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Recensione: “Jack Bennet e il Viaggiatore dai mille volti” di Fiore Manni

Sembrava un normale sabato mattina, anche se c’era ben poco di normale in Jack Bennet. Da quando era diventato l’apprendista di Flixibelius, il Padre di Tutte le Cose, poteva ben dire di aver vissuto esperienze “fuori dal comune”.

Sarebbe bello possedere una chiave passe-partout e poter visitare grazie a essa un’infinità di mondi fantastici, popolati da animali parlanti, personaggi stravaganti e da tartarughe giganti. Ma se ciò non ci è permesso, nulla ci impedisce di fantasticare grazie alle avventure di Jack Bennet, la dilogia pubblicata da Rizzoli, che ringrazio per la collaborazione. Prima di parlarvi in modo approfondito del libro, leggiamo insieme la quarta di copertina:

Ogni sabato e ogni domenica Jack Bennet indossa un completo di velluto nero, si lega un odioso fiocco al collo e aspetta che alle nove in punto il suo maestro arrivi a prenderlo. È diventato l'apprendista del Padre di Tutte le Cose. Ma come si fa a imparare il mestiere dell'uomo che regge l'equilibrio dell'universo? Jack spera di tornare a viaggiare in Mondi straordinari come l'Oceano di Foglie o il Palazzo dell'Architetto dei Sogni, ma sembra che il Padre di Tutte le Cose abbia altri progetti per lui. Più percorrono insieme le piovose strade d'Inghilterra e più il ragazzo freme d'impazienza. Un sabato mattina il maestro non si presenta, e nemmeno il giorno dopo né quello dopo ancora. Jack ha con sé la chiave passe-partout per aprire ogni serratura, lo strumento magico per passare in altri Mondi, ma il Padre di Tutte le Cose gli ha raccomandato di non usarla senza il suo permesso. Che cosa fare, allora? Aspettare, magari all'infinito, o farsi coraggio e infilare quella chiave in una serratura che potrebbe portarlo in luoghi tenebrosi, dove il pericolo è in agguato e la vita sempre a rischio? Armato come sempre di gentilezza e curiosità, Jack Bennet torna, ci prende per mano e ci trascina in avventure mozzafiato, perché ora è pronto ad affrontare la paura e a confrontarsi con l'oscurità. Età di lettura: da 10 anni…

Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti è il secondo libro della saga di Jack Bennet, il personaggio creato dalla fervida mente di Fiore Manni, che forse tutti voi conoscete per aver condotto il programma per ragazzi “Camilla Store”. Ed è sempre ai ragazzi che Fiore si rivolge, stavolta però in veste di scrittrice.


Vi ho già parlato del primo libro, Jack Bennet e la chiave di tutte le cose, qualche mese fa (se volete recuperare la recensione cliccate qui) e, devo dire la verità, anche il sequel ha mantenuto le aspettative. Ho ritrovato lo stile fresco e pulito di Fiore Manni e le sue idee stravaganti. A dir la verità, però, mi è mancato quel non so che per farmelo amare davvero. Non so, spesso mentre leggevo pensavo tra me e me “Ma c’era davvero bisogno di fare un secondo volume?”. Mi spiego meglio, perché non vorrei risultare cattivo. Con il primo libro, l’autrice aveva dato vita a qualcosa di veramente bello, con dei personaggi molto caratteristici e con una storia che iniziava e finiva in un cerchio perfetto. Ricordo di aver amato ogni singola pagina di quel libro, e quando lo avevo finito avevo provato una gioia immensa. Sapete quando vi sentite davvero soddisfatti di un libro e non vedete l’ora di parlarne con tutti? Ecco, io ero proprio in quel mood.

Leggere il sequel di un libro che si è amato alla follia è sempre molto rischioso, perché è normale cmetterlo in paragone con il precedente ed è davvero difficile emozionarsi allo stesso modo. Non è impossibile, ci mancherebbe, ma è difficile.

Penso per esempio a Jurassic Park, il film del 1993 che è praticamente il mio preferito in assoluto e che avrò visto un centinaio di volte; purtroppo non posso dire lo stesso per i suoi sequel, che secondo me peccano un po’ per l’aspettativa troppo alta. Magari è un problema mio, non so. Fatemi sapere se voi la pensate in modo diverso.

Fatto sta che anche Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti secondo me pecca di non essere più una novità. Forse tutto quello che Fiore Manni doveva dire sulla storia l’ha già detta nel primo volume, forse lo ha voluto scrivere per l’inatteso successo del primo libro; ripeto, non lo so, ma a me non ha convinto fino in fondo.

Qualsiasi madre inglese avrebbe preferito sentire che suo figlio aveva trascorso il pomeriggio a bighellonare anziché a scalare una gigantesca tartaruga dorata alla ricerca di una porta per entrare nel suo carapace, in compagnia di una ciurma di pirati che navigava su un oceano di foglie…

A parte questa mia riflessione del tutto personale, vediamo di approfondire alcuni aspetti del libro che, tutto sommato, reputo comunque di ottima qualità, per tante cose.


Da un anno e mezzo a questa parte, Jack Bennet è diventato a tutti gli effetti l’apprendista di Flixibelius, il Padre di Tutte le Cose, colui che gli ha donato la chiave passe-partout per aprire ogni tipo di serratura. Cosa vuol dire questo? Che in futuro Jack sarà il garante dell’equilibrio dell’universo! Cosa non da poco, vero?

Per questo motivo, Jack viaggia in lungo e in largo con Flixibelius e visita nuovi mondi, ma sempre il sabato e la domenica, perché negli altri giorni continua ad andare a scuola come un qualunque ragazzo della sua età. Quando però il Padre di tutte le cose scompare, Jack decide di andarlo a cercare da solo, e da quel momento in poi verrà coinvolto in una serie di avventure che lo porteranno a scoprire cose che lo lasceranno a bocca aperta, tra cui la vera identità del viaggiatore dai mille volti. Chi è costui? E cosa vuole proprio da Jack?

Mentre leggevo il libro i miei pensieri andavano spesso a Doctor Who che, per chi non lo sapesse, è una famosissima serie televisiva inglese che ha per protagonista un Signore del Tempo che esplora l’universo a bordo del Tardis in compagnia di un umano, di solito una ragazza.

Ecco, più andavo avanti nella storia più avvertivo una forte somiglianza; il che è un bene, perché sono sicuro che Fiore Manni ami il Dottore quanto me e si sia ispirata a lui per la realizzazione dei personaggi. Se nel primo volume non avevo fatto caso a questo particolare, forse perché tutta la trama girava intorno a Jack, nel secondo invece, specie dopo che il ragazzino diventa a tutti gli effetti l’aiutante del Padre di tutte le Cose, si nota molto di più. Se fosse davvero una citazione ne sarei davvero felice, visto che Doctor Who è uno dei miei telefilm preferiti in assoluto!

Poi la butto lì: e se vi dicessi che ci ho visto anche qualche citazione de La Torre Nera di Stephen King? Specialmente in un passaggio, quando l’autrice scrive “Il Padre di tutte le Cose lo spinse con delicatezza oltre la soglia e Jack si ritrovò davanti una distesa di sabbia bianca e soffice”. A un certo punto mi aspettavo uscisse fuori qualche aragosta!Se davvero ci ho azzeccato e scopro che Fiore Manni ama sia il Dottore che il Re allora mi rimangio tutto quello che ho detto all’inizio!

Dobbiamo essere invisibili, ragazzo. Possiamo intervenire solo quando ve n’è il bisogno, dopodiché dobbiamo rimanere un ricordo vago e nebbioso nella mente della gente.

Per quanto riguarda lo stile, a differenza del primo libro, che ho trovato spassoso, colorato e bizzarro, in questo ho visto una maturazione nello stile dell’autrice, specie nelle intenzioni. Se nel primo c’era luce, in questo abbiamo ombre. Se nel primo c’erano nuvole fatte di sogni, qui il fumo denso e insidioso è composto da incubi.

Mi è piaciuta molto la contrapposizione tra l’Architetto dei Sogni e quello degli Incubi, il bene e il male che si fronteggiano, ma non tutto è come sembra.

Mi è piaciuta meno la parte del circo. Ecco, lì mi sono annoiato e di sicuro ne avrei fatto a meno. Pur se importante per l’economia della trama (ci sono delle rivelazioni sconcertanti) ho avvertito un senso di rallentamento, come se la stessa autrice provasse fatica a continuare la storia. Non so, forse sono io che mi aspettavo qualcos’altro, ma così è, anche se mi sento di dire che la qualità del libro rimane alta e sono sicuro che piacerà alla maggior parte di voi.

Video su YouTube!

In conclusione, Fiore Manni riprende gli stessi stilemi che hanno portato al successo il suo primo libro, senza però aggiungere davvero qualcosa di nuovo. Forse le mie aspettative erano troppo alte, forse sarebbe stato meglio per l’autrice prendersi più tempo per ragionarci sopra, non lo so. Nel dubbio, la promuovo comunque, anche se la lode la terrò da parte per il suo prossimo libro.

Fatemi sapere se la mia recensione vi è piaciuta e, se vi va, continuate a seguirmi!

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Recensione: “I Leggendari: gli inganni di Morgana” di Angy Pendrake

Preparatevi: non c’è altra scelta che mandare voi, Guardiani della Soglia. E dovrete partire al più presto, prima che Mordred trovi la pietra.

Immagina di scoprire di essere l’erede di un eroe leggendario. Cosa faresti? Sicuramente vorresti saperne molto di più, no? Conoscere i tuoi poteri e le tue peculiarità, per esempio. E che faresti se venissi anche invitato da Merlino in persona a entrare a far parte dell’Accademia degli Eroi Leggendari, situata nella mitica Avalon?

Ok, prendi un bel respiro e rilassati. (S)fortunatamente, per questa volta puoi rimanere comodo sul divano di casa perché il fato ha voluto che a essere prescelta sia stata Angy Pendrake, una ragazza di New York che ha pensato bene di raccontare la sua avventura in una serie di libri intitolata I Leggendari, edita da Edicart, che ringrazio per la collaborazione.

Ho già avuto modo di recensire il primo volume (clicca qui per recuperare se ancora non l’hai letta) che mi ha conquistato sin da subito sia per il linguaggio fresco, sia per la trama avvincente. Oggi continuiamo con il secondo libro dal titolo Gli Inganni di Morgana, però prima di dirvi cosa ne penso leggiamo insieme la quarta di copertina.

Gli inganni di Morgana. I leggendari (Italiano) Copertina rigida – 19 settembre 2019

I nostri eroi, che avevano difeso Avalon dagli attacchi di Morgana. si trovano costretti ad accettarla come alleata contro Mordred, temibile nemico comune, che non solo è il responsabile delle sparizioni dei giovani leggendari, ma sta cercando di procurarsi la Pietra del Sole, un catalizzatore magico che lo renderebbe invincibile. Il continuo contatto con Morgana però mette in crisi la serenità dei protagonisti: semina dubbio e discordia, fa leva sulle loro paure e debolezze … Le divergenze crescono e, proprio nel momento in cui dovrebbero essere più uniti,. qualcuno di loro cederà ai lati più oscuri del proprio retaggio e qualcun altro cadrà vittima dei raggiri di Morgana … Gli eredi dei Leggendari si troveranno divisi e in disaccordo proprio nel momento di maggior pericolo. Riusciranno. nonostante tutto, a liberare i ragazzi rapiti e a recuperare la Pietra del Sole? Età di lettura: da 10 anni.

Qual è il miglior metodo per conquistare l’affetto di un lettore? Secondo me, facendolo appassionare alla trama, creando un hype attorno alla storia e ai suoi protagonisti. È la seconda volta che mi capita di finire di leggere I Leggendari e di avere la curiosità di sapere cosa accadrà nel volume successivo. E non è una cosa così scontata!

Partiamo subito con i disegni. Chi dice che un libro non si giudica dalla copertina, evidentemente è abituato male. La Edicart ci vizia con delle cover strepitose, opera di Daniele Solimene (che ha disegnato anche la mappa del Castello di Avalon). Secondo me, se già un libro si presenta bene è sinonimo di qualità. La grande professionalità di Edicart e di Storybox Creative Lab, con il coordinamento editoriale di Isabella Salmoirago, è ben visibile in ogni suo aspetto, dalla cura dell’editing all’impaginazione, dalla sovraccoperta alla comunicazione Social.

Mordred vuole quello che ha sempre voluto per diritto: l’autorità, la dignità di re, il rispetto e l’amore che Arthur suscitava negli altri

La storia riparte due settimane dopo la conclusione del primo volume. Ci eravamo lasciati con la prima battaglia tra i Leggendari (Angy, Rob, Geira, Tyra e Halil) e Morgane Le Fay,conosciuta anche come la Fata Morgana, avvenuta nei pressi del lago di Central Park. I ragazzi continuano a frequentare l’Accademia degli Eroi Leggendari di Avalon, presieduta da Merlino in persona, e fanno da spola tra il mondo reale e il mondo magico.

Quando Angy viene rapita da degli uomini incappucciati, il regno di Avalon viene messo in allerta. Messasi in salvo grazie al provvidenziale intervento della Fata Morgana, la ragazza scoprirà che dietro il tentato rapimento c’è Mordred, colui che tradì re Artù nella battaglia di Camlann, e che proprio lui sta cercando da tempo la Pietra Nera, un oggetto magico che amplifica enormemente i poteri di chi lo possiede.

Insieme ai suoi amici, Angy andrà alla ricerca della pietra misteriosa per contrastare l’operato di Mordred.

Se nel primo volume abbiamo fatto la conoscenza degli Eroi Leggendari e preso confidenza con la vita all’Accademia di Avalon, da qui in poi le cose si fanno più serie e la trama inizia a espandersi. L’autrice si diverte a mischiare le carte in tavola (se prima Morgana era un nemico, adesso è un’alleata, però in futuro, chissà…) e ad alternare le avventure nel mondo magico con quelle del mondo reale, come se avesse l’intenzione di far esplodere il tutto in un’unica realtà (chissà se ci ho visto giusto…)

Mi ha sorpreso molto tutta la parte esplorativa del libro, forse perché non me l’aspettavo proprio. Per rintracciare la famosa pietra, nascosta chissà dove, i ragazzi viaggiano in varie parti del mondo (Himalaya, Kathmandu, Londra) e vivono fantastiche avventure al cardiopalma dando sfoggio anche dei loro poteri. Non so perché io davo per scontato che la saga si sarebbe svolta tutta nel mondo magico, per cui vedere i Leggendari in azione nel nostro mondo è stata sicuramente una mossa molto intelligente da parte dell’autrice.

Anche se, a dire la verità, io preferisco di gran lunga quando i nostri eroi vivono le avventure nella dimensione parallela. Questa volta, le parti ambientate ad Avalon coprono solo alcuni capitoli del libro; fortunatamente, però, tanto basta per rinnovare il mio interesse per la saga.

Nella prima parte, facciamo la conoscenza di un gigante di pietra che sosta vicino il castello di Avalon e che serve per spostare gli ospiti da un posto a un altro. Grazie a lui, i nostri eroi scoprono l’esistenza di un’altra isola, chiamata Eea, abitata dalle Incantatrici, persone che hanno la capacità di manipolare la materia e creare illusioni. Se avete letto l’Odissea, saprete che Eea viene nominata come dimora della maga Circe. Spero che nel terzo (e conclusivo?) volume l’autrice approfondisca quest’isola e i suoi abitanti perché mi ha incuriosito molto.

Davanti ai nostri occhi apparve la vera Morgana, l’incantatrice senza tempo, alta, bellissima e terribile come un uragano

Per quanto riguarda i personaggi, c’è in atto un percorso di maturazione che non sempre è positivo. Mi spiego meglio: se alcuni personaggi del primo volume qui vengono approfonditi meglio, penso per esempio a Tyra, che all’inizio non mi stava molto simpatica mentre ora è una delle mie preferite, oppure alla stessa Fata Morgana, che da nemica diventa alleata o forse no, che spicca per le sue caratteristiche che la rendono una villan formidabile, al contrario sono rimasto molto deluso da Angy, proprio colei che, in quanto protagonista, in teoria dovrebbe sorreggere l’intera storia. Non lo so: io la vedo abbastanza inutile e impacciata, e spesso mi chiedo perché sia sempre in mezzo in cose che proprio non le competono. L’ho sempre vista fuori luogo, ecco. Ho visto più focalizzato Rob, per esempio, che non è che abbia fatto chissà che in questo volume, ma ha comunque un suo perché, o Halil, che da semplice comparsa è riuscito in qualche modo a farsi conoscere. Inoltre, mi dispiace dirlo, ma a me Angy non sta particolarmente simpatica, anzi, un po’ mi irrita. Vedremo come si evolverà il suo personaggio nel terzo volume e se l’autrice riuscirà a farmi cambiare idea. Ci spero!

A parte le simpatie e antipatie che alla fine ci stanno (ogni lettore ha i suoi personaggi preferiti ed è giusto che sia così), ho trovato Gli Inganni di Morgana un ottimo libro e come ho già detto non vedo l’ora di sapere come continuerà la storia. Secondo me, l’autrice ha messo così tanta carne al fuoco che ci vorrebbero come minimo altri tre volumi per risolvere il tutto. Vi farò sapere ovviamente la mia opinione generale a saga conclusa. Per ora, non posso fare altro che consigliarla.

Se vi va, guardate anche il video che ho pubblicato su YouTube e ricordatevi di attivare le notifiche per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità.

Appuntamento con la prossima recensione!

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Recensione “Harry Potter e la Camera dei Segreti” di J.K. Rowling

Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.

Ridurre Harry Potter a un semplice libro per bambini è uno sbaglio che purtroppo fanno in molti. Solo chi non lo ha mai letto si permette di giudicarlo dalla copertina e dal target di riferimento ‒ ed è un vero peccato, credetemi ‒, e forse è proprio per questo che la Salani ha pensato bene di riproporre l’intera opera di J.K.Rowling con delle cover più adulte e importanti, opera dell’architetto Michele De Lucchi, che sin da prima dell’uscita hanno diviso l’opinione in due: c’è chi le ama e chi le odia. Di sicuro, hanno catalizzato l’attenzione, segno che il franchising è ancora vivo, il che è sicuramente un’ottima cosa.

Devo dire la verità: a me piacciono così tanto che appena le ho viste mi è tornata la voglia di rileggere la saga. In collaborazione con la Salani, che ringrazio per la disponibilità, ho già letto e recensito il primo volume intitolato Harry Potter e la pietra filosofale (la recensione la potete trovare cliccando qui ). Nel mese di Marzo ho letto anche la seconda avventura del maghetto più famoso del mondo, Harry Potter e la camera dei segreti, di cui ho tantissime cose da dirvi. Ma, prima, rinfreschiamoci la memoria con la quarta di copertina.

Harry Potter e la camera dei segreti Nuova Ediz. (Vol. 2) (Italiano) Cartonato – 21 gennaio 2021

di J. K. Rowling (Autore), Stefano Bartezzaghi (a cura di), Michele De Lucchi (Artwork), Marina Astrologo (Traduttore)

Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry, uno dopo l’altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. Nel secondo libro delle avventure di Harry Potter, J.K. Rowling supera se stessa, arricchendo il suo universo fantastico di personaggi indimenticabili e di trovate esilaranti. Harry e i suoi amici sfidano oscure magie e terribili mostri, parlano con i gufi e viaggiano in automobili volanti, in un percorso magico dal ritmo incalzante e dalla sequenza infinita. E su tutto emerge il gusto per il romanzo d’avventura, ciclico e perfetto, in cui l’elemento soprannaturale si trasforma in quotidiano, emoziona il lettore e lo conquista al gioco della fantasia. Età di lettura: da 10 anni.


Dopo aver letto questo libro ho realizzato una cosa (forse per voi già ovvia): oltre a essere un fantasy, Harry Potter è anche un giallo per ragazzi. Se ci fate caso, infatti, in ogni libro la Rowling ci presenta un caso da risolvere: insieme a Harry, Ron e Hermione, noi lettori siamo chiamati a investigare su un mistero che si dipana lungo tutto l’anno scolastico. Se nel primo era la pietra filosofale, in questo dobbiamo scoprire chi è colui che pietrifica gli studenti di Hogwarts. L’autrice semina indizi e depistaggi e fino all’ultima pagina ci tiene con il fiato sospeso.

In questo volume inoltre ho notato alcune somiglianze (citazioni?) con Il Signore degli Anelli. A parte Silente, che assomiglia in tutto e per tutto a Gandalf (sia per il suo modo di pensare, sia per come viene rappresentato), anche Dobby, l’elfo domestico molto amato dai Potteriani, lo vedo molto simile a Gollum, per come parla e per i suoi gesti molto … discutibili  (basti solo pensare che per tenere al sicuro Harry, tenta di ucciderlo!)

Che la Rowling sia una fan sfegatata di J.R. R. Tolkien? Tra l’altro, entrambi hanno in comune l’utilizzo delle iniziali del nome!

A Hogwarts stanno per accadere cose terribili, forse stanno già accadendo, e Dobby non può lasciare che Harry Potter rimanga qui ora che la storia sta per ripetersi, ora che la Camera dei Segreti è di nuovo aperta.

Comunque, a parte questa mia riflessione alquanto strampalata, veniamo pure alla storia. Il secondo libro delle avventure di Harry Potter è un piatto ricco di prelibatezze. Si affrontano tantissimi argomenti: la lealtà, la schiavitù, la vanità (Gilderoy) e la maturazione. Tutti gli studenti iniziano a prendere confidenza con il mondo magico, si abituano a seguire le lezioni di Stregoneria e Difesa contro le Arti Oscure, percepiscono una differenza tra loro e i Babbani, quantomeno nel modo di vedere le cose.

Entra finalmente in gioco il Ministero della Magia (non vedo l’ora di saperne di più perché mi interessa molto questa contrapposizione tra umani e maghi) e si fa accenno ad Azkaban, la prigione dove vengono tenuti rinchiusi i maghi più pericolosi (che sarà una delle location del prossimo episodio).

Inoltre, iniziamo a conoscere meglio il passato di alcuni personaggi. In questo volume, infatti, faremo un salto indietro nel tempo a quando Silente era un professore di Hogwarts e Voldemort un suo alunno. Senza fare spoiler (magari qualcuno non lo ha ancora letto), vi dico che c’è una ragione per cui Hagrid fu espulso dalla scuola quando era giovane e perché continua a vivere nella capanna vicino al castello.



Purtroppo, a differenza del primo libro che trovo geniale, il secondo per me contiene due grossi difetti che vanno sotto i nomi di Gilderoy Lockhart e Colin Creevey: queste due new entry, infatti, a parer mio, non portano nulla alla storia; anzi, sono entrambi irritanti e antipatici. Vi faccio una domanda: se questi due non fossero stati presenti nel libro, per voi sarebbe cambiato qualcosa? Per me assolutamente no. Per colpa loro, ho mal digerito tutta la prima parte ‒ specialmente la faccenda dello scrittore super famoso tra i maghi che si rivelerà essere solo un pallone gonfiato ‒ e soltanto nella seconda ho ritrovato l’Harry Potter che tanto amo.

Un personaggio che invece ho trovato molto divertente e azzeccato è quello di Mirtilla Malcontenta, la ragazza fantasma con l’aria perennemente imbronciata che vive nel bagno delle femmine. Dovrebbero fare uno spin-off su di lei!

Guardate anche il video che ho pubblicato su YouTube!

In conclusione, il secondo libro si arricchisce di nuovi elementi e ci fa conoscere meglio alcuni dei protagonisti della saga. In più, mi piace molto la morale di fondo:  siamo noi che scegliamo chi vogliamo essere. Non importa dove siamo nati, in quali condizioni e da chi. Sono le nostre decisioni che ci differenziano dagli altri, che ci fanno scegliere da che parte stare.

Fatemi sapere se la mia recensione vi è piaciuta. Se vi va, continuate a seguirmi!

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Ti faccio una Confidenza

Una delle ragioni per cui scrivo è perché mi piace raccontare le storie delle persone.

Dal 2018 collaboro con Confidenze, un settimanale che da anni pubblica Storie Vere di donne forti, combattive e testarde; ma anche fragili, piene di insicurezze e con tanta voglia di riscattarsi.

Alcune mie storie, tra le più apprezzate della settimana, sono state riproposte sul blog della rivista. Ho pensato di raggrupparle tutte per darvi la possibilità di (ri)leggerle e per farvi conoscere meglio la mia scrittura.


IL LAGO DELLE FATE

“Il lago delle fate” pubblicata sul n. 30 di Confidenze.

2 Agosto 2018

Mi sono costruita una vita di successo con il lavoro, decisa a realizzare tutte le mie ambizioni. Così ho rischiato di rinnegare le mie origini, legate a un piccolo mondo scomparso. Ma ci sono posti magici da cui non si può scappare

Storia vera di Giulia D. raccolta da Lorenzo Iero

https://www.confidenze.com/cuore/il-lago-delle-fate/


NON DIVENTIAMO ABITUDINE

“Non diventiamo abitudine” pubblicata sul n. 1 di Confidenze.

10 Gennaio 2019

Succede in molti matrimoni. Nel mio, per esempio, Emanuele era quasi un coinquilino e io non mi sentivo più desiderata. Così mi sono lasciata coinvolgere da un gioco pericoloso

Storia vera di Rossella L. raccolta da Lorenzo Iero

https://www.confidenze.com/cuore/non-diventiamo-abitudine/


QUANDO LE NUVOLE ILLUMINANO IL CIELO

“Quando le nuvole illuminano il cielo” pubblicata sul n. 17 di Confidenze

3 Maggio 2019

È un pensiero che ho letto in un romanzo ed è legato a un momento tragico e indimenticabile della mia vita. No, sbaglio: gli attimi incancellabili sono due. Il secondo mi ha mostrato una luce nel buio della disperazione

Storia vera di Ginevra S. raccolta da Lorenzo Iero

https://www.confidenze.com/cuore/quando-le-nuvole-illuminano-il-cielo/


FIERA DI ESSERE TESTARDA

“Fiera di essere testarda”, pubblicata sul n. 45 di Confidenze.

12 Novembre 2020

Sapete qual è il mio sport preferito? Il motocross. E pazienza se qualcuno lo trova strano, visto che sono nata senza braccia e con una gamba non sviluppata. Ho imparato sulla mia pelle che una disabilità può trasformarsi in punto di forza.

Storia vera di Nadia Luricella raccolta da Lorenzo Iero

https://www.confidenze.com/cuore/fiera-di-essere-testarda/

Fatemi sapere cosa ne pensate e qual è la vostra preferita!

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Recensione “Explorer Academy: La Doppia Elica” di Trudi Trueit

Cruz sapeva che per avere successo doveva concentrarsi sul da farsi e accantonare i dubbi, ma non era facile. Non era mai facile.

Fa sempre piacere ritrovare degli amici, soprattutto quando si parla di personaggi letterari.

Per me gli studenti dell’Explorer Academy sono diventati dei compagni di avventura. Staimo ancora vivendo un periodo incerto in cui non ci è ancora consentito fare viaggi in totale sicurezza, perciò è bello poterlo fare tramite i libri.

Grazie a Cruz, Emmet e Sailor, noi lettori abbiamo la possibilità di visitare varie città del mondo e di scoprirne le bellezze stando comodamente seduti sul divano di casa. Sono stato molto felice di aver potuto leggere il terzo volume di Explorer Academy intitolato La Doppia Elica, scritto da Trudi Trueit, illustrato da Scott Plumbe e edito da Edizioni White Star, che ringrazio come sempre per la collaborazione.

Devo dire che neanche il terzo volume ha deluso le mie aspettative; al contrario, non ha fatto altro che confermare la qualità dell’opera.

Prima di procedere con la recensione, partiamo come sempre con la quarta di copertina:

Il nuovo terzo volume va ad arricchire la fortunata saga di Explorer Academy, portando l’aspirante esploratore Cruz e i suoi amici a confrontarsi con un nuovo mistero e, naturalmente, con una nuova appassionante avventura. Alla ricerca delle tracce lasciate dalla sua mamma, Cruz dovrà aggiungere stavolta l’inspiegabile scomparsa di suo padre... E non solo: un nuovo professore, una nuova avanzatissima tecnologia, e l’avvicinarsi del suo tredicesimo compleanno, un momento destinato a cambiare la sua vita per sempre... Età di lettura: da 8 anni.



    Editore : White Star (22 ottobre 2019)
    Lingua : Italiano
    Copertina flessibile : 224 pagine
    ISBN-10 : 8854043338
    ISBN-13 : 978-8854043336
    Peso articolo : 500 g
    Dimensioni : 15.9 x 2.7 x 23.1 cm





Sono passati due mesi dall’inizio dell’anno scolastico per il giovane Cruz che, oltre a dover seguire le varie lezioni a bordo della nave Orion, ha anche una missione segreta da portare a termine: cercare una formula estremamente importante creata da sua madre, una scienziata che lavorava per la Synthesis, suddivisa in otto frammenti di pietra nascosti in varie parti del mondo. Per far questo, si avvale dell’aiuto dei suoi due compagni di classe nonché fidati amici, Emmet e Sailor. Insieme a loro, Cruz si è già recato tra i ghiacciai dell’Islanda, nelle gelide acque della Nuova Scozia e nella foresta delle farfalle monarca in Messico.

In questo episodio, faremo un salto a Barcellona, visiteremo la magnifica città di Petra, in Giordania, e parteciperemo a uno scavo archeologico in Turchia.  

 Mentre il giorno diventava notte nell’antica città di Petra, tre esploratori stanchi, affamati e molto felici si sedettero sul freddo pavimento di pietra di una chiesa vecchia di milleseicento anni. Nessuno disse una parola. Non ce n’era bisogno.

La cosa che apprezzo di più in questa saga è l’ambientazione. Come ho già detto, lo scenario in cui si muovono i personaggi cambia in continuazione. Se in un capitolo ci troviamo a Londra, in un altro ci troviamo alle Hawaii, in quello dopo magari in Egitto, e così via.

Illustrazione di Scott Plumbe

La serie è ispirata dalle scoperte e dalle invenzioni dei veri esploratori della National Geographic, che ogni giorno lavorano per salvaguardare l’ambiente e per scoprire com’era fatto il mondo migliaia o anche milioni di anni fa.

Nel romanzo, per esempio, gli esploratori hanno a disposizione un’unità PANDA che identifica in un attimo l’origine, il tipo e l’età di resti umani e reperti. Nella realtà, invece, pur non disponendo di questa incredibile invenzione, la biologa evoluzionista Beth Shapiro è in grado di studiare i cambiamenti della specie e delle popolazioni nel corso del tempo grazie allo studio del DNA, estraendolo da piante e animali antichi.

Trovo che sia molto divertente, e soprattutto utile, l’idea di potersi approcciare alle ricerche scientifiche condotte dai veri esploratori della National Geographic attraverso la lettura di una serie per ragazzi. Dopo aver letto il libro, il lettore vorrà certamente sapere di più sugli scavi archeologici o sulle microonde che consentono agli scienziati di vedere oggetti sottoterra, e quindi trovo che questi libri siano, oltre che avventurosi, anche didattici.

Chiunque sapesse dove si trovavano i frammenti era in pericolo. Per questo non poteva confidare a Emmet il suo segreto: aveva affidato la formula all’unico componente dell’Orion che non avrebbe detto niente a NESSUNO.

Al contrario dei primi due, dove il ritmo era incalzante, in questo terzo episodio Trudi Trueit si prende un attimo di tranquillità per tirare le somme. Siamo arrivati a un punto della storia in cui c’è tanta carne al fuoco, i misteri da svelare sono parecchi e le connessioni tra i vari personaggi si fanno sempre più intricate.  Se la prima parte serve a rinfrescarci la memoria, nella seconda l’autrice mette di nuovo la quarta: una donna bionda che appare all’improvviso e che sembra sapere tutto su Nebula, un uomo che avrebbe dovuto essere in prigione ma che invece riappare tra le vie di Barcellona; e ancora, il rapimento del papà di Cruz, il segreto della voglia a forma di doppia elica … Diciamo che la lettura di Explorer Academy non annoia mai.

Inoltre, i personaggi stanno maturando. Se nel primo libro abbiamo fatto la conoscenza di un Cruz immaturo, istintivo e un pochino svogliato, in questo episodio il lettore noterà in lui dei cambiamenti, sia nel carattere, sia nel modo di affrontare determinate situazioni. Adesso Cruz è responsabile, perché sa che la sua missione non è semplice e che la formula segreta che sta cercando potrebbe cambiare il destino del mondo se cadesse nelle mani sbagliate; inoltre, adesso ha delle conferme: se prima pensava di essere completamente da solo, ora si rende conto che può contare sull’aiuto di alcune persone che lo vogliono bene.

C’è anche la video recensione di Explorer Academy!

Non vedo l’ora di proseguire con la lettura del quarto (ma non ultimo) romanzo della serie. Sono curioso di scoprire dove la serie mi porterà e quali nuove avventure mi farà vivere! Mi dispiacerà quando arriverà il momento di dover dire addio a questi ragazzi: ormai mi ci sono davvero affezionato a loro.

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Primavera in libri : le prossime uscite per ragazzi

Per realizzare un sogno, una persona deve superare tante prove.

Louisa May Alcott

Eccoci al consueto appuntamento con i libri che verranno!

Dopo aver spulciato in anteprima i libri per ragazzi usciti nei primi mesi dell’anno (se volete recuperare il post, eccolo qui: https://lorenzoiero.com/2020/12/28/lanno-che-verra-speciale-libri-per-ragazzi-e-fantasy-2021/), andiamo a vedere quali saranno quelli che ci accompagneranno in questa Primavera 2021 che si preannuncia ricca di buoni propositi.

Prima di iniziare, però, metto come sempre le mani avanti anticipandovi che questa sarà una selezione di libri basata sui miei gusti personali, perciò, se volete raccomandare qualche altra uscita interessante, scrivetelo pure nei commenti.

Ma bando alle ciance e partiamo subito!

MARZO

PaperDante. Letteratura a fumetti (Italiano) Copertina rigida – 17 marzo 2021 – GIUNTI

In questo volume si celebra un’opera unica: la prima storia illustrata Disney ispirata a Dante Alighieri e realizzata da tre artisti geniali, lo sceneggiatore Augusto Macchetto, la disegnatrice Giada Perissinotto e il colorista Andrea Cagol, unita alle parodie storiche della Divina Commedia. Il volume è composto dalla storia illustrata e dalle parodie L’Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto e L’Inferno di Paperino di Giulio Chierchini. Un libro che omaggia il sommo poeta. Età di lettura: da 7 anni.

Coda di castoro. Un’avventura per salvare la natura! (Italiano) Copertina rigida – 23 marzo 2021

di Daniele Mocci (Autore), Luca Usai (Autore)

Coda di Castoro è un piccolo indiano delle Lingue Dritte, la tribù più onesta che ci sia! Insieme al castoro Ba-da-bum, al puledro Ascella Pezzata e ai suoi amici Lenticchia Bollita, Arco Storto, Molte Parole e Tempesta di Grandine, sventerà il malvagio piano delle Teste di Legno, la tribù nemica che ha inquinato il laghetto vicino al villaggio per cacciarli dalle loro terre. Età di lettura: da 6 anni.

Un problema con le ali. Anna Kadabra (Italiano) Copertina flessibile – 23 marzo 2021 – DE AGOSTINI

di Pedro Manas (Autore), David Sierra Listón (Autore), Maria Bastanzetti (Traduttore)

Costretta a trasferirsi nella lugubre cittadina di Moonville, Anna Kadabra è convinta che le sfortune non abbiano mai fine. E infatti non sbaglia! La nuova casa emette strani rumori; a scuola c’è una preside arcigna che la mette sempre in punizione. Per non parlare di Oliver, il peggior compagno di banco del mondo! Ma poi, allo scoccare della mezzanotte, mentre osserva il cielo scuro fuori dalla sua camera, la luna viene adombrata da una figura con una scopa e cappello, e subito appaiono davanti a lei un gatto, un rospo, un corvo, un pipistrello e la perfida preside. Anna Kadabra scopre così di essere una strega e di avere un grande incarico: sconfiggere i cacciatori di streghe. Come Oliver, il suo compagno di banco! E se questa non fosse l’ennesima sventura, ma l’inizio di una straordinaria e magica amicizia? Età di lettura: da 7 anni.

I perfezionatori (Italiano) Copertina flessibile – 24 marzo 2021 – GIUNTI EDITORE

di Marco Tomatis (Autore), Loredana Frescura (Autore)

La Terra ormai è condannata, anche se il Nuovo Ordine Mondiale mantiene una apparente stabilità attraverso la repressione e la limitazione della libertà. La guerra ha reso inabitabile il pianeta ed esiste una sola via di scampo, la cosiddetta Nuova Terra, ovvero diverse stazioni spaziali orbitanti in grado di ospitare gli abitanti sopravvissuti. La GRADUATORIA ha il compito di stabilire i Degni, cioè chi può partire prima, chi dopo e chi, probabilmente, mai. Tra questi ultimi, ci sono i Trasformati: molti ragazzi che, appena arrivati alla soglia dell’adolescenza, cominciano a mostrare modifiche nel corpo o nella mente. Folco, Lulù e Arthur, in tre parti diverse del mondo, cercano di nascondere le proprie doti speciali per non essere braccati dal NOM. Finché un giorno non ricevono un messaggio misterioso.
Un’avventura ambientata in un futuro remoto che parla anche del presente, di cosa significano esclusione e diversità, del potere della creatività, e della nostra comune responsabilità verso il pianeta.

L’orologio di stelle. La falena d’ombra (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 – HARPER COLLINS

di Francesca Gibbons (Autore), Chris Riddell (Illustratore)

Imogen potrebbe essere più carina con la sua sorellina Marie. E dovrebbe essere più gentile con il fidanzato della mamma. Soprattutto, non dovrebbe seguire una strana falena argentea dentro un albero… D’altronde, chi fa solo quello che gli viene detto? Di colpo, Imogen e Marie si ritrovano intrappolate in un mondo magico, un regno in cui nessuno si comporta come ci si aspetta e dove al calare della sera appaiono creature sinistre… Le due sorelle desiderano solo una cosa: tornare a casa. Ma per riuscirci, dovranno salvare il viziato Principe Miro e con lui un intero mondo in pericolo. Ad aiutarle, per fortuna, ci saranno un orso ballerino, una coraggiosa cacciatrice… e persino le stelle.

Murdo. Il libro dei sogni impossibili (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 – L’IPPOCAMPO

di Alex Cousseau (Autore), Eva Offredo (Autore)

Un piccolo yeti di nome Murdo è il narratore di questo libro. In ogni pagina ci racconta i suoi desideri: ha sempre sognato di nascondere un tesoro invece di trovarlo, di vivere in un mondo che gira al contrario per cominciare il pranzo dal dolce, di chiacchierare con un sasso, di risalire nel tempo fino al Giurassico per fare lo sgambetto a un dinosauro, di costruire un ponte tra il giorno e la notte… Murdo a volte si dimentica chi è, ma appena il suo amico rospo lo saluta: Ciao Murdo! se lo ricorda. I semplici piaceri e le domande profonde di Murdo evocano l’intimo legame tra gli elementi dell’universo… Murdo gioca con le parole, con i suoni e con le lettere per costruire paesaggi immaginari. Età di lettura: da 6 anni.

Elinor Puffygal streghetta incasinata (Italiano) Copertina rigida – 25 marzo 2021 . MARIETTI JUNIOR

di Francesca Martucci (Autore), Rachele Aragno (Illustratore)

Elinor, streghetta di Felinia, è stata appena ammessa alla prestigiosa Scuola Media di Arti Magiche del Bosco Iridescente. Come sarà? Chi incontrerà? E, soprattutto, quante figuracce farà? Perché di questo Elinor è certa: non sarà mai all’altezza della sua famiglia, che sforna campioni di magia da generazioni! Lei si sente brava solo quando può pasticciare con gli ingredienti e preparare merendine speciali. Ma grazie a nuove amicizie e alle avventure tra i corridoi della Smambi, Elinor scoprirà che anche il suo è un talento speciale… anzi è magico. Età di lettura: da 7 anni.

APRILE

Il cappello del Gran Bau (Italiano) Copertina flessibile – 1 aprile 2021 – SALANI

di Tove Jansson (Autore), Annuska Palme Larussa Sanavio (Traduttore), D. Ziliotto (Traduttore)

C’era una volta una bambina che aveva una nonna serena, un padre preso dalle sue sculture, amichette scontente, amici marinai burberi; negli anni, insensibilmente, questi personaggi hanno abbandonato la loro natura umana e sono diventati animali, che Tove Jansson ha disegnato e descritto: Mamma Mumin, Papà Mumin, Misa, Tabacco. Appena mettiamo piede nella Valle dei Mumin, subito ne veniamo catturati: niente è più reale di questi esseri dolci e poetici e delle loro avventure, per straordinarie che siano. Trovano un Cappello-Folletto in cui gettano gusci d’uovo e ne escono nuvole, ci entra il troll Mumin e ne risulta mutato in un mostriciattolo che solo la sua mamma riconosce. E non sono strani i Fungarelli, senza bocca e senza orecchie? E Dada e Sasa, col loro linguaggio dadese e sasese? Ma su tutto getta la sua magia il Mondo Nordico, coi colori del cielo primaverile e del cupo grande mare selvaggio, da cui emergono affascinanti Regine di Legno. Età di lettura: da 9 anni.

Un’avventura sul fiume (Italiano) Copertina flessibile – 1 aprile 2021 – TERRA SANTA

di Mino Milani (Autore), Francesca Rossi (Illustratore)

Nino, Marco e Giorgio – tredici anni suppergiù – sono amici inseparabili. Hanno l’età in cui è facile sognare. E il primo, e forse unico, dei loro sogni è l’avventura. Voltare le spalle alle cose di tutti i giorni. Cercare le cose straordinarie. Lasciar perdere il mondo conosciuto ed esplorare quello ignoto: le foreste, i grandi ghiacciai, i deserti, gli oceani… Un giorno, Marco – timido ed esitante nel parlare, ma coraggioso nuotatore – trova una misteriosa moneta su un’isola altrettanto misteriosa. I tre amici si lanciano senza pensare in una vera e propria investigazione, piena di sorprese e di scoperte, di pericoli e di fughe repentine a bordo di una barca sgangherata. Sullo sfondo della narrazione, i due maggiori fiumi italiani: il Po, minaccioso e immenso, con le sue acque gialle; e il Ticino, amichevole e sinuoso, con le sue acque azzurre. Età di lettura: da 8 anni.

Quelle in cielo non erano stelle. Storia di un’amicizia ai tempi di Chernobyl (Italiano) Copertina flessibile – 6 aprile 2021 – MONDADORI

di Nicoletta Bortolotti (Autore)

Sono passati cinque anni dall’esplosione che nel 1986 ha distrutto la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, sprigionando nell’aria una nube tossica che si è posata ovunque: sulla foresta cambiandone i colori, sugli animali facendoli ammalare, su fotografie, vestiti, giocattoli… e sulle persone. Omar, un ragazzino che vive nel Nord Italia, non sa nulla di tutto questo finché a casa sua non arriva una bambina ucraina dai capelli color sabbia, per trascorrere un mese lontano dalle radiazioni. Vassilissa non parla e lascia vedere di rado il suo simpatico sorriso: è diffidente, come lo è Omar verso di lei. Ma se per essere amici non ci fosse bisogno di parlare la stessa lingua? E se per disintossicarsi dalla paura l’amicizia fosse la medicina migliore? Un romanzo corale scritto con passione e grazia che, attraverso le vive voci di una volpe, di un ragazzino e della stessa nube, rinnova la memoria di uno dei più drammatici eventi della Storia contemporanea. Età di lettura: da 11 anni.

Storie di fantasmi del Giappone (Italiano) Copertina rigida – 8 aprile 2021 – L’IPPOCAMPO EDIZIONI

di Lafcadio Hearn (Autore), Benjamin Lacombe (Autore), Ottavio Fatica (a cura di)

Illustrando il celebre compendio del folklore giapponese, Benjamin Lacombe offre un tributo al lavoro di Lafcadio Hearn. All’inizio del Novecento, lo scrittore irlandese fu uno dei primi occidentali a ottenere la cittadinanza giapponese: l’amore per la cultura della sua nuova patria lo portò a percorrere le varie province del Paese, al fine di trascrivere le storie di fantasmi e le leggende tramandate di generazione in generazione. In “Storie di fantasmi del Giappone” Benjamin Lacombe sceglie lo stile adatto a ogni racconto, reinterpretando l’ampia gamma del bestiario tradizionale con la sua inimitabile arte. In appendice al volume, alcuni giochi ispirati a quelli tradizionali permettono d’inventare la propria leggenda di yokai. La presente edizione, a cura di Ottavio Fatica, riprende parte dei testi da lui tradotti per Adelphi nella raccolta Ombre giapponesi, completandola con altri, qui proposti per la prima volta al pubblico italiano. Età di lettura: da 8 anni.

Ari e il maestro di veleni (Italiano) Copertina flessibile – 8 aprile 2021 – PELLEDOCA EDITORE

di Paolo Roversi (Autore), Andrea Franchini (Illustratore)

Tutte le persone hanno un odore caratteristico e Ari ha il dono di riconoscerlo. Si tratta di profumi o afrori che gli altri non avvertono ma lei, ragazzina tredicenne che ormai ha imparato a sfruttare questa sua abilità, sì. Dall’odore che una persona emana Ari sa capire molte cose. Spesso aiuta il padre Bart nelle sue indagini, ma questa volta è diverso: lo straniero appena arrivato nel paese è un caleidoscopio di odori. Ari è sconcertata perché non le era mai successo prima: così lo ribattezza “il maestro di veleni” perché immagina che quella possa essere l’occupazione di quel misterioso individuo. Lo straniero non si vede mai in giro, esce solo per andare al negozio a fare provviste. Perché si è trasferito qui? Che lavoro fa? Un giorno, poco prima che l’unica strada che collega il paese con il resto della valle venga chiusa per una valanga, succede qualcosa che richiede tutta l’attenzione di Ari e di suo padre. Una coppia, marito e moglie, scompare. Gli abitanti cominciano a sospettare che lo straniero li abbia uccisi… Toccherà ad Ari e a suo padre risolvere il mistero. Età di lettura: da 11 anni.

L’amica fantasma (Italiano) Copertina flessibile – 8 aprile 2021 – PELLEDOCA EDITORE

di Sabrina Rondinelli (Autore), Andrea Calisi (Illustratore)

Camilla e Mia, amiche del cuore, hanno fatto un patto: niente e nessuno potrà dividerle. L’amicizia tra le due ragazze è piuttosto esclusiva. Soprattutto Camilla si dimostra gelosa di Mia: la vuole tutta per sé e non accetta che altre si intromettano tra loro. Perciò quando entra in scena Betty si sente tradita. Giorno dopo giorno, Mia si allontana. Ma il vero motivo del cambiamento di Mia è un altro. Camilla non è una ragazza reale. È morta due mesi prima; è soltanto un ricordo che vive ancora nella fantasia dell’amica. E come tutti i ricordi, con il trascorrere del tempo, è destinato ad affievolirsi. Man mano che Mia la dimentica, Camilla inizia a svanire. Mia è combattuta tra i sensi di colpa e il desiderio di ricominciare la sua vita, mentre Camilla non ci sta a morire una seconda volta e diventa sempre più soffocante, invadente, pericolosa… Età di lettura: da 9 anni.

La scuola sotto albero (Italiano) Copertina flessibile – 15 aprile 2021 – TERRA SANTA

di Luciana Breggia (Autore), Paola Formica (Illustratore)

In un villaggio, funestato da un cataclisma che ha sconvolto le abitudini degli abitanti, arriva un nuovo maestro, che comincia subito a fare tanti cambiamenti: le aule vengono ridipinte dai bambini a colori vivaci, mentre il prato sotto il grande albero dinanzi a scuola sarà l’Aula Magna dove si ritroveranno tutte le classi. Iniziano così le lezioni, che riguardano i saperi più diversi: dall’attenzione alle parole e ai mutamenti linguistici alla coltivazione di un piccolo orto; dall’illustrazione della sintesi clorofilliana all’affascinante storia dei numeri. Le lezioni di Natura insegnano la pazienza e l’attenzione verso il seme che germoglierà e la bellezza delle differenze. Le lezioni di Cielo si svolgono di sera, nelle notti primaverili, e i ragazzi sono invitati a osservare le costellazioni con un telescopio che il maestro ha installato sul tetto della scuola. La notizia dei metodi poco ortodossi del nuovo insegnante mette in agitazione alcuni genitori che un giorno decidono di andare a parlare a questo strano maestro… Età di lettura: da 6 anni.

E questo è tutto! Fatemi sapere quale romanzo vi ispira di più e se ho dimenticato qualche bella novità di prossima uscita!

<p value="<amp-fit-text layout="fixed-height" min-font-size="6" max-font-size="72" height="80">Ci vediamo alla Prossima!Ci vediamo alla Prossima!

Foto di Alexandr Podvalny da Pexels

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Recensione “Millennials” di Fabio Cicolani

“Quando un rimedio non esiste, bisogna estirpare il male alla radice. È sempre stato così.”

Cosa succederebbe se un giorno ti svegliassi e scoprissi che tutto quello che sapevi di te stesso in realtà è una finzione, che sei solo il frutto di un esperimento genetico e che ci sono altre persone simili a te? Sicuramente avresti voglia di saperne di più, vorresti comprendere il perché ti ritrovi con dei poteri che ti rendono diverso dagli altri tuoi coetanei, anche a costo di fare del male alle persone a te care.

È quello che succede a Jennifer, una delle protagoniste di Millennials, il romanzo per ragazzi scritto da Fabio Cicolani e pubblicato da La Corte Editore, che ringrazio per questa collaborazione.

Questo libro mi ha conquistato sin da subito per l’ambientazione tutta italiana e per la scrittura molto precisa. Prima di procedere con la recensione, come di consueto partiamo con la quarta di copertina:

Cosa farebbero undici ragazzi in Italia, se scoprissero di avere dei superpoteri? Si infilerebbero davvero delle tutine, cercando di salvare il mondo? No, non i Millennials. Loro, che sono stati creati da un programma di ingegneria genetica, sono adolescenti senza genitori a cui rendere conto e senza particolari responsabilità. Ma il destino presenta sempre il conto, e quello per i Millennials sarà particolarmente salato. Si troveranno infatti costretti a districarsi tra i fili di una macchinazione che è stata tessuta intorno a loro e, tra inseguimenti nel tempo alla ricerca della verità, paradossi e loop temporali che potrebbero mettere a rischio la loro stessa esistenza, i Millennials dovranno imparare a collaborare e a capire il significato più vero di avere amici su cui contare e una casa a cui tornare. Età di lettura: da 11 anni.

Alcuni lettori hanno indicato i Millennials come la risposta italiana agli X-Men. In realtà, pur attingendo a piene mani dal sottobosco mutante, Fabio Cicolani riesce a imprimere una forte personalità al suo romanzo, data dagli obiettivi del tutto diversi dei protagonisti: se i mutanti infatti sono dei supereroi che combattono i malvagi per proteggere un mondo che li teme e li odia, al contrario, ai Millennials non frega proprio niente di mettere i loro poteri al servizio di un bene superiore, anzi, da questo punto di vista sono molto egoisti. A loro importa soltanto scoprire il perché sono nati con delle abilità particolari e senza una mamma e un papà, per cui si mettono alla ricerca delle loro vere origini, intralciando chiunque ostacoli il loro piano. Più che agli X-Men, in realtà io accosterei questo romanzo a Heroes, il telefilm americano andato in onda con successo nel lontano 2006. Ve lo ricordate? Raccontava di un gruppo di persone che scoprivano di avere dei poteri particolari e di come questi avessero effetto sulle loro vite. In special modo, mi ricordo di un persona giapponese, Hiro Nakamura, che aveva l’abilità di viaggiare nel passato e nel futuro ed era un po’ il collante dell’intera serie (ecco, ora mi è venuta la voglia di fare un bel rewatch). Anche in Millennials c’è un viaggiatore del tempo: si chiama Jikan Okawa e anche lui è asiatico (secondo me, è un chiaro riferimento a Heroes).

Inutile dire che Jikan è il mio personaggio preferito, in quanto sin da piccolo ho sempre desiderato andare avanti e indietro nel tempo per sistemare alcuni errori commessi. Ma si sa, meglio non giocare con il passato, non sai mai cosa potrebbe cambiare!

Teaser di Millennials

Infatti, come gli X-Men insegnano, modificando il passato si vengono a creare dei loop temporali in cui i protagonisti sono costretti a vivere lo stesso periodo di tempo in un ciclo continuo senza apparente via di uscita.

“Essere usato per far sparire i nemici e nasconderli nel tempo, è far parte di un piano criminale, vuol dire diventare un mostro che strappa una persona alla sua vita e ai suoi cari e io non voglio più starci”.

Ed è proprio grazie ai continui sbalzi temporali presenti nel libro che viene fuori tutta la bravura dello scrittore. Impegnato a tenere insieme la matassa da lui stesso creata, Fabio Cicolani, insegnante di scrittura creativa che ha già all’attivo diverse pubblicazioni, tra cui Il bambino dei draghi e la serie Monsters’ Park (che voglio assolutamente recuperare), riesce nell’arduo compito di non ingarbugliarsi tra le pieghe spazio-temporali, saltando da un punto di vista a un altro e facendo interagire ben undici personaggi, tutti diversi tra loro.

Vi dico la verità: a un certo punto, ho rischiato di perdere anche il filo del discorso, e precisamente quando alcuni dei personaggi vengono catapultati nel 1984, in Francia. State molto attenti a quella parte, perché io l’avevo presa sottogamba e alla fine invece si è rivelata la storyline più importante!

Se all’inizio il romanzo è ambientato nella Bologna del 2016 (scelta molto azzeccata tra l’altro, in quanto è raro leggere di ragazzi italiani con superpoteri) e ci presenta con molta calma i primi protagonisti – tra i quali Jennifer, la ragazza raffigurata in copertina, e Bennet, che ha il potere mentale di connettersi a qualsiasi rete internet – a mano a mano inizieremo a prendere confidenza con i salti nel tempo, e assisteremo anche alla nascita dell’anomalia avvenuta nel 31 Dicembre del 1999, quando il Millennium Bug aveva mandato in tilt i computer della GenHome che stavano elaborando un DNA ricombinante, capace di alterare i geni di un embrione in modo da renderlo immune alle malattie genetiche.

“I segreti sono come tessere del dominio allineate. Dai un colpo e tutti gli altri vengono giù senza sforzo”.

Ho trovato la penna di Fabio Cicolani asciutta e precisa, capace di esprimere senza giri di parole lo stato d’animo dei vari protagonisti, tutti con un carattere diverso ma tutti accomunati da un unico desiderio: trovare un posto da poter chiamare casa. Non hanno scelto loro di avere dei superpoteri, sono nati così. Non sono dei super eroi e non hanno alcuna voglia di fare i paladini della giustizia. Il loro unico scopo è quello di sconfiggere colui che li ha creati: il misterioso uomo chiamato Magnus Atlas, e per farlo non esiteranno a mettere a repentaglio la loro stessa vita.

Guardate anche il video che ho pubblicato su YouTube!

Promuovo questo libro a pieni voti e mi auguro che la storia dei ragazzi coi superpoteri non si esaurisca qui. L’epilogo infatti lascia uno spiraglio per un eventuale sequel, e io già non vedo l’ora di sapere quale nuova trama tirerà fuori il buon Fabio dal suo cilindro!

Se la recensione vi è piaciuta lasciate un like o condividetela sui vostri Social. Se invece anche voi avete letto il libro scrivetemi cosa ne pensate e se vi trovate d’accordo con me.

Noi ci vediamo alla prossima!

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Recensione “Un Drago in Biblioteca” di Louie Stowell

Un sogno e un libro sono cose molto simili, se ci pensi. Entrambi creano immagini nella mente.

Avete mai sognato di poter entrare dentro i vostri libri preferiti? Io l’ho fatto e come me probabilmente anche Louie Stowell, autrice del libro Un drago in biblioteca pubblicato da Edicart, che ho avuto il piacere di leggere e di recensire per voi.

Kit è una bambina che potremmo definire “nella media”. Come ammette lei stessa, non si sente intelligentissima ma neanche stupida, non pensa di essere particolarmente sportiva ma neanche una schiappa solenne. Diciamo che il suo problema è quello di essere un po’ svogliata. Per farvi capire, avete presente quando i professori dicono: “Bravo, ma non si applica”?  Kit è esattamente così!

La ragazzina ha due amici, Josh e Alita, che al contrario di lei, sono dei veri secchioni e leggono un sacco di libri (specialmente la serie di Danny Fandango, di cui sono dei fan sfegatati). I due cercano in tutti i modi di coinvolgere l’amica nella loro passione, ma senza successo. Kit infatti è dell’opinione che per leggere bisogna stare seduti e tranquilli, e stare seduta e tranquilla va contro ogni suo principio.

Le cose cambiano però quando incontra Faith, la bibliotecaria, che le rivela un gran segreto: oltre a gestire la biblioteca, infatti, lei è un mago.

Ma non è tutto: anche Kit ha dei poteri, e dovrà imparare a usarli attraverso l’uso dei libri-portali (dei libri speciali che permettono di muoversi tra una biblioteca e l’altra).

La magicità (cioè, la magia… sì, insomma, l’essere maghi) non è una cosa che si eredita dai genitori. Capita a caso. Perciò, chiunque potrebbe nascere con poteri magici

Innanzitutto, la prima cosa che mi ha colpito di questo libro è la spensieratezza che si respira in ogni pagina. Spesso noi lettori ci dimentichiamo che i libri prima di tutto hanno il compito di farci divertire. Ancor di più, trattandosi in questo caso di un libro per bambini, la sua funzione di intrattenimento è svolta alla grande.

Grazie al carattere svogliato della protagonista, la quale, piuttosto che star ferma a leggere libri preferisce di gran lunga correre all’aria aperta e arrampicarsi sugli alberi, i giovani lettori riusciranno a simpatizzare subito con la storia, per poi esultare quando vedranno il cambiamento di Kit. Nel corso della sua avventura, infatti, la ragazza avrà modo di imparare che forse leggere libri non è poi tanto brutto come pensava, anzi, è anche molto divertente!

L’autrice ha dato vita a un personaggio finalmente normale e non stereotipato. Non il solito predestinato insomma, sulle cui spalle si regge il destino del mondo intero, o il piccolo orfano che ha una missione importante da compiere, ma una bambina in cui ci si immedesima con facilità, che ha tanta voglia di giocare e poca di studiare.

Grazie agli elementi fantasy che l’autrice dissemina lungo la storia, per esempio il drago dormiglione Draca oppure gli incantesimi che i nostri eroi impareranno a usare per poter salvare la biblioteca dalle grinfie del perfido signor Salt, il lettore si appassionerà facilmente al racconto.

Lo stile di Louie Stowell è fresco, simpatico e moderno. I protagonisti parlano come se non fossero solo dei personaggi di un libro ma dei bambini veri, che storpiano alcune parole e che ignorano il significato di alcuni termini (“Che significa figurato?” domandò Kit), com’è giusto che sia.

In effetti, credo che sia inverosimile che nei libri per bambini i personaggi conoscano tutti i vocaboli alla perfezione; l’ho sempre trovato un po’ forzato e mi fa piacere che finalmente un’autrice sia stata così intelligente da capirlo.

Ho amato tantissimo i disegni interni di Davide Ortu, italianissimo illustratore che da anni lavora per il mercato editoriale estero. Davide è un talento unico. Le sue tavole si mettono al servizio della storia e interagiscono con essa.

Il suo tratto dinamico e preciso ben si adatta al pubblico di riferimento e cattura subito l’attenzione del lettore. A questo proposito, vi svelo una curiosità: quando vivevo a Londra, andavo spesso nelle librerie Waterstones. Tra le varie copertine, una mi aveva catturato sin dal primo istante. Raffigurava una bambina nascosta tra gli scaffali di libri intenta a osservare una lunga coda di un drago. Ebbene sì, era la copia inglese di The Dragon in the Library. Dopo essermi messo in contatto con Davide grazie ai social, ho iniziato a seguirlo e sono diventato un suo fan.

Per cui, sono davvero felice di poter recensire un libro disegnato da lui.

Il volume offre tanti spunti interessanti che sono sicuro verranno approfonditi nei prossimi volumi. Mi piacerebbe conoscere meglio il Consiglio dei Maghi in Galles, cui l’autrice fa riferimento in alcune pagine, ma che, per adesso, è rimasto ai margini della storia, oppure il drago che dorme sotto la biblioteca e che non vuole essere svegliato.

Cliccate qui per vedere la video recensione!

Ringrazio la Casa Editrice Edicart per la copia omaggio. Invito tutti voi a lasciare un commento per farmi sapere cosa ne pensate della mia recensione e per supportarmi!

Ci vediamo alla prossima!

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Recensione “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K. Rowling – Edizione 2021

Ricordati: non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.

Harry Potter ha dato tantissimo alla letteratura per ragazzi. Grazie alla saga creata da J.K. Rowling alla fine degli anni ’90, moltissimi bambini hanno iniziato ad appassionarsi ai libri, e ancora oggi, a più di venti anni dalla nascita, la sua fama non accenna a diminuire.

Sarebbe inutile spiegarvi il perché di tanto successo – se state leggendo questo articolo, di certo sarete fan di Harry Potter anche voi – perciò mi limiterò a raccontarvi le emozioni che ho provato nel leggere per la seconda volta a distanza di venti anni, Harry Potter e la Pietra Filosofale, il libro che ha dato il via alla saga. Pensate che, prima di essere pubblicato in Inghilterra, il manoscritto venne rifiutato da tantissimi editori e l’autrice scelse di scrivere il suo nome con le iniziali per far credere ai lettori di essere uno scrittore perché – pensate un po’ – all’epoca non era concepibile che un fantasy fosse scritto da una donna. Per fortuna, comunque, i tempi sono cambiati!

L’occasione di rileggere il libro è avvenuta grazie alla collaborazione con Salani Editore. Nel mese di Gennaio 2021, infatti, la Casa Editrice per ragazzi ha ristampato l’intera saga con delle magnifiche copertine firmate da un grande architetto italiano: Michele De Lucchi.

Sarà perché sono laureato in Architettura, sarà perché ormai mi avvicino agli anta (sigh) e vedo Harry Potter in un’ottica diversa, ma quando ho scoperto in anteprima le nuove cover sono rimasto a bocca aperta e mi è venuta voglia di rileggere l’intera saga.

Chi si sente tradito da questo cambio di rotta probabilmente pensa che un libro per bambini dovrebbe avere dei disegni in linea con il target. Ragazzi, è sbagliato ridurre Harry Potter a un libro per bambini, non credete?

Questa saga è ormai diventata un classico a tutti gli effetti che travalica il genere di appartenenza. Secondo me la Salani è stata molto coraggiosa nel proporre dei disegni così maturi ed eleganti, dei veri e propri quadri che dimostrano a tutti gli effetti quanto Harry Potter sia diventato un simbolo.

La copertina del primo volume, che raffigura Harry e Hagrid di spalle intenti a guardare un castello di Hogwarts innevato, ha suscitato anche qualche altra critica: ricordo una fan che diceva “Eh, però io non ci vedo alcun riferimento al libro” o un’altra che asseriva con convinzione che non si è mai vista la neve a Hogwarts perché quando Harry inizia la scuola è settembre. Ehm… sicuri di aver letto bene il libro??

Premettendo che una cover non deve per forza riprendere un evento della storia ma solo catturare lo spirito del libro, e avendo appena riletto il primo, affermo con sicurezza di poter smontare subito entrambe queste tesi. Leggete un po’ la citazione che segue:

All’inizio di novembre cominciò a fare molto freddo. Le montagne intorno alla scuola si tinsero di un grigio glaciale e il lago divenne una lastra di gelido metallo. Tutte le mattine il terreno era coperto di brina. Dalle finestre dei piani superiori si poteva scorgere Hagrid intento a scongelare le scope nel campo di Quidditch, infagottato in un lungo pastrano di fustagno, guanti di pelo di coniglio ed enormi stivali foderati di castoro.

Direi quindi che possiamo chiudere qui la polemica delle copertine e passare oltre.

Questo libro invita a pensare che – da qualche parte lì fuori – esista un luogo dove la vita è piena di sorprese e dove puoi volare su una scopa sentendoti davvero felice.  La lettura di questo libro mi ha fatto provare un sacco di emozioni: gioia, timore, speranza e appagamento.

Harry Potter è un bambino come tanti altri, forse solo più sfortunato, che un giorno scopre di essere un mago e viene invitato a perfezionare il suo talento in una scuola di magia. Nel primo anno di scuola, conoscerà dei nuovi amici, Ron e Hermione, e dovrà fare i conti con una profezia che lo riguarda. Questa è, per sommi capi, la trama del primo libro.

Avendo letto Harry Potter taaaaanti anni fa (forse venti?) non ricordavo molti dettagli della storia per cui, mentre leggevo l’edizione che ho ricevuto per la recensione, sembrava che lo stessi facendo per la prima volta.

Vi confesso che mi sono emozionato nel leggere la prima frase: “Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di affermare di essere perfettamente normali, e grazie tante”. Sapevo di avere tra le mani un libro speciale, divenuto a suo modo patrimonio dell’umanità, e ne sentivo il peso. Non è facile leggere con obiettività un romanzo che ha appassionato intere generazioni di lettori, ma fortuna vuole che la Rowling abbia la capacità di far diventare il lettore parte di un’unica, grande famiglia, per cui in realtà è stato molto semplice immergersi appieno nella storia.

Come dice Stefano Bartezzaghi nelle note introduttive, “Bisogna essersi soffermati sul testo con il microscopio per rendersi conto della precisione con lui l’autrice ha avuto in mente da subito l’unità dei sette volumi che compongono l’opera, sino alle minuzie”.

Ed è proprio vero. Pensate che, già nel capitolo uno, la McGonagall dice a Silente: “Questa gente non capirà mai Harry. Lui diventerà famoso… leggendario! Non mi stupirebbe se in futuro la giornata di oggi venisse designata come l’Harry Potter Day. Si scriveranno volumi su di lui, tutti i bambini conosceranno il suo nome!” Questa parte mi ha incuriosito molto perché, se per noi lettori la fama di questa saga è ormai consolidata, è bene tenere a mente che, durante la stesura di un romanzo, uno scrittore non ha la più pallida idea di come verrà accolto il suo libro, per cui, se non avesse avuto il successo che ha avuto, la frase detta qui sopra non avrebbe avuto molto senso.

Per quanto riguarda la traduzione io trovo che anche in questo caso la Salani abbia fatto la scelta più giusta. Ai tempi in cui era uscito il primo volume, la saga era appena agli inizi e non era molto conosciuta, per cui il traduttore dell’epoca non poteva avere un quadro completo dell’opera. Una volta conclusa la saga, l’editore ha deciso di apportare delle modifiche per rendere il testo più fedele all’originale. Io non mi sento assolutamente tradito se invece di “folletti” leggo “goblin”, come nell’originale, o se invece di Neville Paciock adesso appare scritto il suo vero cognome, e cioè Longbottom. Dovremmo esser grati che qualcuno renda giustizia a un’opera così importante.

Guardate anche il mio video su Youtube!

In conclusione, grazie alla nuova versione della Salani, ho riscoperto il magico mondo di Harry Potter. Il primo volume mi ha portato a Hogwarts, il castello dove si insegna la magia, nella capanna di Hagrid, dove un grosso uovo di drago bolliva sul fuoco, e nella foresta proibita, dove dei centauri mi hanno parlato delle stelle. 

Adesso, sono pronto a immergermi nella lettura del secondo libro intitolato Harry Potter e la camera dei segreti. Siete pronti a seguirmi anche nella mia prossima avventura?

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Recensione “La Figlia delle Fate” di Merilù Lanziani

Farfadet, come ogni altro paese racchiuso da montagne e foreste, era una vera e propria caldera di leggende e superstizioni.

Non so se avete mai avuto l’impressione che alcuni libri vi appartenessero in un modo particolare. E non parlo dei vostri libri del cuore, cui siete legati per  un motivo o per un altro, ma di qualcosa di più profondo, di viscerale.

Quando ho letto La Figlia delle Fate di Merilù Lanzani mi sono sentito protetto. Era da tempo che cercavo un libro che parlasse della mia vera passione, quella del Piccolo Popolo, e  finalmente posso dire di averlo trovato.

Ho tante cose belle da dire su questo romanzo, perciò leggetevi pure la quarta di copertina e poi partiamo!

Anche tu sei uno dei tanti sprovveduti convinti che i folletti siano una favoletta per bambini? O che ogni volta che qualcuno dice che le fate non esistono una di loro muoia stecchita? Fidati di me: a raccontare sciocchezze del genere rischi che il Piccolo Popolo ti recida la lingua o, peggio ancora, ti porti via con sé sotto a qualche collina fatata. Conoscevo una ragazzina rapita dai folletti. Aveva i capelli rossi come un incendio e gli occhi verdi quanto il bosco in cui è scomparsa. Il suo nome? Non lo ricordo. Ma in paese dicevano che era stato un principe delle fate a portarsela via. Un principe che si era innamorato di lei…Da allora sono cominciati i guai. E che guai! Già, perché si sono aperte le porte che separano il mondo fatato da quello dei mortali e un’orda di creature ha invaso la città. A me è andata bene: le fate hanno stregato mio marito, a cui sono spuntate due zampe di capra. Ora è persino un po’ più affascinante di prima, lo ammetto. Ma tu puoi dire lo stesso? Ce la farai ad arrivare incolume fino a Samhain, il giorno in cui il Piccolo Popolo versa un tributo di sangue all’inferno?


Merilù Lanziani nasce ad Aosta nel 1988. Oltre a questo romanzo ha pubblicato anche Biblion, che sarà una delle mie prossime letture in quanto Merilù mi ha inviato entrambi i libri per recensirli. La particolarità di questa autrice è che i suoi libri sono pubblicati in Self-Publishing, una scelta voluta e secondo me azzeccata, in quanto le permette di avere il pieno controllo sulla sua creatività.

Vi dico subito una cosa: per la qualità e il contenuto che ho riscontrato nel libro, l’autrice avrebbe potuto tranquillamente pubblicare con una grossa Casa Editrice e ci avrebbe fatto un figurone. Tra l’altro, noi lettori siamo portati a sopravvalutare gli scrittori stranieri e a non dare la giusta considerazione agli scrittori italiani che spesso non conosciamo. Merilù meriterebbe sicuramente più attenzione. Non ho trovato un solo refuso o errore grammaticale (e il fatto che lei sia anche un editor, equivale a dire che il suo lavoro lo sa fare bene);  inoltre, la sua prosa elegante accarezza le parole come se fosse tinta di magia.   

Come mai il libro mi è piaciuto così tanto, vi chiederete voi? Per tanti motivi.

Innanzitutto, per creare Farfadet, il caratteristico paese di montagna in cui vive Étienne, il nostro protagonista, l’autrice si è ispirata alla Valle d’Aosta, coi suoi miti e leggende. Tra l’altro, Merilù mi ha informato che ogni anno, nel centro di Aosta, vi è addirittura la fiera millenaria di Sant’Orso, un evento molto importante dove gli artigiani che lavorano il legno e la pietra creano fate e folletti.

Facendo delle ricerche su Internet poi, ho scoperto che le Farfadet sono le farfalle del folklore francese. Uno dei tanti omaggi che l’autrice fa in onore del Piccolo Popolo da lei tanto amato. 

E poi c’erano le storie, quelle che non smetteva mai di raccontare, su esseri provenienti dagli abissi e creature spaventose che volavano nell’aria.

La Figlia delle Fate è l’amore che l’autrice prova per tutto ciò che è magico. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con questo mondo fantastico, saprà riconoscere le varie creature che vivono all’interno del libro. Ce n’è per tutti i gusti: dal Keelpe al Nuckelavee, dai Goblin all’Each Uisce… ogni volta che riconoscevo un essere magico esultavo dalla gioia.

Quando poi sono arrivato alla rivelazione del Sostituto, il libro è diventato ancora più importante per me. Ma non voglio farvi spoiler, perciò vi dico quello che posso: all’inizio della storia,  Étienne incontra una ragazza dai capelli rossi; il suo nome è Rinn e vive sotto la Collina insieme agli altri esseri fatati. Il suo vero nome è Margot Lusmore ed è una ragazzina scomparsa dal suo paese dieci anni. Incredulo,  Étienne scopre che Margot da piccolina era stata rapita dalle fate e che il suo posto era stato preso da un sostituto, un bambino proveniente del mondo dei Fatati.

Io sono molto affezionato a questa leggenda del folklore irlandese perché avevo in mente di inserirla nella trama del secondo volume della mia saga fantasy Sir Blake nel Regno dei Sidhe. Sfortunatamente, ho dovuto modificare la storia e quell’idea l’ho accantonata. Non vi dico quindi l’emozione che ho provato nel ritrovare non solo il termine Sidhe all’interno di questo libro ripetuto più volte (è la parola che si usa per indicare il Piccolo Popolo) ma addirittura gli Spriggan e i Sostituti! Secondo me era proprio destino che io leggessi questo romanzo e che diventasse mio; è un po’ come se fosse il libro che avrei tanto voluto scrivere io. Come ho detto all’inizio, mi appartiene in modo profondo e mi sento legato a esso.

I personaggi de La Figlia delle Fate sono molti e tutti ben contraddistinti. In particolare, i miei preferiti sono Rinn, una ragazza spumeggiante e tontolona (si caccia spesso nei guai e il suo modo di fare è molto genuino) e Flaith Fiain, il principe fatato che, al contrario della ragazza, è ombroso, enigmatico e determinato nel raggiungere i suoi scopi.

Devo dire la verità, in alcuni punti il romanzo, forse anche per il modo particolare che ha Merilù di caratterizzare i personaggi, mi ha ricordato molto le opere di animazione giapponese. Non so se l’autrice sia un’appassionata di manga e di anime, ma spesso mentre leggevo il libro la mia mente andava ai film dello Studio Ghibli e a Inuyasha. Chissà se davvero sono stati fonte di ispirazione per lei!

Il ragazzo si sentiva stranamente incompleto, come se si fosse abituato al tal punto alla presenza del Popolo da sentirne la mancanza e da desiderare il suo ritorno, a dispetto di ogni logica…

Nel corso della storia, Étienne, insieme a Rinn e a un gruppo numeroso di fate e folletti, dovrà cercare di chiudere il velo che separa il mondo degli umani da quello dei demoni. Se non ci riuscirà, la Corte degli Scontenti, composta dalle creature fatate cattive, si riverserà nel nostro mondo causando non pochi guai. È una corsa contro il tempo per far sì che l’equilibrio dei due mondi si riallinei e che non venga stravolto. Secondo voi i nostri eroi riusciranno nell’impresa oppure no? Ovviamente, per scoprirlo, non vi resta che leggere il libro!

La Figlia delle Fate è un libro per ragazzi che sono sicuro farà felici anche i più grandi. La sua prosa raffinata e colta è riuscita a trasportarmi dentro il libro e a farmi provare le stesse emozioni dei personaggi. A fine lettura, sembrava quasi mi fossi risvegliato da un bel sogno.

Ho girato anche un video che potete vedere su YouTube!

Ringrazio l’autrice per avermi inviato il libro e per avermi dato conferma che anche il self-publishing può essere fatto bene, se dietro ci sono talento e passione.

Fatemi sapere se vi è piaciuta la recensione e se vi ho incuriosito.

Alla prossima!