterare i geni di un embrione in modo da renderlo immune alle malattie genetiche.

“I segreti sono come tessere del dominio allineate. Dai un colpo e tutti gli altri vengono giù senza sforzo”.

Ho trovato la penna di Fabio Cicolani asciutta e precisa, capace di esprimere senza giri di parole lo stato d’animo dei vari protagonisti, tutti con un carattere diverso ma tutti accomunati da un unico desiderio: trovare un posto da poter chiamare casa. Non hanno scelto loro di avere dei superpoteri, sono nati così. Non sono dei super eroi e non hanno alcuna voglia di fare i paladini della giustizia. Il loro unico scopo è quello di sconfiggere colui che li ha creati: il misterioso uomo chiamato Magnus Atlas, e per farlo non esiteranno a mettere a repentaglio la loro stessa vita.

Guardate anche il video che ho pubblicato su YouTube!

Promuovo questo libro a pieni voti e mi auguro che la storia dei ragazzi coi superpoteri non si esaurisca qui. L’epilogo infatti lascia uno spiraglio per un eventuale sequel, e io già non vedo l’ora di sapere quale nuova trama tirerà fuori il buon Fabio dal suo cilindro!

Se la recensione vi è piaciuta lasciate un like o condividetela sui vostri Social. Se invece anche voi avete letto il libro scrivetemi cosa ne pensate e se vi trovate d’accordo con me.

Noi ci vediamo alla prossima!

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Un Drago in Biblioteca” di Louie Stowell

Un sogno e un libro sono cose molto simili, se ci pensi. Entrambi creano immagini nella mente.

Avete mai sognato di poter entrare dentro i vostri libri preferiti? Io l’ho fatto e come me probabilmente anche Louie Stowell, autrice del libro Un drago in biblioteca pubblicato da Edicart, che ho avuto il piacere di leggere e di recensire per voi.

Kit è una bambina che potremmo definire “nella media”. Come ammette lei stessa, non si sente intelligentissima ma neanche stupida, non pensa di essere particolarmente sportiva ma neanche una schiappa solenne. Diciamo che il suo problema è quello di essere un po’ svogliata. Per farvi capire, avete presente quando i professori dicono: “Bravo, ma non si applica”?  Kit è esattamente così!

La ragazzina ha due amici, Josh e Alita, che al contrario di lei, sono dei veri secchioni e leggono un sacco di libri (specialmente la serie di Danny Fandango, di cui sono dei fan sfegatati). I due cercano in tutti i modi di coinvolgere l’amica nella loro passione, ma senza successo. Kit infatti è dell’opinione che per leggere bisogna stare seduti e tranquilli, e stare seduta e tranquilla va contro ogni suo principio.

Le cose cambiano però quando incontra Faith, la bibliotecaria, che le rivela un gran segreto: oltre a gestire la biblioteca, infatti, lei è un mago.

Ma non è tutto: anche Kit ha dei poteri, e dovrà imparare a usarli attraverso l’uso dei libri-portali (dei libri speciali che permettono di muoversi tra una biblioteca e l’altra).

La magicità (cioè, la magia… sì, insomma, l’essere maghi) non è una cosa che si eredita dai genitori. Capita a caso. Perciò, chiunque potrebbe nascere con poteri magici

Innanzitutto, la prima cosa che mi ha colpito di questo libro è la spensieratezza che si respira in ogni pagina. Spesso noi lettori ci dimentichiamo che i libri prima di tutto hanno il compito di farci divertire. Ancor di più, trattandosi in questo caso di un libro per bambini, la sua funzione di intrattenimento è svolta alla grande.

Grazie al carattere svogliato della protagonista, la quale, piuttosto che star ferma a leggere libri preferisce di gran lunga correre all’aria aperta e arrampicarsi sugli alberi, i giovani lettori riusciranno a simpatizzare subito con la storia, per poi esultare quando vedranno il cambiamento di Kit. Nel corso della sua avventura, infatti, la ragazza avrà modo di imparare che forse leggere libri non è poi tanto brutto come pensava, anzi, è anche molto divertente!

L’autrice ha dato vita a un personaggio finalmente normale e non stereotipato. Non il solito predestinato insomma, sulle cui spalle si regge il destino del mondo intero, o il piccolo orfano che ha una missione importante da compiere, ma una bambina in cui ci si immedesima con facilità, che ha tanta voglia di giocare e poca di studiare.

Grazie agli elementi fantasy che l’autrice dissemina lungo la storia, per esempio il drago dormiglione Draca oppure gli incantesimi che i nostri eroi impareranno a usare per poter salvare la biblioteca dalle grinfie del perfido signor Salt, il lettore si appassionerà facilmente al racconto.

Lo stile di Louie Stowell è fresco, simpatico e moderno. I protagonisti parlano come se non fossero solo dei personaggi di un libro ma dei bambini veri, che storpiano alcune parole e che ignorano il significato di alcuni termini (“Che significa figurato?” domandò Kit), com’è giusto che sia.

In effetti, credo che sia inverosimile che nei libri per bambini i personaggi conoscano tutti i vocaboli alla perfezione; l’ho sempre trovato un po’ forzato e mi fa piacere che finalmente un’autrice sia stata così intelligente da capirlo.

Ho amato tantissimo i disegni interni di Davide Ortu, italianissimo illustratore che da anni lavora per il mercato editoriale estero. Davide è un talento unico. Le sue tavole si mettono al servizio della storia e interagiscono con essa.

Il suo tratto dinamico e preciso ben si adatta al pubblico di riferimento e cattura subito l’attenzione del lettore. A questo proposito, vi svelo una curiosità: quando vivevo a Londra, andavo spesso nelle librerie Waterstones. Tra le varie copertine, una mi aveva catturato sin dal primo istante. Raffigurava una bambina nascosta tra gli scaffali di libri intenta a osservare una lunga coda di un drago. Ebbene sì, era la copia inglese di The Dragon in the Library. Dopo essermi messo in contatto con Davide grazie ai social, ho iniziato a seguirlo e sono diventato un suo fan.

Per cui, sono davvero felice di poter recensire un libro disegnato da lui.

Il volume offre tanti spunti interessanti che sono sicuro verranno approfonditi nei prossimi volumi. Mi piacerebbe conoscere meglio il Consiglio dei Maghi in Galles, cui l’autrice fa riferimento in alcune pagine, ma che, per adesso, è rimasto ai margini della storia, oppure il drago che dorme sotto la biblioteca e che non vuole essere svegliato.

Cliccate qui per vedere la video recensione!

Ringrazio la Casa Editrice Edicart per la copia omaggio. Invito tutti voi a lasciare un commento per farmi sapere cosa ne pensate della mia recensione e per supportarmi!

Ci vediamo alla prossima!

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K. Rowling – Edizione 2021

Ricordati: non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.

Harry Potter ha dato tantissimo alla letteratura per ragazzi. Grazie alla saga creata da J.K. Rowling alla fine degli anni ’90, moltissimi bambini hanno iniziato ad appassionarsi ai libri, e ancora oggi, a più di venti anni dalla nascita, la sua fama non accenna a diminuire.

Sarebbe inutile spiegarvi il perché di tanto successo – se state leggendo questo articolo, di certo sarete fan di Harry Potter anche voi – perciò mi limiterò a raccontarvi le emozioni che ho provato nel leggere per la seconda volta a distanza di venti anni, Harry Potter e la Pietra Filosofale, il libro che ha dato il via alla saga. Pensate che, prima di essere pubblicato in Inghilterra, il manoscritto venne rifiutato da tantissimi editori e l’autrice scelse di scrivere il suo nome con le iniziali per far credere ai lettori di essere uno scrittore perché – pensate un po’ – all’epoca non era concepibile che un fantasy fosse scritto da una donna. Per fortuna, comunque, i tempi sono cambiati!

L’occasione di rileggere il libro è avvenuta grazie alla collaborazione con Salani Editore. Nel mese di Gennaio 2021, infatti, la Casa Editrice per ragazzi ha ristampato l’intera saga con delle magnifiche copertine firmate da un grande architetto italiano: Michele De Lucchi.

Sarà perché sono laureato in Architettura, sarà perché ormai mi avvicino agli anta (sigh) e vedo Harry Potter in un’ottica diversa, ma quando ho scoperto in anteprima le nuove cover sono rimasto a bocca aperta e mi è venuta voglia di rileggere l’intera saga.

Chi si sente tradito da questo cambio di rotta probabilmente pensa che un libro per bambini dovrebbe avere dei disegni in linea con il target. Ragazzi, è sbagliato ridurre Harry Potter a un libro per bambini, non credete?

Questa saga è ormai diventata un classico a tutti gli effetti che travalica il genere di appartenenza. Secondo me la Salani è stata molto coraggiosa nel proporre dei disegni così maturi ed eleganti, dei veri e propri quadri che dimostrano a tutti gli effetti quanto Harry Potter sia diventato un simbolo.

La copertina del primo volume, che raffigura Harry e Hagrid di spalle intenti a guardare un castello di Hogwarts innevato, ha suscitato anche qualche altra critica: ricordo una fan che diceva “Eh, però io non ci vedo alcun riferimento al libro” o un’altra che asseriva con convinzione che non si è mai vista la neve a Hogwarts perché quando Harry inizia la scuola è settembre. Ehm… sicuri di aver letto bene il libro??

Premettendo che una cover non deve per forza riprendere un evento della storia ma solo catturare lo spirito del libro, e avendo appena riletto il primo, affermo con sicurezza di poter smontare subito entrambe queste tesi. Leggete un po’ la citazione che segue:

All’inizio di novembre cominciò a fare molto freddo. Le montagne intorno alla scuola si tinsero di un grigio glaciale e il lago divenne una lastra di gelido metallo. Tutte le mattine il terreno era coperto di brina. Dalle finestre dei piani superiori si poteva scorgere Hagrid intento a scongelare le scope nel campo di Quidditch, infagottato in un lungo pastrano di fustagno, guanti di pelo di coniglio ed enormi stivali foderati di castoro.

Direi quindi che possiamo chiudere qui la polemica delle copertine e passare oltre.

Questo libro invita a pensare che – da qualche parte lì fuori – esista un luogo dove la vita è piena di sorprese e dove puoi volare su una scopa sentendoti davvero felice.  La lettura di questo libro mi ha fatto provare un sacco di emozioni: gioia, timore, speranza e appagamento.

Harry Potter è un bambino come tanti altri, forse solo più sfortunato, che un giorno scopre di essere un mago e viene invitato a perfezionare il suo talento in una scuola di magia. Nel primo anno di scuola, conoscerà dei nuovi amici, Ron e Hermione, e dovrà fare i conti con una profezia che lo riguarda. Questa è, per sommi capi, la trama del primo libro.

Avendo letto Harry Potter taaaaanti anni fa (forse venti?) non ricordavo molti dettagli della storia per cui, mentre leggevo l’edizione che ho ricevuto per la recensione, sembrava che lo stessi facendo per la prima volta.

Vi confesso che mi sono emozionato nel leggere la prima frase: “Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di affermare di essere perfettamente normali, e grazie tante”. Sapevo di avere tra le mani un libro speciale, divenuto a suo modo patrimonio dell’umanità, e ne sentivo il peso. Non è facile leggere con obiettività un romanzo che ha appassionato intere generazioni di lettori, ma fortuna vuole che la Rowling abbia la capacità di far diventare il lettore parte di un’unica, grande famiglia, per cui in realtà è stato molto semplice immergersi appieno nella storia.

Come dice Stefano Bartezzaghi nelle note introduttive, “Bisogna essersi soffermati sul testo con il microscopio per rendersi conto della precisione con lui l’autrice ha avuto in mente da subito l’unità dei sette volumi che compongono l’opera, sino alle minuzie”.

Ed è proprio vero. Pensate che, già nel capitolo uno, la McGonagall dice a Silente: “Questa gente non capirà mai Harry. Lui diventerà famoso… leggendario! Non mi stupirebbe se in futuro la giornata di oggi venisse designata come l’Harry Potter Day. Si scriveranno volumi su di lui, tutti i bambini conosceranno il suo nome!” Questa parte mi ha incuriosito molto perché, se per noi lettori la fama di questa saga è ormai consolidata, è bene tenere a mente che, durante la stesura di un romanzo, uno scrittore non ha la più pallida idea di come verrà accolto il suo libro, per cui, se non avesse avuto il successo che ha avuto, la frase detta qui sopra non avrebbe avuto molto senso.

Per quanto riguarda la traduzione io trovo che anche in questo caso la Salani abbia fatto la scelta più giusta. Ai tempi in cui era uscito il primo volume, la saga era appena agli inizi e non era molto conosciuta, per cui il traduttore dell’epoca non poteva avere un quadro completo dell’opera. Una volta conclusa la saga, l’editore ha deciso di apportare delle modifiche per rendere il testo più fedele all’originale. Io non mi sento assolutamente tradito se invece di “folletti” leggo “goblin”, come nell’originale, o se invece di Neville Paciock adesso appare scritto il suo vero cognome, e cioè Longbottom. Dovremmo esser grati che qualcuno renda giustizia a un’opera così importante.

Guardate anche il mio video su Youtube!

In conclusione, grazie alla nuova versione della Salani, ho riscoperto il magico mondo di Harry Potter. Il primo volume mi ha portato a Hogwarts, il castello dove si insegna la magia, nella capanna di Hagrid, dove un grosso uovo di drago bolliva sul fuoco, e nella foresta proibita, dove dei centauri mi hanno parlato delle stelle. 

Adesso, sono pronto a immergermi nella lettura del secondo libro intitolato Harry Potter e la camera dei segreti. Siete pronti a seguirmi anche nella mia prossima avventura?

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “La Figlia delle Fate” di Merilù Lanziani

Farfadet, come ogni altro paese racchiuso da montagne e foreste, era una vera e propria caldera di leggende e superstizioni.

Non so se avete mai avuto l’impressione che alcuni libri vi appartenessero in un modo particolare. E non parlo dei vostri libri del cuore, cui siete legati per  un motivo o per un altro, ma di qualcosa di più profondo, di viscerale.

Quando ho letto La Figlia delle Fate di Merilù Lanzani mi sono sentito protetto. Era da tempo che cercavo un libro che parlasse della mia vera passione, quella del Piccolo Popolo, e  finalmente posso dire di averlo trovato.

Ho tante cose belle da dire su questo romanzo, perciò leggetevi pure la quarta di copertina e poi partiamo!

Anche tu sei uno dei tanti sprovveduti convinti che i folletti siano una favoletta per bambini? O che ogni volta che qualcuno dice che le fate non esistono una di loro muoia stecchita? Fidati di me: a raccontare sciocchezze del genere rischi che il Piccolo Popolo ti recida la lingua o, peggio ancora, ti porti via con sé sotto a qualche collina fatata. Conoscevo una ragazzina rapita dai folletti. Aveva i capelli rossi come un incendio e gli occhi verdi quanto il bosco in cui è scomparsa. Il suo nome? Non lo ricordo. Ma in paese dicevano che era stato un principe delle fate a portarsela via. Un principe che si era innamorato di lei…Da allora sono cominciati i guai. E che guai! Già, perché si sono aperte le porte che separano il mondo fatato da quello dei mortali e un’orda di creature ha invaso la città. A me è andata bene: le fate hanno stregato mio marito, a cui sono spuntate due zampe di capra. Ora è persino un po’ più affascinante di prima, lo ammetto. Ma tu puoi dire lo stesso? Ce la farai ad arrivare incolume fino a Samhain, il giorno in cui il Piccolo Popolo versa un tributo di sangue all’inferno?


Merilù Lanziani nasce ad Aosta nel 1988. Oltre a questo romanzo ha pubblicato anche Biblion, che sarà una delle mie prossime letture in quanto Merilù mi ha inviato entrambi i libri per recensirli. La particolarità di questa autrice è che i suoi libri sono pubblicati in Self-Publishing, una scelta voluta e secondo me azzeccata, in quanto le permette di avere il pieno controllo sulla sua creatività.

Vi dico subito una cosa: per la qualità e il contenuto che ho riscontrato nel libro, l’autrice avrebbe potuto tranquillamente pubblicare con una grossa Casa Editrice e ci avrebbe fatto un figurone. Tra l’altro, noi lettori siamo portati a sopravvalutare gli scrittori stranieri e a non dare la giusta considerazione agli scrittori italiani che spesso non conosciamo. Merilù meriterebbe sicuramente più attenzione. Non ho trovato un solo refuso o errore grammaticale (e il fatto che lei sia anche un editor, equivale a dire che il suo lavoro lo sa fare bene);  inoltre, la sua prosa elegante accarezza le parole come se fosse tinta di magia.   

Come mai il libro mi è piaciuto così tanto, vi chiederete voi? Per tanti motivi.

Innanzitutto, per creare Farfadet, il caratteristico paese di montagna in cui vive Étienne, il nostro protagonista, l’autrice si è ispirata alla Valle d’Aosta, coi suoi miti e leggende. Tra l’altro, Merilù mi ha informato che ogni anno, nel centro di Aosta, vi è addirittura la fiera millenaria di Sant’Orso, un evento molto importante dove gli artigiani che lavorano il legno e la pietra creano fate e folletti.

Facendo delle ricerche su Internet poi, ho scoperto che le Farfadet sono le farfalle del folklore francese. Uno dei tanti omaggi che l’autrice fa in onore del Piccolo Popolo da lei tanto amato. 

E poi c’erano le storie, quelle che non smetteva mai di raccontare, su esseri provenienti dagli abissi e creature spaventose che volavano nell’aria.

La Figlia delle Fate è l’amore che l’autrice prova per tutto ciò che è magico. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con questo mondo fantastico, saprà riconoscere le varie creature che vivono all’interno del libro. Ce n’è per tutti i gusti: dal Keelpe al Nuckelavee, dai Goblin all’Each Uisce… ogni volta che riconoscevo un essere magico esultavo dalla gioia.

Quando poi sono arrivato alla rivelazione del Sostituto, il libro è diventato ancora più importante per me. Ma non voglio farvi spoiler, perciò vi dico quello che posso: all’inizio della storia,  Étienne incontra una ragazza dai capelli rossi; il suo nome è Rinn e vive sotto la Collina insieme agli altri esseri fatati. Il suo vero nome è Margot Lusmore ed è una ragazzina scomparsa dal suo paese dieci anni. Incredulo,  Étienne scopre che Margot da piccolina era stata rapita dalle fate e che il suo posto era stato preso da un sostituto, un bambino proveniente del mondo dei Fatati.

Io sono molto affezionato a questa leggenda del folklore irlandese perché avevo in mente di inserirla nella trama del secondo volume della mia saga fantasy Sir Blake nel Regno dei Sidhe. Sfortunatamente, ho dovuto modificare la storia e quell’idea l’ho accantonata. Non vi dico quindi l’emozione che ho provato nel ritrovare non solo il termine Sidhe all’interno di questo libro ripetuto più volte (è la parola che si usa per indicare il Piccolo Popolo) ma addirittura gli Spriggan e i Sostituti! Secondo me era proprio destino che io leggessi questo romanzo e che diventasse mio; è un po’ come se fosse il libro che avrei tanto voluto scrivere io. Come ho detto all’inizio, mi appartiene in modo profondo e mi sento legato a esso.

I personaggi de La Figlia delle Fate sono molti e tutti ben contraddistinti. In particolare, i miei preferiti sono Rinn, una ragazza spumeggiante e tontolona (si caccia spesso nei guai e il suo modo di fare è molto genuino) e Flaith Fiain, il principe fatato che, al contrario della ragazza, è ombroso, enigmatico e determinato nel raggiungere i suoi scopi.

Devo dire la verità, in alcuni punti il romanzo, forse anche per il modo particolare che ha Merilù di caratterizzare i personaggi, mi ha ricordato molto le opere di animazione giapponese. Non so se l’autrice sia un’appassionata di manga e di anime, ma spesso mentre leggevo il libro la mia mente andava ai film dello Studio Ghibli e a Inuyasha. Chissà se davvero sono stati fonte di ispirazione per lei!

Il ragazzo si sentiva stranamente incompleto, come se si fosse abituato al tal punto alla presenza del Popolo da sentirne la mancanza e da desiderare il suo ritorno, a dispetto di ogni logica…

Nel corso della storia, Étienne, insieme a Rinn e a un gruppo numeroso di fate e folletti, dovrà cercare di chiudere il velo che separa il mondo degli umani da quello dei demoni. Se non ci riuscirà, la Corte degli Scontenti, composta dalle creature fatate cattive, si riverserà nel nostro mondo causando non pochi guai. È una corsa contro il tempo per far sì che l’equilibrio dei due mondi si riallinei e che non venga stravolto. Secondo voi i nostri eroi riusciranno nell’impresa oppure no? Ovviamente, per scoprirlo, non vi resta che leggere il libro!

La Figlia delle Fate è un libro per ragazzi che sono sicuro farà felici anche i più grandi. La sua prosa raffinata e colta è riuscita a trasportarmi dentro il libro e a farmi provare le stesse emozioni dei personaggi. A fine lettura, sembrava quasi mi fossi risvegliato da un bel sogno.

Ho girato anche un video che potete vedere su YouTube!

Ringrazio l’autrice per avermi inviato il libro e per avermi dato conferma che anche il self-publishing può essere fatto bene, se dietro ci sono talento e passione.

Fatemi sapere se vi è piaciuta la recensione e se vi ho incuriosito.

Alla prossima!

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Jack Bennet e la chiave di tutte le cose” di Fiore Manni

Gli ingranaggi, mio caro Jack, non sempre funzionano come dovrebbero. E farli funzionare è un lavoro così duro da risucchiarti tutte le energie.

Come dice la stessa autrice nei ringraziamenti alla fine del libro, vivere in un mondo tutto nostro non è una cosa negativa se possiamo estendere l’invito agli altri.

Penso che questa frase rappresenti in pieno lo spirito di  “Jack Bennet e la chiave di tutte le cose”, edito da Rizzoli, quello cioè di portare i lettori in mondi stravaganti, popolati da pappagalli parlanti, da libri non ancora scritti e da foglie su cui è possibile navigare.

Nutrivo molte aspettative nei confronti di questo libro poiché ne ho sempre sentito parlare bene e anche perché Fiore Manni ha una creatività fuori dal comune.

Per cui, come mai ho aspettato così tanto per leggerlo? Beh… sapete quando siete convinti che un libro sia davvero, ma davvero bello, però allo stesso tempo avete paura di leggerlo per non rimanere delusi? Ecco, io avevo il timore di offuscare la stima che ho nei confronti di Fiore “artista”, perciò ho sempre rimandato per non dover esprimere un’opinione su Fiore “scrittrice”. 

Dopo tanto tempo mi sono finalmente deciso a leggere il primo volume (era ora, eh?). Ebbene sì: L’ho letto! Ho un mia opinione! E, pensate un po’? Devo dire che non sono rimasto deluso, anzi: è anche meglio di quel che mi aspettavo!

Prima di parlarvi del romanzo, però, è sempre bene partire con la trama, anche per dare un benvenuto a chi ancora non ha avuto il piacere di leggerlo.

Jack Bennet è un bambino di dieci anni come tanti altri, forse solo un pochino più basso e più magro della media. Ogni mattina si alza, si avvolge intorno al collo la lunga sciarpa a righe azzurre che gli ha lasciato suo padre ed esce per le fumose vie di Londra. Come molti ragazzi del suo tempo lavora in fabbrica, perché la mamma è malata, e in famiglia non c’è nessun altro che possa provvedere a loro. Una mattina, sulla strada del lavoro, Jack incontra un curioso personaggio che pare sbucato dal nulla; un uomo del tutto fuori luogo, con il suo elegante completo viola nel bel mezzo della grigia città. Jack lo osserva incuriosito e lo saluta educato, poi lo ascolta con attenzione. E fa bene, perché la più grande delle avventure può cominciare in un giorno qualunque. L’uomo gli consegna una chiave, e con quella Jack inizia a viaggiare per mondi sconosciuti e bislacchi, dove incontra pappagalli tipografi, libri magici per tutte le occasioni, navi pirata, una ragazzina spavalda ma non troppo, un drago che sputa vapore e colleziona tesori. E molto, molto altro. La storia di Jack ci risucchia e non ci molla; ci porta su mari senz’acqua e davanti a misteriose creature, facendoci palpitare, emozionare, e ridere anche, fino alla fine.

Jack Bennet e la chiave di tutte le cose, primo volume di una serie per ragazzi, è l’esempio perfetto di come sia ancora possibile trovare libri di ottima qualità scritti da autori italiani. Io dico sempre che dovremmo valorizzare di più i nostri scrittori. Insieme a Manlio Castagna, autore di Petrademone (che vi consiglio caldamente di leggere), Fiore Manni rappresenta sicuramente la nuova promessa dell’editoria per ragazzi.

Dopo aver condotto per anni il programma di successo chiamato Camilla Store, Fiore debutta con un libro per la Rizzoli in cui butta dentro tutto il suo mondo colorato e bizzarro.

Qualcuno potrebbe pensare che il libro non rappresenti una grossa novità nell’editoria per ragazzi. Alzi la mano chi non ha mai letto almeno una volta nella vita un libro in cui il protagonista varca una porta e si ritrova in un mondo magico (Le cronache di Narnia, per dirne uno). Secondo me il segreto di un buon libro non sta tanto nella storia in sé, ma di come viene raccontata. È lo stile che rende una storia memorabile o, ancora meglio, la potenza della scrittura. E Fiore Manni ha il dono di saper scrivere, altroché se lo sa fare.

Innanzitutto, già dalla presentazione, l’autrice augura al lettore un buon viaggio con una frase che a me è piaciuta molto nella sua semplicità: “I libri sono chiavi per visitare Mondi, quindi ecco qui la tua: buon viaggio”. Il lettore diventa quindi ufficialmente il proprietario del libro, fiero di poter leggere questa storia indirizzata direttamente a lui. 

Il testo, poi, ha una potenza visiva incredibile. Alcune parole si ripetono spesso,  in modo da rimanere più facilmente nella nostra testa. A fine lettura, per esempio, a me sono rimaste impresse “crostata di mirtilli”, “sciarpa a righe azzurre”, “cassetto (o lo schedario, o il baule)”.  Sono sicuro che quando passerò accanto alla mia libreria e getterò uno sguardo su questo volume, mi ricorderò con piacere di queste parole e sorriderò con nostalgia. 

Illustrazione interna di Fiore Manni

Il testo, all’apparenza semplice ma molto ricercato, è molto personale. Penso che nessun altro avrebbe potuto scrivere questa favola se non Fiore Manni. C’è la sua impronta, il suo marchio di fabbrica. Grazie al suo modo di porsi nella scrittura, usando un tono gentile e educato, ma anche ironico e strano, prende il lettore per mano e lo invita a vivere le avventure insieme al protagonista Jack, un bambino come tutti gli altri, forse un pochino più basso della media, che ama le torte di mele come qualsiasi bambino di dieci anni.

Quando una persona lascia definitivamente il proprio Mondo, liberiamo i sogni archiviati. Ecco cosa sono tutte quelle nuvole lassù, ed è per questo che sono così deliziose: sono un miscuglio dei sogni più belli di tutti i Mondi.

Sapete qual è la domanda più frequente che i lettori si pongono quando leggono storie di avventura? “Come mai l’autrice ha scelto proprio quel protagonista e non un altro? Qual è il suo talento?”

Beh, sicuramente Fiore Manni potrebbe rispondervi meglio di me, però, siccome ci sono io a scrivere la recensione, vi dico come la penso io.

La risposta secondo me è molto semplice. Jack rappresenta tutti noi, persone comuni,senza particolari abilità. Jack però ha molto coraggio e molta determinazione. Di fronte alle difficoltà lui non si tira mai indietro e il carattere lo porta a essere molto curioso e a voler sapere sempre di più. Io credo che Fiore abbia voluto dar vita a un personaggio in cui i ragazzi si potessero rispecchiare facilmente. E secondo me c’è riuscita alla grande.

Durante il suo viaggio, Jack Bennet visiterà mondi bizzarri popolati da personaggi ancora più bizzarri, si impegnerà al massimo per aiutare gli amici in difficoltà grazie alla sua spiccata intelligenza e cercherà di scoprire il mistero che si nasconde dietro la misteriosa chiave d’oro regalatagli dal Padre di Tutte le Cose. Del resto, come diceva sempre il papà di Jack al figlio, “quando ci sono i problemi noi abbiamo solo soluzioni”.

Nel libro, Fiore Manni mette in scena parecchi animali che interagiscono con il bambino.  Magari sono stati scelti a caso per far divertire i lettori, ma io mi sono divertito a ragionare sulla loro simbologia. Vediamo un po’ cosa ne è uscito fuori!

  • Jack e i pappagalli.

L’uccello indica un talento indiscusso e simboleggia il più delle volte l’intelligenza: come ho detto in precedenza, il bambino cerca di sfruttare la sua intelligenza per risolvere alcuni problemi che si trova davanti.

  • Jack e i conigli.

Il coniglio rappresenta il simbolo della crescita e della nuova vita, nonché del conforto e della vulnerabilità. In un passaggio, Jack sogna suo padre e inizia ad affrontare il tema della sua scomparsa. Pian piano, infatti, inizia a maturare la consapevolezza della sua assenza.

  • Jack e la tartaruga gigante.

La tartaruga rappresenta la tenacia e la forza, ma anche la saggezza. Direi che calza alla perfezione con il messaggio che l’autrice vuole dare ai suoi lettori: quello cioè di credere in se stessi e di lottare per raggiungere i propri obiettivi.

Se sguazzare nell’inchiostro non era affatto male, farsi aspirare l’arcobaleno di dosso faceva un gran solletico.

Più andavo avanti con la storia e più mi rendevo conto di quante cose in comune abbia questo libro con Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, il capolavoro di Lewis Carroll del 1865. Anche in quel libro infatti la protagonista si trova a vivere avventure al limite dell’assurdo e il tutto avviene con estrema genuinità. Altro riferimento al mondo della letteratura dell’infanzia è senza ombra di dubbio La Fabbrica di Cioccolato di Roald Dahl (sono abbastanza sicuro che l’autrice sia una sua fan, anche per il suo modo di scrivere). Inoltre, la tartaruga gigante che si vede verso la fine io l’ho immaginata come Morla, quella che si vede ne La Storia Infinita di Michael Ende; ve la ricordate?

Guardate il video su YouTube (e iscrivetevi al mio canale)

In conclusione, Jack Bennet mi è piaciuto da matti. Lo consiglierò a chiunque mi chiederà dei suggerimenti di lettura perché merita davvero. Ringrazio la Rizzoli per avermi dato l’opportunità di recensirlo e adesso non vedo l’ora di leggere il seguito della storia, Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti: sono convinto che sarà all’altezza del primo!

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Penny Berry e i misteri di Shangri-La” di Lluís Prats

Tutti abbiamo la forza necessaria per occupare il nostro posto nel mondo. Non dimenticare che siamo le sentinelle che custodiscono il grande tesoro che ci hanno affidato i nostri antenati, e così deve essere nei secoli dei secoli.

Non so voi, ma io sono un grande appassionato delle saghe per ragazzi, in quanto mi piace seguire le avventure dei protagonisti e la loro maturazione. In particolare, quando leggo il seguito di un libro che mi è piaciuto le mie aspettative sono molto alte e se la storia non riesce a coinvolgermi appieno, rischia anche di sporcare il buon ricordo che ho del primo volume.

Scrivere una saga quindi non è facile, anzi, secondo me è molto rischioso, perché l’autore ha il dovere di mantenere l’attenzione sempre alta e potrebbe anche deludere qualche lettore.

Qualche mese fa ho letto e recensito Penny Berry e la pozione magica scritto da Lluis Prats, disegnato da Giada Carboni e edito da Albe Edizioni, che ringrazio per la collaborazione. La storia della ragazzina inglese con il dono dell’astrosauria (il potere di guarire le creature fantastiche) mi ha conquistato. L’autore è stato molto bravo nel saper maneggiare il folklore di vari paesi, mixandolo con elementi di quotidianità e di avventura. Il primo volume, perciò, è stato promosso a pieni voti.

Se ve la siete persi, ecco qui la recensione: https://lorenzoiero.com/2020/11/02/recensione-penny-berry-e-la-pozione-magica-di-lluis-prats-martinez/

Secondo voi, dopo aver letto anche il secondo volume, intitolato Penny Berry e i misteri di Shangri-La, avrò cambiato idea, oppure la mia opinione sarà di nuovo positiva? Tra poco lo scoprirete!

Prima, però, ecco a voi la trama del libro:

In questa seconda avventura, la protagonista viene mandata dalla nonna Octavia a Shangri-La, in Nepal, dove imparerà a controllare i suoi poteri magici. La ragazza, tra magie, pozioni e animali fantastici, si troverà ad affrontare una serie di mirabolanti avventure. Misteri da risolvere, un albero d’oro e un fratello ritrovato faranno scoprire alla protagonista alcuni elementi del suo passato e della sua vera natura, mentre il perfido Innominabile e i suoi alleati pongono nuove sfide.

ISBN: 978-88-94888-23-2

Pagine: 240

Formato: 14 x 21

Prezzo: 14.90 euro

Dagli 8 anni

Questo libro utilizza il carattere TestMe Sans 02, studiato per facilitare la lettura.

Come ho detto, Lluis Prats attinge a piene mani dalla tradizione popolare, dimostrando di avere molta competenza in questo ambito.

Se nel primo volume abbiamo avuto modo di conoscere le creature magiche più famose del folklore scozzese, stavolta l’autore si sbizzarrisce e ne presenta altre provenienti da ogni parte del mondo, come per esempio la fenghuang, la mitica fenice che vive in Oriente, o lo Yeti, l’abominevole uomo delle nevi; e ancora il drago cinese, la viverna, lo sleipnir, il grifone e chi più ne ha più ne metta!

La prima cosa che deve imparare un astrosauro è a dominare la sua forza. Deve avere una mente fredda e un cuore caldo.

La storia riprende da dove l’avevamo interrotta. Penny ha scoperto di essere una guaritrice e già non vede l’ora di tornare dalla nonna in Scozia per esercitarsi con i suoi nuovi poteri. L’occasione le si presenta a Natale. Insieme ai suoi zii, infatti, torna a Berry Manor dove ritrova tutti gli amici con cui aveva stretto amicizia l’estate scorsa, in particolare Noell e Pippa, due gemelli molto simpatici. 

La nonna Octavia però, ha in serbo una grossa novità per lei: la ragazzina dovrà trascorrere le vacanze di Natale in Nepal, dove prenderà parte ad alcune lezioni speciali atte a perfezionare i suoi poteri. Inutile dirvi che, una volta lì, ci saranno delle situazioni che metteranno Penny in grossi guai!

Illustrazione del secondo volume pubblicato in Spagna – María Simavilla

Innanzi tutto, mi è piaciuto molto l’omaggio che Lluis Prats ha fatto allo scrittore James Hilton. L’accademia in cui Penny si reca per il Corso di Controllo e Perfezionamento del Dono, Shangri-La, altri non è che il luogo immaginario del Tibet descritto come un Paradiso nel romanzo Orizzonte Perduto. Inoltre, grazie al talento di Giada Carboni, all’interno del libro vi è una splendida mappa che riproduce tutta Shangri-La; in questo modo, noi lettori possiamo districarci tra le varie cittadelle che compongono l’accademia.

La vera novità di questa seconda avventura è l’ingresso nella vita di Penny del fratello gemello di nome Marcus Donndubahn. Non pensavo che Lluis Prats coinvolgesse il ragazzo nella storia così presto. Alla fine dello scorso episodio, avevamo lasciato Penny con la scoperta di avere un fratello, cresciuto sin dal piccolo dall’Innominabile in persona. Io avevo dato per scontato che Marcus fosse a conoscenza della verità, invece l’autore mischia le carte in tavola e rivela che in realtà il ragazzo è all’oscuro di tutto: pensa ancora di essere il figlio del signore di Inverlochy in persona! Penny, dal canto suo, non vuole traumatizzarlo e cerca un modo per avvicinarsi a lui senza farglielo capire.

In questo libro, la maturazione di Penny è molto evidente. Ricordo che, nel primo volume, la ragazza era molto insicura e non aveva ancora un carattere ben definito. Forse perché adesso ha più padronanza dei suoi poteri, o forse perché ha da poco compiuto tredici anni, fatto sta che l’ho trovata cresciuta e più sicura di sé. Apprezzo molto il percorso che lo scrittore sta facendo fare alla ragazza e sono sicuro che ci riserverà ancora molte sorprese.

Purtroppo, devo dire che, a differenza del primo libro molto, ma molto curato, nel secondo ho trovato qualche difetto di editing. Nulla di eclatante, ci mancherebbe, però in varie pagine ho trovato dei refusi e dei problemi di impaginazione e mi sembra doveroso farlo presente.

Albe Edizioni legge un capitolo del libro!

Ciò non toglie che ho amato il libro dalla prima all’ultima pagina. Non vedo l’ora che venga tradotto anche il terzo della serie così scoprirò cosa succederà a Penny e a tutti i suoi amici. Chissà quali altre avventure ci farà vivere l’autore!

Se anche voi siete curiosi come me, scrivetemelo nei commenti o fatemelo sapere sui miei social.

Se vi va, date anche un’occhiata alla video recensione che ho preparato per voi!

Iscrivetevi al mio canale YouTube!

Ringrazio la Casa Editrice per avermi dato la possibilità di avermi fatto entrare nel meraviglioso mondo di Penny Berry. Ha saputo conquistare un posto speciale nel mio cuore e adesso è in compagnia degli altri miei personaggi letterari preferiti. Perciò, grazie davvero!

Alla prossima!

Pubblicato in: Parliamo un po'

Nel Regno dei Bookblogger!

L’anima di un individuo risiede nei libri che legge”

Rinaldo Sidoli

I bookblogger sono oramai una realtà consolidata del mondo dell’editoria. La maggior parte delle case editrici e degli autori si avvale della loro collaborazione per presentare le nuove uscite (anche se molti bookblogger preferiscono parlare solamente dei libri che comprano).

Bookstagrammer, booktuber, bookinfluencer, chiamateli come volete, da un pò di tempo a questa parte sono diventati un vero fenomeno social. Ma chi sono davvero?

Anche se spesso vengono confusi con i critici letterari (ed è scorretto farlo, in quanto questi ultimi scrivono per le riviste letterarie e vengono pagati per farlo), in realtà i bookblogger non sono altro che persone comuni con una passione sfrenata per i libri. Avendo l’esigenza di condividere con altri le loro emozioni e le loro impressioni, si avvalgono dei blog e dei social.

Lo so qual è la domanda che vi frulla per la testa in questo momento: “Allora anche io, che leggo un sacco di libri, posso diventare un bookblogger?” Mmm, . Nel senso, è vero che chiunque di voi potrebbe aprire un sito web e mettersi a parlare di libri, ma siete sicuri che sareste capaci di comunicare nella maniera più corretta e di impegnarvi seriamente? Secondo me, infatti, non basta solo la passione per diventare un bookblogger, ma ci vuole molto altro: personalità, impegno, dedizione, talento. Io, per esempio, sono diventato un bookblogger di libri per ragazzi dopo un lungo percorso iniziato qualche anno fa, grazie a vari racconti pubblicati sulle riviste per ragazzi (Gbaby e FocusPico) e la pubblicazione di un libro fantasy. Solamente dopo essermi fatto le ossa ho provato a chiedere delle collaborazioni agli editori, presentando i miei vari social e motivando il mio interesse verso le loro opere.

Ho pensato di presentarvi 14 profili di bookblogger che io seguo su Instagram e su altri social. Se noterete, tra le mie preferenze non ci sono profili con numeri altissimi (salvo rare eccezioni) perché io non bado molto al numero dei followers che hanno, ma, come ho detto sopra, quello che a me piace è l’impegno e la passione che ci mettono quando parlano di un libro.

Foto di Lum3n da Pexels

Dico subito che per sceglierli ho sudato sette camicie e che la mia intenzione non è quella di privilegiare alcuni e di snobbare gli altri, ci mancherebbe, ma è anche vero che non potevo fare una lista infinita e accontentare tutti, per cui, se non vedete i vostri beniamini su questo articolo, vi prego non odiatemi: rimedierò in futuro con un secondo articolo! Anzi, se vi va, lasciatemi nei commenti i profili dei vostri bookbloggers preferiti così inizierò a seguirli anche io!

Per rendere l’articolo più simpatico, ho chiesto alle persone coinvolte di scegliere due delle cinque domande da me proposte. Questo ha dato a ciascuno la possibilità di presentasi al meglio.

Ecco qui le domande:

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?
  • Qual è stata la collaborazione più bella fatta finora?
  • Qual è stato il tuo primo libro recensito? Parlamene un po’!
  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.
  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Curiosi di sapere quale domande hanno scelto i nostri bookblogger? Non ci resta che scoprirlo insieme! E attenzione! Alla fine dell’articolo, ci sarà anche un video speciale che ho preparato apposta per voi!


chicklit.italia – LEA LANDUCCI 📚 #chicklititalia

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?

Il nome è legato al motivo per il quale ho iniziato la mia esperienza da Bookblogger: ho scoperto che su internet non esisteva uno spazio italiano che parlasse solo del genere Chick Lit. Successivamente mi sono accorta che in giro questo genere viene denigrato e tacciato di scontato e superficiale. Ho pensato: WTF! Ho comprato subito il dominio chicklit.it per il blog e ho aperto su Instagram chicklit.Italia

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Davvero lo vuoi sapere? Sono un ingegnere informatico con un dottorato in Social Emerging Media e un master in social media marketing MA di mestiere faccio l’attrice e l’insegnante di improvvisazione teatrale, oltre che la scrittrice di romance Chick Lit per Sperling & Kupfer. Sono il presidente dell’associazione di promozione sociale Attouno e la co-fondatrice di LGP | graphics & more che offre servizi per la promozione editoriale digitale. Poi a volte respiro, leggo e guardo serie TV


living_throughbooksVIVO ATTRAVERSO I LIBRI

  • Qual è stato il tuo primo libro recensito? Parlamene un po’.

Il primo libro che ho recensito è un racconto: Disgrace of Blood. Si tratta del prequel di Claus, saga dark fantasy di Andrea R. Ciaravella. Questa collaborazione la porterò sempre nel cuore, non solo perché è stata la prima e perché ho amato lo stile di Andrea, ma anche perché con lui è nata un’amicizia che ormai va avanti da quasi un anno. Pochi mesi fa, inoltre, ho avuto l’opportunità di leggere e recensire il suo nuovo romanzo “Progetto S: cercavo un titolo figo e ho trovato questo” ed è sicuramente uno dei libri più originali che abbia mai letto.

  • Oltre a essere una bookblogger, cosa fai nella vita?

Ovviamente quello della bookblogger per me è solo un hobby che porto avanti per passione. Nella vita invece studio lingue e a febbraio finalmente mi laurererò. Sono davvero felice di questo traguardo, poiché lo anelo da molti anni. Oltre a studiare, mi diletto nella scrittura. Da quattro anni circa, infatti, scrivo come articolista freelanfreelance in ambito videoludico per alcuni siti web, l’ultimo dei quali è Gogo Magazine. I videogiochi sono un’altra mia grande passione e proprio per questa ragione ho aperto la rubrica “Letture videoludiche con Claudia”.


simonaffabile -SIMONA AFFABILE

  • Quali sono i tuoi tre libri preferiti?

Uh mamma, solo tre?? Visto che sui tuoi canali si parla di fantasy per ragazzi, credo che i miei preferiti siano la saga di Harry Potter, “A me le guardie!” di Terry Pratchett e anche la saga del Sognatore di Laini Taylor. In realtà, però, ce ne sono tanti altri… come Il Sommo Incantatore, Le Cronache di Spiderwick, alcuni di Licia Troisi, “Questo non è un romanzo fantasy!” (e tanti altri di cui starò sicuramente dimenticando i nomi). Senza contare Sir Blake, ovviamente. Di cui non vedo l’ora di leggere il seguito!

  • Qual è stato il tuo primo libro recensito? Parlamene un po’.

Iniziamo dicendo che sono dovuta andare sul canale Youtube perché non ricordavo assolutamente quale fosse! “Graceling” di Kristin Cashore. Ecco, questo è un altro libro per ragazzi/YA molto carino. Lo comprai tanti anni fa perché la copertina mi fece letteralmente impazzire! Senza contare che la trama mi sembrava interessante! Non mi ha delusa, vale la pena di essere letto.


lalibridinosaLAURA 📚 BOOKBLOGGER 🖋

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?

Ho scelto il nome Libridinosa ricordando un racconto di De Crescenzo contenuto nel suo “Il caffè sospeso” in cui parlava, appunto, delle caratteristiche di un Libridinoso, quindi una persona affetta da passione per i libri!
Mi sembrava un nome adatto a me e soprattutto incisivo e facilmente memorizzandole!

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Nella vita faccio la moglie, la mamma, la casalinga, il che, come ogni donna sa, implica una quantità di cose infinite!


fatinadeilibri – FRANCESCA RUGGIU TRAVERSI

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?

Un libraio conosciuto anni fa, in occasione di alcuni incontri nelle scuole primarie con i bambini per parlare dei miei libri, di lettura e di scrittura, mi diede il soprannome “Fatina dei libri”, che mi piacque molto. Così decisi di utilizzarlo per la mia pagina Instagram dedicata ai libri. Leggendo soprattutto letteratura per l’infanzia e per ragazzi, mi sembra molto appropriato. Mi sento a mio agio con questo nome, rispecchia il mio animo fanciullesco.

  • Oltre a essere una bookblogger, cosa fai nella vita?

Nella vita mi dedico alla scrittura di storie per ragazzi. Sono autrice di diversi libri pubblicati con Edizioni EL/Einaudi ragazzi, uno con Edizioni Paoline e uno con PubMe Segreti in giallo. La scrittura è infatti una delle mie passioni più grandi, insieme alla lettura.


booksandtravels_clem – CHIARA, PARLO DI LIBRI.

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

Il genere che leggo maggiormente è il fantasy, quindi non sarà strano trovare un saga fantasy tra i miei libri preferiti. Sarò scontata, ma la saga di Harry Potter è stata fondamentale per farmi appassionare alla lettura sin da piccola. È un porto sicuro dove rifugiarmi, la amo con tutto il mio cuore perché ha saputo rendere magica la mia vita.
Inserisco poi tra i miei libri preferiti due romanzi di narrativa, il grandissimo classico Il Giovane Holden, una meravigliosa storia di formazione che ho riletto circa mille volte. Mi ha insegnato tanto, specialmente che nessuno di noi è sbagliato e che è assolutamente normale sentirsi fuori posto.
Infine, Molto forte, incredibilmente vicino, una storia ricca di emozioni fortissime che consiglio caldamente a chiunque.

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Nella vita, oltre che recensire romanzi qui su Instagram sono una studentessa all’ultimo anno di Psicologia Scolastica, oltre che una mamma.
Vorrei lavorare coi bambini con disturbi del neurosviluppo.


booksdisney – ELEONORA STA LEGGENDO

  • Qual è stata la collaborazione più bella fatta finora?

La collaborazione migliore fatta finora è sicuramente quella con Paolo La Paglia. Innanzitutto perché mi è stata richiesta il giorno stesso in cui ho conosciuto il libro. Già da questa coincidenza ho capito che sarebbe stata una lettura piacevole, e così è stato. Ho amato il libro tantissimo, ho sclerato con l’autore su storia, personaggi e avvenimenti, fino a scoprire due passioni in comune: gli zombie e the walking dead. Io l’ho spinto a leggere i fumetti, e lui mi ha avviata ai romanzi, che spero di recuperare al più presto. È nata una preziosa amicizia, e sono davvero felicissima di aver collaborato con lui. Non vedo l’ora di rifarlo in futuro!

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

Non posso dire di avere dei libri preferiti, o meglio, ne ho, ma sono tantissimi. Tra i tre migliori del 2020 posso sicuramente mettere Post Mortem (sempre di Paolo!), Jack Atto I di Simon Schiele e Fantazia’s Carnival di Yumi. Tutti e tre letti per delle collaborazioni, mi sono entrati nel cuore e non ne usciranno mai. Me ne sono innamorata


labiblionauta – SIMONA 🌻 LIBRI

  • Qual è stata la collaborazione più bella fatta finora?

Direi forse una di quelle a cui tengo di più: è quella con Edizioni Le Assassine, una piccolissima casa editrice milanese che pubblica gialliste.

  • Qual è stato il tuo primo libro recensito? Parlamene un po’.

Nel lontano 2009 avevo iniziato un progetto di lettura dei classici greci e il primo libro di cui ho parlato (perché recensione mi sembra un po’ pretenzioso visto il titolo che sto per menzionare) è stata l’Iliade nella bellissima edizione in prosa di Maria Grazia Ciani. L’Iliade non ha bisogno di presentazioni, ma consiglio vivamente a tutti quelli che vorrebbero leggerla ma sono intimoriti dal poema epico, di provare prima la prosa. C’è anche dell’Odissea e secondo me sono veramente di impatto.


_.fandom_time._ – GIUSEPPE | BOOKSTAGRAMMER

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

Consiglio un sacco “Chiamami col tuo nome” a tutte le persone che vogliono vivere una storia d’amore pura e intensa (e in particolar modo a chi vuole versare un po’ di lacrime). Invece per chi vuole sognare e abitare in un grande regno pieno di ville circondate da giardini immensi, consiglio assolutamente la trilogia de “La Corte di Rose e Spine”. Infine chi vuole immedesimarsi nella vita di una ragazza dal cuore d’acciaio, pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, consiglio di leggere la trilogia di “Nevernight”. Ovviamente sono prontissimo a sclerare con tutti perché ogni libro ha dei colpi di scena spettacolari e bisogna parlarne!

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Oltre a diffondere del trash su Instagram e un po’ anche su TikTok, sono uno studente delle superiori. Attualmente frequento il quarto anno di un istituto tecnico e studio prevalentemente informatica. Anche se qualche anno fa ho scelto di percorrere questa strada, ora sono di fronte ad un bivio: da una parte potrei continuare gli studi nel settore informatico, mentre dall’altra mi aspetta un sentiero che mi condurrà alla facoltà di psicologia. Siccome sono un ragazzo dalle mille personalità non so ancora quale sarà la scelta finale e lo scoprirò solo vivendo!


unteconlapalma – PALMA 📚📚📚 #BOOKBLOGGER

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?

Domanda molto gettonata perché mi rendo conto di aver scelto un nome per il mio canale piuttosto strana. Un tè con la Palma richiama diversi fattori: la trasposizione del mio personaggio preferito (tanto da ricevere un secondo nome come la Cappellaia Matta) e la grande passione di quest’ultimo, cioè bere il tè (bevanda preferita in abbinamento alla lettura).

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Sono laureata in Interior Design e collaboro come professionista presso uno studio d’architettura a Bari per progettazione e vendita di appartamenti per privati e locali commerciali. Lavoro nell’editoria attraverso la realizzazione e ideazione di grafiche per autori auto-pubblicati e case editrici (impaginazione, copertine, illustrazioni e banner pubblicitari).


a_quiet_azzu – 🌿AZZURRA PASQUALI 🍂

  • Come mai hai scelto questo nome per il tuo canale?

“A_quiet_azzu” è un mix tra il mio soprannome Azzu diminutivo di Azzurra e il titolo di uno dei miei film preferiti: “a quiet place – un posto tranquillo”. Ho aperto la pagina a fine 2019 dopo diversi anni in cui avevo dedicato anima e corpo alla gestione di un’associazione sportiva dilettantistica e nel pieno della baraonda organizzativa del mio matrimonio.
Avevo quindi bisogno di creare uno spazio completamente mio dove poter parlare delle mie passioni, lettura e scrittura, in tranquillità e senza frenesia.

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

È difficile fare solo una top 3, ma senza dubbio posso inserire:
“La straniera” di Diana Gabaldon che definirei fantasy storico di cui mi ostino a non guardare la serie tv per non sovrapporre gli attori a come ho immaginato io i personaggi, da leggere per la forza d’animo della protagonista.
“La lunga marcia” di King che si potrebbe classificare tra i distopici, da leggere sulla scia di Battle Royale e Hunger Games.
“Pan” di Francesco Dimitri un Urban fantasy tutto italiano, da leggere per osservare come la magia e la meraviglia torneranno a invadere la nostra realtà.


federica_books – FEDERICA SORRENTI

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

1. IT di Stephen King
2. Saga di Shadowhunters
3. Il piccolo principe

  • Oltre a essere una bookblogger, cosa fai nella vita?

Sono una studentessa universitaria. In particolare sto frequentando la specialistica di biotecnologie mediche.

la.effe.scrittrice – LA EFFE SCRITTRICE🌻📚✒

  • Consiglia i tuoi tre libri preferiti.

1) Le cronache del Mondo emerso di Licia Troisi. Una saga fantasy per ragazzi, che mi ha accompagnata in un momento particolare della mia adolescenza. Nihal è una protagonista forte e determinata, che cresce e matura durante la lettura, fino a diventare un esempio di coraggio e amore.
2) Notti di rugiada di Giulia Esse. Un romanzo fantasy ispirato alla cultura cinese, in cui due sorelle cercano vendetta contro chi ha causato la morte del padre. Due ragazze molto diverse tra loro, che scopriranno quanto può essere amara la vendetta e quanto siano forti l’amore e il perdono.
3) L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón. Un romanzo ambientato in Spagna, dove l’amore per i libri è messo al primo posto. Pieno di mistero, di amore e di legami che sconvolgono il lettore. Un libro che dovrebbero leggere tutti!

  • Oltre a essere una bookblogger, cosa fai nella vita?

Al momento non lavoro, ma mi dedico principalmente alla scrittura. Scrivo da circa 11/12 anni, soprattutto romanzi Urban Fantasy, rivolti sia ad un pubblico giovane che più adulto. Amo scrivere e continuerò a farlo sempre. La scrittura mi ha salvata dal periodo più cupo della mia vita, e le sono grata. Ho in programma una nuova uscita a breve e ci sto lavorando con dedizione, sperando che il pubblico saprà apprezzare.


the_bookmark_87 – MARCO

  • Qual è stata la collaborazione più bella fatta finora?

Con l’arrivo dei primi 1000 follower ho iniziato a ricevere parecchie richieste di collaborazioni da parte di autori emergenti per lo più, tra le letture più belle c’è sicuramente quella di Gabriele Guerrini che ha scritto un libro sorprendente.
Non è una vera e propria collaborazione ma anche il lavoro fatto con Dario Fedele per il crowdfunding del suo primo libro è stata una delle esperienze migliori.

  • Oltre a essere un bookblogger, cosa fai nella vita?

Nella vita sono un ragazzo normalissimo, gay, nerd, amante della cucina e della scrittura. Sto ultimando il mio primo romanzo fantasy sperando possa piacere a qualche casa editrice. Amo i boardgame complessi e strategici, convivo da 10 anni con il mio compagno e per sopravvivere lavoro in una nota azienda dolciaria ma non voglio fargli pubblicità quindi mi basterà dire “che mondo sarebbe senza…”. Scherzi a parte, sono davvero una persona semplicissima e disponibile alla conversazione e ad aiutare il prossimo. Sono una buona persona? Forse, diciamo che faccio il possibile per esserlo.


Ringrazio tutti i bloggers che hanno accettato il mio invito e che hanno risposto alle mie domande con grande umiltà.

Come promesso, vi lascio con il video che ho girato per l’occasione e che potrebbe essere utile sia per chi vuole entrare nel mondo dei bookblogger, sia per chi è un autore e vorrebbe chiedere delle collaborazioni.

Noi ci vediamo alla prossima!

Lorenzo

Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Explorer Academy: La Piuma del Falco” di Trudi Trueit

Voleva esaudire il desiderio della madre e trovare anche gli altri frammenti, lo voleva con tutte le sue forze, ma se non ci fosse riuscito? Se non fosse stato coraggioso come lei?

C’è una parola, Örlög, che viene dalla mitologia norrena e che significa destino, fare ciò che sei nato per fare.

Tutti noi siamo chiamati a compiere qualcosa di importante nella nostra vita. Per alcuni di noi il compito non è ben chiaro e spesso non ci facciamo caso, come quando aiutiamo un amico a realizzare i propri sogni oppure rendiamo orgogliosi i nostri genitori; per altri, il destino è ben visibile, come per esempio quando si realizza un’opera importante o si scopre una nuova medicina che salverà delle vite umane.

Questa parola, che ricorre spesso nel secondo volume di Explorer Academy intitolato La Piuma del Falco, a me piace molto perché è un pò il filo conduttore che lega l’intera saga.  Cruz Coronado, ha il destino scritto nel DNA. Volente o nolente, lui ha il compito di cercare una formula sviluppata dalla madre che, prima di morire, aveva elaborato un siero capace di rigenerare le cellule umane. Una scoperta, quindi, che potrebbe curare innumerevoli malattie e che porterebbe a fare di Cruz una specie di eroe a livello mondiale. Purtroppo per lui, la formula è divisa in tanti piccoli frammenti sparsi in ogni angolo del globo, e proprio a lui tocca il compito di ritrovarli tutti. Una grande responsabilità, insomma!

Prima di iniziare la recensione, però, prendetevi un minuto per leggere la trama:

Nel secondo episodio della serie Explorer Academy, Cruz si imbarca per una grande avventura, navigando verso le freddissime coste dell’Islanda e della Norvegia a bordo dell’Orion, la nave dell’Explorer Academy, dove continuerà i suoi studi. Cruz ha anche un’altra missione: trovare le prove lasciate da sua madre che lo aiuteranno a svelare un segreto molto pericoloso. Nonostante l’aiuto di Lani, Emmett, Sailor e Bryndis, Cruz rischia più volte la vita, come se qualcuno sapesse esattamente dove e come colpirlo… Più si avvicina al successivo passo della sua ricerca, più Nebula si avvicina a lui. E questa volta non ha intenzione di lasciarlo scappare… Età di lettura: da 8 anni.

Il secondo episodio di questa avvincente saga riprende dal punto esatto in cui ci eravamo interrotti. Ritroviamo quindi i nostri protagonisti a bordo dell’Orion negli Stati Uniti, pronti a salpare verso la loro prima missione. Ben sapendo che alcuni lettori potrebbero iniziare a leggere la serie proprio da questo volume, l’autrice Trudi Trueit pensa bene di rinfrescarci la memoria disseminando nelle prime pagine accenni di quello che è successo finora. Questo permette anche di fare un po’ il punto della situazione, visti gli eventi incalzanti che si susseguono senza sosta.

Per chi non lo sapesse, l’Explorer Academy è una scuola di eccellenza che ha il compito di formare giovani esploratori per la salvaguardia dell’ambiente. Tramite spedizioni simulate in realtà virtuale, lezioni tenute da esperti del settore e, successivamente, mandando gli studenti in missioni reali, noi lettori veniamo sensibilizzati su molti temi importanti, come i patrimoni storici, la conservazione dell’ambiente naturale e la divulgazione dello studio delle civiltà. La saga porta il marchio della National Geographic, la società che ha finanziato più di 12.000 progetti di ricerca, di esplorazione e di conservazione in tutto il mondo, ed è pubblicata in Italia da White Star Libri, una casa editrice specializzata in narrativa per ragazzi.

Viaggia a nord, verso la terra dello skrei e dell’erica, di Odino e Thor. Cerca la scheggia più piccola, che alimenta la speranza più grande della Terra.

L’intento della saga è senza ombra di dubbio quello di far conoscere ai ragazzi il mondo che ci circonda, ponendo l’attenzione sui problemi quali l’inquinamento e la salvaguardia degli animali in via di estinzione.  

https://www.scottplumbe.com/books/65my6h2q79g8gevzkexcuk57kf6z21

In una loro missione, gli studenti sono chiamati a immergersi nelle gelide acque della Nuova Scozia per liberare alcune balene franche rimaste impigliate nelle reti da pesca. Grazie alle emozioni provate dai protagonisti nel trovarsi di fronte a questi grandi cetacei, anche io mi sono immaginato di toccare questi bellissimi animali e di poter comunicare con loro.

In un’altra missione, i ragazzi si ritrovano all’interno di un bellissimo ghiacciaio a Langjökull, in Islanda, in cui c’è una formazione rocciosa a forma di drago.

Senza ombra di dubbio, quello che mi piace di più di questa saga è la possibilità di viaggiare insieme ai giovani studenti: dalle calde isole delle Hawaii si passa ai mari ghiacciati del Canada; dal Deposito Mondiale di Sementi, in Norvegia, si arriva al porto di Reykjavík, la capitale dell’Islanda.

https://www.scottplumbe.com

Altro tema portante di Explorer Academy è l’amicizia. Il gruppo composto da Cruz, Sailor e Emmett è ormai diventato molto unito. Solo loro tre sono a conoscenza della formula e di Nebula, l’organizzazione che tenta in tutti i modi di mettere le mani sul siero. Cruz sa che non si può fidare di nessuno, in quanto è costantemente in pericolo e deve guardarsi anche dalle persone che gli stanno vicino. Però la fiducia che ha nei suoi due compagni è incrollabile, e questo valore così nobile è sicuramente un bel messaggio che viene trasmesso ai giovani lettori.

Capita spesso che i cetacei restino impigliati nelle reti. Purtroppo il fenomeno delle catture accidentali è una grave minaccia a livello globale. Ogni anno per questo motivo muoiono più di trecentomila balene, delfini e focene: in pratica uno ogni due minuti.

Durante la navigazione sull’Orion, ovviamente, gli studenti non devono solo completare le missioni ma anche studiare. Eh sì, tocca anche a loro! Siete curiosi di scoprire quali sono le materie all’interno dell’Accademia? Nel primo semestre, per esempio, l’orario scolastico è il seguente: salvaguardia ambientale, antropologia, educazione fisica e addestramento alla sopravvivenza, biologia, geografia generale e giornalismo!

Nel corso della storia, il lettore si ritroverà ad aver imparato un sacco di cose divertendosi! Per esempio, cos’è la stratigrafia e a che cosa serve? Qual è il punto più settentrionale della civiltà umana?

Come avrete capito, ormai sono diventato il fan numero uno di questa saga fantastica. Ringrazio la White Star Libri per averla portata in Italia. Io non vedo l’ora di sapere cosa succederà nel terzo volume.

Se vi va, date anche un’occhiata al video che ho pubblicato su YouTube (e se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi!)

Iscrivetevi al mio canale!

Fatemi sapere se vi ho messo un po’ di curiosità e se la mia recensione vi è piaciuta. Se vi va, mettete un like, condividete l’articolo e continuate a seguirmi!

Ci vediamo alla prossima!

  • EDITORE: White Star Libri
  • AUTORE: Trudi Trueit
  • VOLUME: 2 (di 4)
  • PREZZO CARTONATO CON SOVRACOPERTA: € 16,90
  • PAGINE: 224