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Recensione | La Casa di Cenere, di Angharad Walker

“A volte il dormitorio della Casa di Cenere dava l’impressione di essere una cosa viva. Forse era la vegetazione che a poco a poco lo invadeva, reclamandolo alla terra”.


Pensate anche voi che alcuni libri siano adatti per essere letti in un determinato periodo dell’anno? Per esempio, La mia famiglia e altri animali, di Gerald Durrell, io l’ho sempre associato all’estate, così come La fabbrica di cioccolato, di Roald Dahl, all’inverno.

Secondo me il periodo perfetto per potersi gustare al meglio La Casa di Cenere, lo Young Adult di Angharad Walker edito da Rizzoli, è l’autunno. Proprio adesso che sto scrivendo la recensione, ho l’immagine del protagonista che calpesta le foglie secche davanti alla casa di cenere insieme a Indi.

Ho parecchie cose da dire su questo libro – alcune positive, altre che non mi hanno convinto del tutto – ma parto subito ammettendo che, per la prima volta, mi trovo in difficoltà per varie ragioni. Forse non l’ho compreso appieno, forse avrei bisogno di una rilettura per afferrare le varie sfumature, non so… 

Facciamo così: intanto leggete la trama qui sotto per avere un’idea generale del libro; poi, insieme, proviamo a sbrogliare tutta la matassa dei pensieri che mi frullano per la testa.

Quando arriva alla Casa di Cenere, il ragazzo nuovo è in cerca di una cura per il male alla schiena che lo tormenta da tempo, ma anziché capitare nell’ennesima clinica si trova davanti a una dimora con le pareti di fumo e viene accolto da un gruppo di ragazzi che lo ribattezzano Sol, per Solitudine. Hanno nomi strani, come Concordia o Giustizia, e tengono in gran conto la Bontà. Sol impara a vivere con loro seguendo le regole dettate dal misterioso Direttore, di cui tutti aspettano il ritorno con ansia. Presto si accorge, però, che quella casa è l’opposto di un luogo dedicato alla cura. Non si può per alcun motivo essere malati né cercare di andarsene. Finché un giorno arriva il Dottore… “La Casa di Cenere è una storia di bambini soli e in gruppo, spaventati e coraggiosi, sottomessi e capaci di ribellarsi. Età di lettura: da 11 anni.


“Ammirò i muri che sfumavano nell’aria. Il contorno della casa si confondeva e si gonfiava mentre il vento la investiva. Il fumo vagava sopra l’erba lucida intrisa di pioggia, pervadendo il mondo dell’odore di falò”.


| LA CENERE.

La cenere è il residuo solido della combustione. In molte culture è considerata il simbolo della morte, della purificazione e della resurrezione. La cenere è anche l’elemento che ricorre costantemente in questo romanzo in modo prepotente e che lascia tanti dubbi al lettore. Dubbi che per lo più rimangono sospesi nell’aria e che rendono difficile una chiara interpretazione.

Come sapete, ci sono due tipi di scrittori: quelli che garantiscono al lettore di avere tutte le risposte a portata di mano e quelli che invece gioiscono nel lasciarlo con mille domande. Angharad Walker appartiene alla seconda categoria, perciò vi avviso: se cercate una lettura rassicurante, La Casa di Cenere non è roba per voi.

|A ME RICORDA MOLTO…

Solitudine arriva in un luogo misterioso in cui vivono dei ragazzi che non hanno mai vissuto nel mondo esterno. Ha una malattia che nessun ospedale sembra saper curare; inoltre ha un passato tragico: i suoi genitori sono morti in un incendio (che la casa di cenere sia in qualche modo collegata all’incidente?).

Tutt’intorno all’area c’è una specie di recinzione che non può essere oltrepassata (ma non ne conosciamo il motivo), sotto la casa vivono delle creature molto pericolose e il lago nella foresta ha dei poteri miracolosi.

Questi e tanti altri elementi mi hanno portato a riflettere su una cosa: all’autrice non interessa che il lettore riceva delle risposte; al contrario, la sua intenzione è quella di incuriosirlo, di trasmettergli ansia. Sicuramente è riuscita nel suo intento (io, per esempio, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine) però sono rimasto col dubbio se ci abbia presi tutti in giro.

In rete non ho letto nessuna dichiarazione in merito a un eventuale sequel; perciò, dovrei supporre che questo sia stato concepito per essere un volume autoconclusivo. Se così fosse, mi sentirei tradito perché è troppo facile tirare il sasso e nascondere la mano. Avete presente Lost, partito col botto, che di puntata in puntata aggiungeva sempre più misteri ma che poi, alla fine, ha lasciato molti telespettatori con l’amaro in bocca? Ecco, non vorrei che l’autrice avesse preso come modello di riferimento proprio la serie di J.J. Abrams!

Se questo invece fosse il primo volume di una saga ritiro tutto quello che ho detto e chapeau all’autrice per essere riuscita a creare una storia così avvincente e piena di suspence.  Come vedete, sono parecchio confuso.

Se dovessi accostare La casa di cenere a una saga per ragazzi la prima che mi viene in mente è Maze Runner – Il Labirinto di James Dashner. Anche lì ci sono dei ragazzi che vivono in un luogo misterioso, in cui non ci sono adulti e da cui non è possibile scappare, e soprattutto anche lì ci sono delle creature (se non ricordo male dei ragni giganti) che tentano di ucciderli se solo loro provano a superare il confine. Direi che la trama tra i due è molto simile, anche se c’è da dire che, almeno per quel che mi riguarda, la qualità di uno scrittore si vede dal modo in cui si approccia alla scrittura. Pur partendo da una base simile, una storia può prendere una piega diversa a seconda dello stile e dal modo di saper narrare.


“Provare a guardare oltre il giorno in cui avesse smesso di provare dolore era difficile. Ma sperava che ci fosse qualcosa lì. Una bontà.”



Tratto dalla versione inglese del libro

| COSA MI È PIACIUTO?

Ci sono tanti motivi per cui mi sento di promuovere il libro. Innanzitutto, per i protagonisti. Oltre a Solitudine, ci sono tantissimi altri ragazzi che abitano la casa di cenere e tutti con un carattere ben definito. L’autrice riesce a scavare a fondo nelle varie personalità donandogli spessore. Io mi sono molto affezionato a Indipendenza perché ha un modo tutto suo di vedere il mondo, mentre non ho ben capito la storia del Dottore (no spoiler) e i motivi che lo spingono ad agire in quel modo.

Mi è piaciuta davvero tanto l’ambientazione inquietante (stile Tim Burton): l’edificio col muro di cenere, la serra marcescente dove dormono i ragazzi, la baracca che si sposta da un luogo a un altro (perché? Lost docet!) e la casa piena di misteri non ancora esplorata.

Infine, mi sono piaciuti gli Sgusci, le creature infernali che assomigliano a dei cani e che sembrano usciti da un libro di Stephen King.

|COSA MI È PIACIUTO MENO.

Come ho detto, le domande senza risposta mi hanno fatto storcere il naso. Senza entrare troppo nel dettaglio, la storia sembra la prima stagione di un telefilm. Cosa provate quando vi appassionate a una serie televisiva e poi scoprite che ha un finale aperto? Sicuramente non vedete l’ora di vedere le altre stagioni, no? E se invece non ci sono nuove stagioni ma finisce in quel modo? Non so voi, ma in questi casi io mi arrabbio tantissimo! Spero quindi che questo sia il primo volume di una saga e che non termini davvero in questo modo. Altrimenti, sarebbe come aver sprecato una bella occasione.

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  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Ragazzi
  • Prezzo: 17.00 €
  • Pagine: 348
  • Formato libro: 21.0×13.5×2.8
  • Tipologia: CARTONATO
  • Data di uscita: 07/09/2021
  • ISBN carta: 9788817154314
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Recensione | Vichi e la profezia dell’Encyclicon, di Mattia Panduccio

“Lo so che sei buona, Vichi, ma vedi, il mio dubbio è se tu possa o meno essere l’inizio della fine”.


Per la mia iniziativa “Io leggo la Ruota”, vi presento Vichi e la profezia dell’Encyclicon, un libro fantasy per ragazzi scritto da Mattia Panduccio e edito da La Ruota Edizioni che mi ha letteralmente conquistato.


Vichi è una bambina di undici anni che vive con la sua famiglia a Genova e che frequenta la quinta elementare. Un giorno incontra un wombat, un piccolo marsupiale australiano che parla la sua stessa lingua. Com’è possibile? Vichi non fa in tempo a scoprirlo perché all’improvviso entrambi vengono travolti dall’acquapampi, una terribile ondata che li trasporta in un regno magico popolato da creature fantastiche e da animali parlanti. Ben presto la bambina scoprirà una profezia che la riguarda e capirà che proprio lei potrebbe cambiare le sorti dell’intero Regno!


In piena notte la piccola Vichi viene trasportata dalla sua cameretta in un altro mondo: il Regno popolato da uomini, animali parlanti e altre strane creature. Scoprirà che a trascinarla lì è stato l’acquapampi, un particolare fenomeno caratterizzato da violente piogge, che si è scatenato fuori stagione con l’unico intento di catapultarla lì. Con l’aiuto di un wombat e di un gufo, che diventeranno suoi amici e compagni di viaggio, riuscirà Vichi, a sconfiggere l’associazione di maghi e creature oscure denominata “Seme Nero”? La profezia contenuta nell’Encyclicon, un antico libro di magia, potrà aiutare la ragazza e i suoi compagni a capire cosa fare. Età di lettura: da 11 anni.


Ci sono tanti motivi per cui ho amato “Vichi e la profezia dell’Encyclicon”. Innanzitutto, cosa più importante, per la storia, accurata e avvincente. Se l’incipit segue quello dei grandi classici della letteratura per ragazzi quali Il Mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie (una bambina che si ritrova un mondo fantastico), procedendo con la lettura il ritmo si fa più incalzante e il romanzo acquista una propria identità.

Oltre alla trama principale, che vede Vichi impegnata a scoprire un mistero che la riguarda, ci sono altri archi narrativi secondari molto interessanti, come quello dei pirati assoldati dal Marchese Wilfred per mettere fine alla minaccia degli zombi. Una cosa che ho notato è che l’autore va spesso di fretta e stringe in poche righe dei passaggi chiave che secondo me avrebbero meritato maggiore attenzione. Per esempio, a un certo punto della storia si scopre il traditore che combutta contro il Marchese. Invece di mostrare il momento clou, la rivelazione viene fornita al lettore tramite un riassunto stringato. Trovo sia stato davvero un peccato sbrogliare la scena in quel modo. Magari l’autore avrebbe dovuto curare di più i dettagli.

Tra i cliché del fantasy più odiati dai lettori ve n’è uno in particolare che sinceramente a me non dispiace affatto: la famosa profezia che riguarda il protagonista della storia. Ora: capisco che la maggior parte dei libri abbia dei tòpoi ricorrenti che alla lunga possano annoiare, però di solito chi ama il fantasy ama anche i suoi stereotipi. E no, non è solo in Harry Potter che abbiamo l’eroe prescelto ma è proprio una peculiarità di questo genere. Credo che per un autore la cosa più importante sia il modo in cui gestisce il tutto. Se il risultato è banale e scontato beh, forse sarebbe meglio evitare di inserire qualcosa di già visto. Se invece il cliché ha un suo perché all’interno della trama, allora potrebbe essere un valore aggiunto.

Nel caso di Vichi, la profezia ha senso di esistere, in quanto è il perno su cui si sviluppa l’intera vicenda. L’autore riesce a costruire una trama solida e avvincente, tanto che sono rimasto incollato per tutto il tempo alle pagine senza mai annoiarmi.

“Azazel è stato relegato nel Regno dei morti e non può accedere al mondo dei vivi. Seme Nero ha un solo modo per liberarlo: aprire un varco tra il Regno dei morti e quello dei vivi e sostituire un’altra persona con la sua”


Un altro motivo per cui il romanzo mi ha conquistato è che al suo interno possiamo trovare una grande quantità di personaggi provenienti da vari sottogeneri del fantastico, alcuni inventati di sana pianta dall’autore. Oltre ai pirata, agli elfi, agli zombie e ai vampiri, ho amato in special modo i Biddol, dei teneriesserini tondi e pelosi che ricordano i nerini del buio del film Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki.

Uno dei miei personaggi preferiti è il gufo Pixi con il suo potere della gufata: quando crede che accadrà una determinata cosa il pennuto la dice agli altri e succede l’esatto opposto!

Per quanto riguarda la cover, all’inizio non mi aveva convinto del tutto. Per mio gusto personale, avrei preferito una bella illustrazione. Tutto sommato però non mi dispiace e la trovo adatta al target di riferimento.

In questo video vi parlo anche di Vichi!

Consiglio il libro a chi cerca un bel fantasy pieno di avventura e di buoni sentimenti. Non vedo l’ora di leggere il seguito anche perché, se non ho capito male, buona parte del secondo libro si svolgerà proprio a Genova!

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Recensione | Viola, di Maristella Occhionero

“Quando si parla di noi tre torniamo a essere sempre dei ragazzini anche se ormai abbiamo più di trent’anni. Siamo rimasti così, con la crescita bloccata a quindici anni fa, gli altri sono andati avanti e noi no”.


Hai mai avuto la sensazione di non riuscire ad andare avanti con la tua vita a causa di un avvenimento legato al tuo passato che ti blocca? Un problema mai risolto, forse, o un qualcosa di mai detto. Alle volte i ricordi sono così opprimenti che non fai altro che pensarci per tutto il giorno, mettendo da parte i tuoi affetti personali e il lavoro.

A meno che non decidi di reagire cercando di risolvere il problema alla radice, potresti rischiare di rimanere intrappolato nel tuo stesso passato.

È quello che succede a Viola, la protagonista dell’omonima novella scritta da Maristella Occhionero, titolare della casa editrice La Ruota Edizioni.


In un piccolo paese del sud Italia crescono Viola, Federico e Giorgio. Inseparabili, anche se a volte sadici e pieni di ombre, i tre ragazzi si ritrovano a crescere con alle spalle un segreto, un buco nella loro infanzia che non riescono a colmare e che li porta a non maturare mai e a non permettersi di essere felici.


Mi sono approcciato a questo libro con molta soggezione, in quanto, pubblicando con questa casa editrice, non volevo che la mia recensione risultasse una sviolinata (o, nel caso di una stroncatura, una denigrazione). Alla fine, mi sono detto: “Ma sì! Sono troppo curioso di vedere come scrive!” e così ho messo da parte le mie paranoie e ho acquistato il libro.

Ti dico subito che questo non è propriamente il mio genere preferito, visto che io leggo e recensisco libri per ragazzi e Fantasy. Ma credo che alcune volte faccia bene uscire dalla propria comfort zone e confrontarsi con altre categorie, no? E sono felice di averlo fatto, anche perché è la seconda volta che leggo una novella, cioè un romanzo breve, e ne sono rimasto piacevolmente stupito.

Molti pensano che più un romanzo è lungo più sia meritevole. Niente di più sbagliato. Ogni storia nasce e si sviluppa secondo la sensibilità di un autore. Inutile allungare il brodo se quello che si vuole raccontare può essere tranquillamente racchiuso in sessantasei pagine, no? Certo, ci sono i lettori che amano lo stile prolisso, le lunghe descrizioni, che non si accontentano di andare subito al nocciolo della questione. Ma forse è proprio questo il bello della letteratura: ognuno può indossare il libro che più gli si addice.


“Io e lui ci crogioliamo un altro po’ nella fine della nostra relazione, forse prima o poi ognuno prenderà la propria strada, o resisteremo a questo momento. Forse ho paura di entrambe le cose”.



Viola, Federico e Giorgio si ritrovano dopo tanti anni per cercare di sbrogliare i nodi di un passato scomodo che torna prepotentemente a galla. I tre amici d’infanzia, accomunati da un senso di colpa per un segreto mai del tutto svelato, vivono le loro vite a metà, insoddisfatti e con un peso sul cuore che continua a tormentarli. Viola, in particolare, non riesce a troncare una relazione ormai stantia, per paura forse di ritrovarsi di nuovo da sola e di dover ricominciare tutto da zero.

Uno dei temi portanti di questo racconto è il sentirsi incompleti. Tutti noi andiamo alla ricerca di quel piccolo particolare che riesca a farci chiudere il cerchio e a farci dire “Ecco, ora sì che mi sento soddisfatto”. Nel mentre, tendiamo ad accontentarci della quotidianità, a legarci agli altri solo per cercare di andare avanti, pur sapendo che dentro di noi continuiamo ad avere quel vuoto che aspetta soltanto di essere riempito. Alle volte è nel presente che si trova quel particolare (magari in una promozione inaspettata, nella nascita di un figlio, nella scoperta di un talento che non pensavi di possedere), altre volte, invece, è da ricercarsi nel passato. Nel caso dei tre ragazzi, nel loro paese di origine, nel Sud Italia.

“È solo che non siamo capaci di amare. Tutti e tre.”


Lo stile dell’autrice è asciutto e preciso. Ho apprezzato molto la scelta di far parlare i suoi protagonisti in modo non artefatto (“Ma ti sei scemmunito? A fare che, a casa di quella matta?”) per rimarcare ancora di più la loro appartenenza a un determinato luogo.

Quello che mi ha dato il libro è un senso di dispiacere. Anche io, come i tre ragazzi, spesso rimpiango alcune questioni irrisolte. Forse, se avessi avuto il coraggio di fare i conti con il mio passato, adesso sarei un uomo diverso, chi lo sa.

Per Viola, il tempo si è fermato a quell’estate di tanti anni fa. La sua più grande colpa è stata quella di voltare le spalle alle cose che non andavano, di voler proteggere a tutti i costi l’immagine che aveva dei suoi amici e di se stessa. Ma è giunto il momento anche per lei di far pace con il passato, anche a costo di soffrire. Siamo sempre in tempo per sistemare le cose che non vanno e per trovare quel piccolo particolare che ci faccia di nuovo stare in pace con noi stessi.


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Recensione | Una Storia di Stregoneria, di Chris Colfer

“La paura porta alla perdita di fiducia, la mancanza di fiducia porta a commettere errori, gli errori portano la disapprovazione e la disapprovazione porta alla rovina”

| NON DARE MAI NULLA PER SCONTATO.

Secondo te si può essere prevenuti su un libro e poi cambiare idea dopo averlo letto? Quando una cosa non piace in partenza hai voglia a cambiare opinione! Col tempo invece ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato (tranne forse i libri scritti dagli influencer) e che un libro che pensavi non ti sarebbe mai piaciuto può diventare il tuo preferito.

Mi è successo di recente con Una storia di stregoneria, il fantasy per ragazzi scritto da Chris Colfer e edito da Rizzoli, che ringrazio per la collaborazione.

Anche se il genere mi piace, ho sempre avuto timore di approcciarmi ai libri di questo autore… ma non per quello che pensi tu! Siccome il discorso è lungo, ti spiegherò meglio dopo aver letto insieme la quarta di copertina.

Una storia di stregoneria Copertina rigida – 15 giugno 2021

di Chris Colfer (Autore), Brandon Dorman (Illustratore), Tommaso Varvello (Traduttore)

Brystal e i suoi amici hanno salvato i regni dalla minaccia della Regina dei Ghiacci e sono riusciti a far accettare la comunità magica in tutto il mondo. Potrebbero finalmente concedersi di festeggiare, ma quando una strega misteriosa dal nome di Lady Mara arriva all’accademia, tutto cambia all’improvviso. Lady Mara comincia a reclutare fate per la sua scuola di stregoneria rivale, con intenzioni tutt’altro che benevole… Molto presto l’amica di Brystal, Lucy, rimane intrappolata in un complotto oscuro che minaccia di sterminare l’umanità. In giro per il mondo, la pace faticosamente acquisita sta per sgretolarsi e la rabbia per la legalizzazione della magia si sta diffondendo di nuovo in tutti i regni a causa delle menzogne diffuse da un pericoloso clan, noto come la Fratellanza Virtuosa. L’obiettivo è chiaro: sterminare ogni forma di vita magica, a cominciare da Brystal… Età di lettura: da 10 anni


| CHE BRUTTI I PREGIUDIZI!

Si tratta del secondo volume di una saga iniziata con Una storia di magia, ambientata decenni prima gli eventi raccontati nei cinque libri che compongono La Terra delle Storie. Pur sapendo che questa serie è molto amata dai lettori fantasy di tutto il mondo, sono sempre stato poco convinto a iniziarla per via del nome dell’autore.

Oltre a essere un lettore, sono anche un grande appassionato di telefilm. Uno dei miei preferiti è Glee, trasmesso dal 2009 al 2015. È una serie musicale americana in cui gli attori, oltre a recitare, cantano pure. In Glee, Chris Colfer impersona Kurt Hummel, un ragazzo gay esuberante e dal timbro cristallino. Ho amato così tanto l’interpretazione che l’attore ha dato al suo personaggio che per me era impensabile che fosse credibile anche nei panni di scrittore. “Chissà”, pensavo, “magari è uno di quei personaggi famosi che viene pubblicato grazie alla sua popolarità!”. Perciò, per non rimanere deluso, l’ho sempre evitato. Grande maturità, eh?

Poi, un giorno, arriva il corriere. Non aspettando pacchi, sono stato davvero sorpreso di riceverne uno dalla Rizzoli, la casa editrice per la quale in passato ho recensito Gli Inadottabili, i due volumi di Jack Bennet e Come le cicale. Quando ho visto che si trattava del fantasy di Chris Colfer sono stato felice e al tempo preoccupato. Felice perché, sotto sotto, volevo tanto iniziare a leggere questa saga. Preoccupato perché, arrivato a questo punto, non potevo più tirarmi indietro. L’ho visto come un segno del destino e così ho fatto il grande passo.

Non sono mai stato così felice di ricredermi! Ho amato ogni singola pagina del libro. Anche se si tratta di un secondo volume si fa leggere che è un piacere. Senza il regalo inaspettato della Rizzoli probabilmente il mio pregiudizio non mi avrebbe permesso di conoscere uno scrittore bravissimo e meritevole. Tra l’altro, adesso ho intenzione di recuperare anche tutti gli altri libri!

“L’umanità poteva anche aver dimenticato gli orrori della storia, ma Brystal non sarebbe mai riuscita a cancellare il ricordo di quello che avevano fatto alle streghe e alle fate come lei in passato. E non sarebbe mai riuscita a perdonarli.”


| COSA HA DI SPECIALE QUESTO LIBRO?

Innanzitutto, è scritto bene. Lo stile di Colfer è semplice, simpatico e carico di buone intenzioni. Mi ha ricordato molto la saga di Fairy Oak dell’italianissima Elisabetta Gnone, e se l’hai letta anche tu capirai bene il perché. Inoltre, sono sicuro che tra le fonti di ispirazione dello scrittore ci sia anche Le Cronache di Narnia, perché come tipo di narrazione è molto simile. Colfer sembra conoscere bene il suo pubblico e sforna un libro che, per il target di riferimento, è pressoché perfetto. Ci vedrei bene un film di animazione, o una serie televisiva.

Come in ogni storia per ragazzi, ci sono sia i buoni che i cattivi (e anche una via di mezzo). Nei buoni troviamo ovviamente la comunità magica con a capo Brystal Evergreen, la protagonista che si fa carico dei problemi di tutti (anche se io, a dir la verità, l’ho trovata un po’ noiosetta e ho preferito di gran lunga la sua amica combinaguai Lucy) mentre nei cattivi troviamo la Fratellanza Virtuosa, il cui compito è molto semplice: sterminare ogni forma di vita umana.

Se la trama è abbastanza semplice è comunque bello appassionarsi ai vari personaggi fatati e seguirli grazie alla mappa a doppia pagina che troviamo all’inizio del libro (a proposito, che belle le mappe nei fantasy!)

È un libro che si fa leggere con piacere e che stuzzica la curiosità di scoprire cosa succederà nel prossimo volume.

“Alcuni di noi non vogliono essere normali, dico bene? Alcuni di noi sono nati con il forte desiderio di essere diversi. Alcuni di noi preferiscono le cose strane e inusuali a quelle sicure e prevedibili.”

Fandom

| CAMBIARE SÉ STESSI:

Brystal è così concentrata a cambiare il mondo che si è dimenticata di cambiare sé stessa. A un certo punto si rende conto che gli altri la amano per una qualità che lei è sempre stata abituata a nascondere: la magia. E anche se adesso sa di non avere nulla di cui vergognarsi nel profondo del cuore prova ancora quel sentimento.

Quanti di noi si fingono diversi di fronte agli altri per paura di un giudizio o perché proviamo imbarazzo? Ci caliamo così tanto nella parte che scartiamo a priori l’ipotesi che gli altri possano accettarsi così come siamo, senza problemi.

Anche Lucy, una fata in carne e all’apparenza molto estroversa, in realtà nasconde un cuore fragile. Non si sente accettata da nessuno e a un certo punto della storia si allontana dalle sue amiche fate per unirsi alla comunità delle Streghe.

Credo che questo tema possa essere d’aiuto per tutti quei lettori che si sentono un po’ confusi e che non hanno nessuno con cui parlare.

Ho parlato del libro anche su YouTube!

Il messaggio di questo libro è molto importante: una persona, con un suo gesto, può cambiare la vita di molte. Se ci pensi, spesso noi facciamo delle cose senza pensare che potremmo essere fonte di ispirazione per qualcun altro. Se una nostra azione portasse anche una sola persona a impegnarsi e a migliorare la sua vita, non sarebbe una cosa bellissima? Io sono sicuro di sì. E spero tanto che con questo libro Chris Colfer possa ispirare tantissimi giovani lettori. Con me c’è riuscito.


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Recensione | Biblion, di Merilù Lanziani

“Ci vanno impegno e pazienza per scrivere un buon libro, non è mica una passeggiata.”

| CHI SCRIVE LA NOSTRA STORIA?

Cosa fareste se vi fosse data la possibilità di scrivere il destino di ogni abitante della terra? Accettereste, bramosi di potere, o avreste il timore di non essere all’altezza?

Gli scrittori possono disporre della vita dei loro personaggi come più desiderano, determinando le loro scelte in base al loro piacere personale. Nessuno però si è mai spinto oltre. Nessuno ha mai giocato con la vita degli esseri umani. Perlomeno, è quello che ho creduto finora.

Immagina che alla tua morte ti sia data una seconda possibilità. Un’occasione unica, irripetibile, concessa solo a pochi eletti: quella di diventare un Esordiente di Biblion, e di poter scrivere la vita di chiunque stia per nascere sulla Terra, affiancando il dio-scrittore, l’Ingobbito, nel decretare i destini dell’intera umanità. Chiudi gli occhi. Riesci ad accarezzare l’idea? Dimmi, non ti senti mancare il fiato? E ora immagina, ancora: una cattedrale di romanzi senza fine, con migliaia di scaffalature, ascensori dorati, volumi polverosi e stanze suggestive quanto segrete, in cui s’innalzano in volo libri alati, draghi di carta e getti d’inchiostro multicolore…Questa è Biblion, la Biblioteca Universale. E al suo interno, tra misteri, omicidi e storie di sangue, tutti gli indizi portano a un’unica, grande domanda: chi sta scrivendo davvero la tua storia?


|LA POTENZA NARRATIVA.

Alcuni scrittori hanno il dono di saper dar vita a personaggi così memorabili e sfaccettati che a noi lettori appaiono quasi reali. Sapete che da piccolino ero convinto che Sherlock Holmes fosse davvero esistito e che d’Artagnan fosse stato realmente un cavaliere francese? Quanti di voi si sono chiesti se, nella saga de L’amica Geniale, l’autrice stesse raccontando una storia fittizia o un’autobiografia?

La potenza narrativa è quella capacità di far credere a noi lettori che il libro che stiamo leggendo risulti vero.

La stessa sensazione l’ho provata leggendo il libro di Merilù Lanziani, una valida autrice      self-published. Durante la lettura di Biblion mi sono spesso dimenticato di essere seduto sul balcone di casa (con questo caldo è l’unico posto dove ancora  si può leggere, quando non picchia il sole) e non ho neanche fatto caso al vociare dei bambini in cortile o al rumore delle macchine in strada, tanto ero immerso nella storia complicata di Arianna Hiemis e di Altair. Sembrava di vederli davanti a me, mentre discutevano su cosa dire a Rastaban o a pensare a come diventare i preferiti dell’Ingobbito. La scrittura di Merilù, così articolata e pregevole, ci fa dimenticare del mondo che ci circonda e ci trasporta in una storia dove i protagonisti sono degli scrittori con tanta voglia di emergere.

“Siamo stati convocati a Biblion per questo, no? Scrivere. Io desidero farlo, qualsiasi sia il prezzo da pagare.”


| SE LA SCRITTURA DIVENTA BRAMA DI POTERE.

Mi è piaciuta molto l’idea del parallelismo che intercorre tra i protagonisti del libro di Merilù, chiamati Esordienti, tutti ambiziosi e affamati di gloria, e gli autori emergenti della vita reale, che, a essere sincero, spesso non sono da meno. Essendo anche io uno scrittore emergente so quanto sia difficile riuscire a crearsi una reputazione in editoria senza sgomitare e senza sotterfugi. Alcuni ci riescono, per fortuna, ma molti rimangono nell’anonimato, ignorati dai lettori. Chi ha l’ossessione di diventare uno scrittore di successo non ci pensa due volte a fare carte false pur di raggiungere lo scopo. Chi è troppo sicuro di sé non si accontenta di quello che ha, ma vuole sempre di più. E questo è quello che succede anche a Biblion, la Biblioteca Universale dove vengono spediti gli scrittori più ambiziosi dopo il loro trapasso e che racchiude la storia della vita di ogni singola persona che sia mai esistita e mai esisterà sulla Terra. Il compito degli Esordienti è quello di scrivere la vita delle persone sulla terra, dalla loro nascita alla loro fine. Sono loro, dunque, coloro che determinano le nostre azioni. Noi non abbiamo libero arbitrio, in quanto il nostro destino è già scritto e non c’è niente che possiamo fare per cambiarlo.

Questo tema mi affascina molto perché anche io spesso mi sono chiesto se la nostra vita sia stata già decisa in partenza da qualcuno un po’ più in alto di noi, o se abbiamo la possibilità di cambiare il corso degli eventi in base alle nostre scelte.

Cosa succederebbe però se gli autori di Biblion      decidessero di ribellarsi e di modificare questo meccanismo?


| UN LIBRO IMPEGNATIVO.

Vi dico la verità: per quanto la storia sia intrigante e ben scritta, ho fatto fatica a leggere il libro, non tanto per la sua mole, quattrocento pagine, ma per la scelta dell’impaginazione. Secondo me l’autrice avrebbe dovuto far respirare le pagine, magari impostando i margini in un altro modo, perché leggendolo ho provato un senso di soffocamento. Troppo fitte, troppo piene. Presumo però che quella che ho ricevuto io sia solo una copia campione (anche perché non ho trovato il prezzo da nessuna parte…) per cui dovrei chiedere maggiori      informazioni all’autrice. In caso il romanzo in vendita non abbia questo problema, saltate pure questa mia puntualizzazione.

Dicevo, ho fatto un po’ di fatica a leggerlo in tempi brevi ma non mi sono fatto scoraggiare e alla fine posso dire che ne sia valsa la pena. Credo che Biblion sia un romanzo che tutti gli amanti dei libri dovrebbero leggere. Oltre a essere scritto in modo forbito e senza alcun errore ortografico, la trama è originale e ambiziosa.

“Se un tuo libro è veramente lodevole, l’Ingobbito ti attribuirà una tiratura elevata, ma se si rivela banale la tiratura sarà bassissima o nulla”.


| UNA SCELTA CORAGGIOSA.

La protagonista è antipatica. Non trovo altri termini adatti per descriverla. Arrivista e arrogante, Camelia non si fa problemi ad auto-proclamarsi la più brava scrittrice di tutta Biblion e pretende che anche gli altri si accorgano del suo “indiscutibile” talento. All’inizio mi sono anche chiesto come mai Merilù abbia scelto di dar vita a un personaggio così detestabile. Di solito, i lettori tendono a simpatizzare coi protagonisti dei romanzi, no? Mentre così è un po’ come darsi la zappa sui piedi! Andando avanti con la storia, però, ho compreso a poco a poco il perché di questa scelta. Con Camelia, l’autrice è riuscita a creare un personaggio realistico, con un carattere a tutto tondo, ben definito, che puoi amare o non amare. Quanti di voi hanno incontrato delle persone che a pelle non vi hanno suscitano simpatia? Potete prenderne le distanze, accettarle così come sono, ma sicuramente non potete cambiare il loro carattere!

Quanti di voi si sentono superiori ad altri, pensano cattiverie sui colleghi o non sono sicuri neanche di loro stessi? Molti, immagino. Siamo tutti diversi gli uni dagli altri ed è giusto che sia così. Quindi perché un’autrice dovrebbe snaturare un suo personaggio solo per andare incontro al gusto dei lettori? Sarebbe un gesto estremamente egoista, innanzitutto per lei − che così si ritroverebbe con un personaggio artefatto − ma soprattutto per noi lettori, che leggeremmo solo quello che ci fa comodo.

Sono quindi soddisfatto di aver potuto conoscere un personaggio così sfaccettato e antipatico perché me lo ha reso umano. Alla fine, una parte di Camelia mi è rimasta dentro, sono riuscita a capirla.


| Credo che il libro non sia di facile collocazione. È troppo elaborato e maturo per poter essere definito un semplice libro per ragazzi. Non che i giovani siamo limitati, eh? Non fraintendetemi. Credo che in questo caso il tipo di scrittura, la complessità della trama e l’intenzione di fondo non si presti a quel pubblico specifico (poi ovviamente non c’è un’età specifica per leggere cosa si vuole). Penso però che Biblion possa essere apprezzato maggiormente dagli adulti e da coloro che hanno provato a scrivere un romanzo o hanno intenzione di farlo.

Ringrazio di cuore Merilù Lanziani per avermi fatto conoscere la sua scrittura. Mi aveva già sorpreso con La Figlia delle Fate, ma con questo libro si è superata. Non vedo l’ora di poter leggere qualcos’altro di suo.

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Tuffiamoci nei libri per ragazzi | Consigli per l’estate 2021

Dite la verità: non vedevate l’ora che la scuola finisse per mettervi il costume da bagno e correre a mare dai vostri amici, vero? Ok, dai, ve lo meritate! Dopo mesi di DAD e di mascherine asfissianti, è tempo anche per voi di rilassarvi e di godervi appieno la calura estiva.

Avete già pensato dove andrete in vacanza? Siete tipi più da mare o da montagna? Ad essere sincero, io non amo molto il mare perché soffro terribilmente il caldo, però mi piace andare nei parchi e sdraiarmi all’ombra di grandi alberi per leggere valanghe di libri e fumetti.

Se anche voi volete approfittare del tempo libero per farvi una scorpacciata di romanzi, ecco i miei consigli estivi. Come sempre, vi anticipo che questa lista è puramente personale, perciò non esaustiva. Inoltre, tra i titoli presenti, c’è anche il mio libro uscito da poco (ebbene sì, oltre a essere un bookblogger sono anche uno scrittore!)

Fatemi sapere se avete già letto qualche titolo e quale attendete con impazienza!


Una storia di stregoneria | Copertina rigida – 15 giugno 2021

di Chris Colfer (Autore), Brandon Dorman (Illustratore), Tommaso Varvello (Traduttore)

Casa editrice: Rizzoli

Brystal e i suoi amici hanno salvato i regni dalla minaccia della Regina dei Ghiacci e sono riusciti a far accettare la comunità magica in tutto il mondo. Potrebbero finalmente concedersi di festeggiare, ma quando una strega misteriosa dal nome di Lady Mara arriva all’accademia, tutto cambia all’improvviso. Lady Mara comincia a reclutare fate per la sua scuola di stregoneria rivale, con intenzioni tutt’altro che benevole… Molto presto l’amica di Brystal, Lucy, rimane intrappolata in un complotto oscuro che minaccia di sterminare l’umanità. In giro per il mondo, la pace faticosamente acquisita sta per sgretolarsi e la rabbia per la legalizzazione della magia si sta diffondendo di nuovo in tutti i regni a causa delle menzogne diffuse da un pericoloso clan, noto come la Fratellanza Virtuosa. L’obiettivo è chiaro: sterminare ogni forma di vita magica, a cominciare da Brystal… Età di lettura: da 10 anni


Anna di Avonlea. Anna dai capelli rossi | Copertina rigida – 15 giugno 2021

di Lucy Maud Montgomery (Autore), Maria Luisa Righi (Traduttore)

Casa editrice: De Agostini

È passato qualche anno dall’arrivo di Anna dai Capelli Rossi nella fattoria di Green Gables, e le sue avventure continuano. Ora la ragazza è più grande e matura, ma di certo non meno sorridente o sognatrice di prima. Ha deciso di seguire il cuore e diventare una maestra di scuola. Il suo percorso però si rivela meno lineare del previsto e le riserva una scelta tanto difficile quanto improvvisa. Quando tutto inizia a cambiare, Anna sarà disposta a lanciarsi verso l’ignoto, o preferirà restare nel luogo tranquillo che l’ha accolta diventando la sua famiglia? Età di lettura: da 10 anni.


Quando diventammo streghe | Copertina flessibile – 17 giugno 2021

di Sabina Colloredo (Autore), Fabio Visintin (Illustratore)

Casa Editrice: Gallucci

Franchetta vaga da una città all’altra, nell’Europa del Cinquecento, al seguito di sua madre Lucetta, una famosa guaritrice in fuga dall’Inquisizione. Quando il suo destino si incrocia con quello di Devina, scopre finalmente il valore dell’amicizia e comincia a chiedersi chi vorrebbe diventare. Dal primo innamoramento all’esperienza del sabba, le due ragazze condividono un percorso di crescita che le porterà alla scelta di essere libere e indipendenti. Ma Devina ha un lato oscuro e distruttivo, che a volte degenera nella stregoneria e che travolge chiunque le stia vicino…


Il collegio stregato. L’acciuffasogni | Copertina flessibile – 17 Giugno 2021

di Cassandra O’Donnell (Autore), Jean-Mathias Xavier (Illustratore), Serena Tardioli (Traduttore)

Casa editrice: Gallucci

Per tredici anni Emma è riuscita a tenere nascosti i suoi poteri, fino al giorno in cui riceve una lettera di iscrizione alla Scuola dei Bambini Speciali. La ragazza non ha scelta, deve andare in quello strano collegio che cela terribili segreti. Emma entra così in un mondo oscuro e sconosciuto, popolato di mostri e demoni. Un mondo che dovrà affrontare, se vuole sopravvivere.


Viaggio al centro della terra. Ediz. ad alta leggibilità | Copertina rigida – 22 giugno 2021

di Jules Verne (Autore), Giulia Dragone (Illustratore),

Casa editrice: Il Battello a Vapore

Eravamo realmente imprigionati in una cava immensa. Non si poteva misurare la sua larghezza perché la riva andava allargandosi a perdita d’occhio, né la sua lunghezza perché lo sguardo si fermava a una linea d’orizzonte un po’ indecisa. Quanto alla sua altezza, poteva raggiungere parecchie leghe. La parola “caverna” non serve bene a descrivere questo luogo smisurato. Ma le parole della lingua umana non possono bastare a chi si avventura negli abissi del globo. I classici più amati della letteratura per ragazzi in edizione integrale e, per la prima volta, a leggibilità facilitata. Perché le grandi storie sono di tutti i lettori. Età di lettura: da 9 anni.

La bottega degli incubi. Cercasi apprendista senza paura. Ediz. a colori | Copertina flessibile – Illustrato, 24 giugno 2021

di Magdalena Hai (Autore), Teemu Juhani (Illustratore), Elena Entradi (Traduttore)

Casa editrice: Terre di mezzo editore

Nora vorrebbe tanto una bicicletta, ma non ha i soldi per comprarsela. Per fortuna la “Bottega degli incubi” vicino a casa sta proprio cercando un aiutante! La bimba varca la soglia e, tra ragnatele e merci da brivido, sente riecheggiare un rumore sinistro: è una risata o un grido d’aiuto? Nora è pronta a scoprirlo! Età di lettura: da 6 anni.


La grande enciclopedia degli oceani Copertina rigida – Illustrato, 24 giugno 2021

Casa editrice: Gribaudo

Le illustrazioni ricostruite in computer grafica rivelano gli abissi marini come non li hai mai visti prima. Scopri come si formano le onde più alte, perché si vericano gli tsunami e il modo in cui le correnti marine fanno circolare l’acqua per tutto il pianeta. Incontra squali, tartarughe, balene e molti altri animali. Impara come le diverse creature che popolano le coste e le profondità marine cacciano, si riproducono e lottano per la sopravvivenza. Conosci i modi in cui il mare può fornirci energia, e come l’inquinamento e i cambiamenti climatici stiano mettendo a repentaglio l’esistenza di molti esemplari che abitano gli oceani. Età di lettura: da 8 anni.


Storia di Mila | Copertina flessibile – 24 giugno 2021

di Matteo Strukul (Autore), Alessandro Pugiotto (Illustratore)

Casa Editrice: Solferino

Mila ha undici anni e vive insieme ai nonni Gastone e Maria sull’Altopiano dei Sette Comuni. Ama vivere a contatto con la natura, aiutare il nonno a spaccare la legna e la nonna a preparare gli gnocchi. A scuola la conoscono tutti, non solo per le sue treccine rosse come il fuoco, ma anche per il caratterino deciso e l’insofferenza a qualsiasi sopruso. Mila non si ferma davanti a niente, neanche di fronte a Ganassa, un ragazzino più grande che non perde occasione per tormentare lei e la sua amica Cate. Come se non bastasse, a complicarle la vita ci si mette anche un animale che sembra far strage di galline, contro il quale alcuni abitanti del paese scatenano una caccia spietata. Quando una notte Mila sente dei rumori sospetti nel pollaio, scopre un intruso: una cucciola di lupo affamata e ferita a una zampa. Possibile sia questa la belva feroce che tutti stanno cercando? Senza pensarci due volte la ragazza decide di proteggerla, nascondendola, e le dà un nome: Selva. Riuscirà a salvare la vita della nuova amica e ad affrontare il gruppo di bulli, vincendo la solitudine del bosco e l’ira dei cacciatori privati della loro preda? Troverà il coraggio di battersi per ciò in cui crede? Età di lettura: da 8 anni.


Sir Blake e la maledizione dell’Elfo Oscuro | Copertina flessibile – 25 giugno 2021

di Lorenzo Iero (Autore), Stefano Signorotti (Illustratore)

Casa Editrice: La Ruota Edizioni

Sul Regno dei Sidhe incombe una terribile minaccia: le Fate Maligne, esiliate dalla fata Morgana per i crimini da loro commessi in passato, sono tornate e covano vendetta. Saranno Blake e i suoi amici a dover proteggere il Piccolo Popolo dalle loro grinfie. Tra corse contro il tempo, tradimenti e scoperte sconvolgenti, continua la saga ambientata in un Galles popolato da draghi, elfi, folletti e altre creature fantastiche. Nuove, incredibili avventure in compagnia di Blake e dei suoi amici vi attendono. Età di lettura: da 12 anni.


Bob. La straordinaria avventura di due (improbabili) amici Copertina rigida – 29 giugno 2021

di Wendy Mass (Autore), Rebecca Stead (Autore), Ilaria Urbinati (Illustratore), Tania Spagnoli (Traduttore)

Casa editrice: DeA

Quando Livy fa ritorno da nonna Nicholas, in Australia, niente è come si aspettava. Non riesce a ricordare quasi nulla del tempo trascorso insieme, cinque anni prima. Tranne una cosa. La gallina strana della nonna. Quella bizzarra, quella che in fondo non era nemmeno del tutto una gallina. Ma Livy è l’unica ad averne memoria, a nonna Nicholas non pare di aver mai avuto strane galline nel suo orto. Poi Livy apre la porta della sua vecchia cameretta. Fa un passo avanti. Apre la porta del suo vecchio armadio… E a quel punto fa un balzo indietro, perché davanti a lei c’è una gallina verdognola che assomiglia a uno zombie: «Ce ne hai messo di tempo a tornare!». La gallina si chiama Bob. E il suo è solo un travestimento, non è una vera gallina. Ma allora che cos’è? Da dove viene? E perché ha aspettato Livy in quell’armadio per cinque anni? La ragazzina non ne ha idea, ma insieme al suo nuovo, eccentrico e scoppiettante amico è pronta a scoprirlo. Una storia di amicizia, un’avventura fantastica che tocca le corde del cuore. Età di lettura: da 8 anni.


Come vendere la tua famiglia agli alieni | Copertina rigida – 1 luglio 2021

di Paul Noth (Autore), Maria Laura Capobianco (Traduttore)

Casa Editrice: Gallucci

Prima di giudicare male Happy Conklin per questa idea bislacca, dovete sapere alcune cose: Suo padre Hap è un geniale inventore e tutti i suoi figli sono stati sottoposti agli esperimenti più strambi. Il risultato? Happy è conosciuto anche come “barbutello” perché è l’unico ragazzino di dieci anni costretto a radersi tre volte al giorno. Happy ha cinque sorelle. E, considerate le loro stranezze, essere un ragazzino barbuto non è poi così male. E poi, Happy ha una nonna. Ma dicendo “nonna” non immaginatevi il tipo di nonna che cucina biscotti. Questa è una vera tiranna che costringe la famiglia a vivere nel seminterrato della sua villa. Quindi, be’, Happy non voleva vendere tutta la sua famiglia agli alieni… solo la nonna! Ma adesso che c’è stato questo piccolo errore… dovrà rischiare tutto in un’incredibile avventura intergalattica per riportarli indietro. (Tutti tranne la nonna, forse…). Età di lettura: da 10 anni.


Lo zoo di pietra. I diari di Cerise (Vol. 1) | Copertina rigida – 6 luglio 2021

di Joris Chamblain (Autore), Aurélie Neyret (Autore), Vania Vitali (Traduttore)

Casa Editrice: Mondadori

Cerise ha dieci anni, un sogno – diventare una scrittrice di romanzi – e un trucco per riuscire a realizzarlo – osservare le persone, immaginare la loro vita, i loro segreti. Per incoraggiarla, la mamma le regala un diario e, insieme alle sue due migliori amiche, Cerise allestisce un angolo segreto da cui poter studiare il mondo: una capanna sull’albero. Ed è proprio da lassù che un giorno vede uscire dal bosco un uomo tutto ricoperto di pittura colorata. Chi è quel Signor Mistero? Come ogni buon detective, Cerise raccoglie indizi che la porteranno di fronte a un muro che taglia a metà il bosco. Quello che scoprirà vivere là dietro sarà un mondo abbandonato, ma meraviglioso; un giardino senza tempo, in attesa di qualcuno che lo riporti in vita. Abbiamo tutti un segreto nascosto in fondo a noi, che non si dice, ma che fa di noi ciò che siamo. Età di lettura: da 10 anni.


D’amore e altre tempeste | Copertina rigida – 8 luglio 2021

di Annette Herzog (Autore), Katrine Clante (Autore), Rasmus Bregnhoi (Illustratore)

Casa Editrice: Sinnos

Viola ama Storm ma non è per nulla sicura che anche lui sia innamorato di lei. Anche Storm ama Viola e lui non è sicuro di essere adeguato alle aspettative. E se poi fa la figura dello scemo? Tra ironia e delicatezza, un libro che racconta senza falsi pudori e con molta acutezza, la fase dell’innamoramento, della scoperta del proprio corpo, del desiderio, dell’amore. Età di lettura: da 12 anni.


Mystery game. Delitto a Valnebbiosa | Copertina rigida – 13 luglio 2021

di Luca Tebaldi (Autore), Francesca Rizzato (Illustratore)

Casa Editrice: Edizioni EL

Un libro di narrativa illustrato per bambini dai 9 anni appassionati di misteri e avventure che dovranno risolvere un giallo come dei veri detective. Una storia accompagnata da quiz per immergersi completamente nel racconto e cercare di sbrogliare le trame di un delitto. Un libro per mettersi alla prova con intuito e memoria. Tre ragazzi si preparano a trascorrere insieme una splendida vacanza. Durante una gita in bici, però, assistono a un delitto e, un po’ per curiosità, un po’ loro malgrado, si ritrovano coinvolti nelle indagini… Ma non saranno soli: anche il lettore dovrà seguire la storia con attenzione, fare appello al suo intuito e alla sua memoria e risolvere con loro l’intricato mistero di Valnebbiosa! Età di lettura: da 9 anni.



E questo è tutto. Come sempre, se avete qualche altro titolo da consigliare lasciate pure un messaggio. Vi auguro di passare una bella estate!

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Recensione | Come le cicale, di Fiore Manni

Teresa non sapeva dire quando sarebbe cresciuta, o meglio, quando avrebbe iniziato a crescere davvero.


Estate: sei calda come i baci che ho perduto, sei piena di un amore che è passato, che il cuore mio vorrebbe cancellar”. Se dovessi descrivervi Come le cicale attraverso il testo di una canzone, sceglierei sicuramente quella di Bruno Martino per la sua romantica malinconia.

Cos’è per voi l’estate? Per me è una vecchia auto che sfreccia tra campi gialli e l’erba bruciata dal sole. Dopo aver finito di leggere il nuovo libro di Fiore Manni edito da Rizzoli, mi sono preso del tempo prima di parlarvene. Non perché avessi difficoltà a farlo, anzi, è stata una lettura molto piacevole, ma volevo tenere un po’ per me tutte le emozioni che ho provato. Adesso sono pronto a condividerle con voi, ovviamente dopo aver letto insieme la quarta di copertina.


Il primo anno delle medie è terminato, eppure Teresa si sente ancora una bambina, con i capelli sempre arruffati e le ginocchia perennemente sbucciate. È come se fosse rimasta indietro. E quando arriva alla casa al mare dove ogni anno trascorre le vacanze, scopre con stupore e tristezza che anche lì è destinata a sentirsi quella fuori posto, inadeguata: le compagne di gioco di una vita ora sono interessate solo allo smalto e ai ragazzi, il rapporto con il suo migliore amico è improvvisamente complicato, e tutti sembrano essere cresciuti tranne lei. Dov’è la sfavillante Terry, la versione di sé sicura e matura, che aspetta da tempo?, si chiede ogni giorno guardandosi allo specchio. Ma proprio quando Teresa si è ormai rassegnata a trascorrere un’estate terribile, ecco comparire Agata. Dolce e forte al tempo stesso, sincera, gentile e bellissima, conquista subito l’affetto e la simpatia di Teresa. E molto più: le fa battere forte il cuore, sudare le mani, sognare il primo bacio… Un romanzo che con delicatezza e sincerità cattura la protagonista proprio mentre si trasforma e si cerca, divisa tra la paura di conoscersi e il desiderio fortissimo di emozionarsi.

  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: Ragazzi
  • Prezzo: 16.00 €
  • Pagine: 156
  • Formato libro: 21.0×13.5×1.2
  • Tipologia: CARTONATO
  • Data di uscita: 25/05/2021
  • ISBN carta: 9788817156233

Sapete cos’è un romanzo di formazione? È un genere letterario che riguarda l’evoluzione del protagonista verso la maturazione attraverso le sue esperienze, i suoi errori e i suoi traguardi. Per lo più viene associato ai libri per ragazzi (Pinocchio, Cuore, Harry Potter) in quanto sono i giovani coloro che traggono più beneficio dalla lettura.

Come le cicale è un romanzo di formazione in piena regola che riesce a parlare in modo diretto al cuore dei lettori, riuscendo a superare la barriera dell’età. Definirlo un romanzo per bambini sarebbe riduttivo. Secondo me, alcuni libri vanno oltre la gabbia del target di appartenenza, un po’ come Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie (chi di voi non li ha letti anche da adulti?) divenendo dei romanzi evergreen, senza tempo.

Foto di Simon Berger da Pexels

Con questo libro, Fiore Manni dà un importante messaggio a tutti i ragazzi che la seguono: amare qualcuno, indipendentemente dal genere di appartenenza, non è qualcosa di sbagliato, anzi, è qualcosa che ci fa stare bene. E lo fa attraverso la storia di Teresa, un’adolescente alle prese con il primo batticuore. Chi di noi non è mai stato curioso di provare quell’emozione che tutti chiamano “amore”? Baciare qualcuno, toccarlo, passarci un po’ di tempo insieme. È una cosa naturale, che gli adolescenti vivono con trasporto e confusione.


Ora non aveva nessuna fretta di arrivare. Voleva stare così, accanto alla sua nuova amica, perché Agata la faceva sentire come se fosse già nel posto giusto.


Ambientato negli anni ’90, Come le Cicale ha il potere di rievocare ricordi sopiti nel tempo. Anche io, proprio come la protagonista, ho vissuto delle estati indimenticabili in un campeggio in Calabria ospite da un amico. Lì ho conosciuto persone che sento tuttora e ho vissuto la mia prima, sdolcinata cotta per una ragazzina (a proposito, chissà che fine avrà fatto?). A ben pensarci, se mi guardo indietro, sono stati proprio quegli anni a cambiarmi, anche nel mio modo di affrontare le situazioni. Così come succede a Teresa, che all’inizio non riesce a gestire il suo carattere insicuro ma che nel corso della storia imparerà ad amarsi per quella che è.

Lo stile di Fiore è semplice e scorrevole, adatto sicuramente alla tipologia del racconto. Se con Jack Bennet, la saga per ragazzi composta da due volumi, si è fatta conoscere per il suo mondo strambo pieno di ironia e divertimento, qui ci fa scoprire un suo lato inedito, forse più intimo, più sussurrato. All’inizio ero rimasto deluso dal numero esiguo delle pagine (circa centocinquanta), però, a fine lettura, mi sono reso conto che è perfetto così com’è. Probabilmente, se lo avesse allungato per esigenze commerciali non sarebbe stato lo stesso, per cui un plauso all’autrice per aver saputo mettere la parola fine al momento giusto.



Si è parlato molto della tematica LGBT presente nel libro, per cui non mi dilungherò più di tanto; quello che penso sia importante è come Teresa riesca a sbloccarsi e a reagire di fronte alle difficoltà. Probabilmente, crescendo si innamorerà di qualcun altro, tornerà sui suoi passi o, non so, resterà per sempre con Agata. A me del racconto ha conquistato la fotografia del momento, un’estate che Terry porterà sempre nel cuore. Quando sarà grande, si guarderà indietro e ripenserà con affetto alle chiacchierate fatte con Leo, alla gita in pedalò finita male, alle lunghe corse in bicicletta.

Mamma dice di non avere fretta. Se non hai fretta le cose accadono prima.

Ringrazio come sempre la Casa Editrice Rizzoli per avermi dato l’opportunità di recensire questo romanzo. Spero di poter leggere al più presto un nuovo libro di Fiore Manni e di scoprire cosa di nuovo avrà in serbo per noi lettori.


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Recensione | Explorer Academy: Il mistero delle dune a stelle, di Trudi Trueit

Cruz stava compiendo il destino di sua madre. E questo gli dava soddisfazione.

Il potere delle storie è quello di farci vivere esperienze straordinarie che nella vita reale probabilmente non faremmo mai. Non capita tutti i giorni di venir reclutati come esploratori da un’importante accademia e di partecipare a progetti di ricerca, di esplorazione e di conservazione in tutto il mondo. Invece, grazie a Explorer Academy, la saga ideata da Trudi Trueit e pubblicata da Edizioni White Star, noi lettori abbiamo l’opportunità di visitare le meraviglie del nostro pianeta e di capire quanto sia importante salvaguardare gli animali in via di estinzione, come le balene franche e i grandi gorilla di montagna.


Ho da poco finito di leggere il quarto e ultimo volume intitolato Il mistero delle dune a stelle e sono qui per parlarvene. Prima, però, leggiamo insieme la quarta di copertina:

Ecco il quarto volume della saga di Explorer Academy, che unisce divulgazione scientifica a narrativa per ragazzi. Il più recente indizio della mamma di Cruz, conduce questa volta i nostri giovani protagonisti nel più esotico degli scenari: un vasto deserto. Ancora una volta, inaspettati colpi di scena e incredibili segreti porteranno il team di giovani esploratori a vivere straordinarie avventure e alla scoperta di nuove meraviglie della natura e della scienza. Età di lettura: da 8 anni.

  • Editore : White Star (19 maggio 2020)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina rigida : 224 pagine
  • ISBN-10 : 8854045241
  • ISBN-13 : 978-8854045248
  • Peso articolo : 440 g
  • Dimensioni : 15.5 x 2.4 x 22.7 cm

Il quarto (e per ora ultimo) libro riprende dal punto esatto in cui ci eravamo interrotti, con Cruz intrappolato nel fondo di una grotta fredda e umida nei dintorni di Aksaray, in Turchia. La scrittrice sa bene quanto a noi lettori piacciono i continui colpi di scena presenti nella saga, perciò anche in questo volume non si risparmia. In più, introduce nuovi elementi che vanno a incastrarsi perfettamente nel grande puzzle da lei ideato. A ogni risposta, lei aggiunge sempre una nuova domanda.


Non so quanti volumi ancora manchino all’epilogo vero e proprio, ma già mi viene il magone se penso che tra non molto dovrò fare a meno dei giovani esploratori.

Ma possiamo rinviare tranquillamente i saluti, anche perché a me non sono mai piaciuti, visto che ancora siamo nel vivo dell’azione e abbiamo tante cose di cui parlare! Negli scorsi volumi, avevamo appreso che alcune spie di Nebula avevano intenzione di rubare il diario di Cruz e di far fuori il ragazzo non appena avesse compiuto tredici anni. Ebbene, in questo volume Cruz festeggia proprio il compleanno, per cui, va da sé che la situazione diventi ancora più complicata di quanto già non lo fosse prima.


Il ragazzo non sa più di chi può fidarsi all’interno della grande nave Orion, anche perché, tra le altre cose, un messaggio anonimo lo avverte che un suo compagno è una spia e quindi deve stare molto attento a rivelare i suoi segreti. Ma se non si può fidare nemmeno dei suoi amici, di chi può farlo?

Com’è possibile spiegare che, più ne fai, più ne puoi lasciare?

Oltre a cercare i frammenti che compongono la formula della madre, nascosti in varie parti del mondo, gli esploratori continuano con le loro missioni di ricerca e di esplorazione. In questo volume fanno tappa in Tanzania e in Turchia, e grazie a loro noi lettori abbiamo la possibilità di viaggiare attraverso la lettura e scoprire luoghi meravigliosi e animali caratteristici, come il pangolino (che trovo adorabile. Vorrei adottarne uno!).

Tra una missione e l’altra, all’accademia iniziano a sbocciare anche i primi amori. Già dallo scorso volume avevamo intuito che Cruz si fosse preso una cotta per la bella Bryndis (per dire, ogni volta che la sfiora accidentalmente diventa rosso come un peperone…), ma è in questo che la cosa diventa ancora più lampante. È molto tenero assistere ai tentativi goffi del ragazzo di provarci con lei, anche se, a un certo punto della storia, succederà qualcosa che metterà in serio pericolo il loro rapporto (non posso anticiparvi altro, ovviamente).

L’Explorer Academy insegna a prendere la propria strada. Non lo capisci? Ti ammiro per quello che stai facendo, ma non dovrebbero essere i tuoi sogni a rimetterci

C’è un tema molto caro che si ripete in questo volume, e cioè se è giusto accettare o meno il proprio destino. Se da un lato Cruz si sente obbligato ad andare alla ricerca della formula segreta della madre poiché è stato prescelto proprio da lei prima di morire, dall’altro inizia ad avere dei seri dubbi al riguardo. Davvero non c’è altra possibilità di scelta? Se anche riuscisse a completare la formula, continuerebbe a inseguire un fantasma. Sua madre ormai non c’è più, e niente può cambiare questo fatto. Inoltre, se anche la formula si fosse rivelata il più grande progresso della medicina nella storia dell’umanità, non sarebbe stato il suo successo, ma quello di sua madre.


Mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice è riuscita a trattare l’argomento. È giusto inseguire i sogni dei genitori anche a rischio di perdere i propri? Nel corso del libro, Cruz verrà a capo di questo dilemma e così anche noi lettori sapremo se la sua decisione sarà quella giusta.

Come sempre, ringrazio Edizioni White Star per avermi dato modo di scoprire questa serie per ragazzi. Spero di poter leggere al più presto anche il quinto (e ultimo?) volume perché sono davvero curioso di scoprire quali altre sorprese avrà in serbo per noi Trudi Trueit!



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Recensione “I Leggendari: la Pietra Nera” di Angy Pendrake

Avalon è perduta, Morgaine è l’unica che può salvare il mondo.

Come ti piacerebbe che finisse una saga? Vorresti leggere un finale aperto per non dover dire addio ai protagonisti che sono ormai entrati a far parte della tua vita, o sei per il chiudere tutte le trame e mettere la parola fine alla storia?

Io sono per una via di mezzo: una delle cose che mi piace di più di una serie è assistere alla maturazione dei suoi protagonisti, le loro vite diventano un po’ anche le nostre, gioiamo e soffriamo insieme a loro; per questo, da una parte sarei contento che le loro avventure non finissero mai. Però, allo stesso tempo sono anche dell’idea che una storia è bella quando il cerchio si chiude, quando l’autore ha il coraggio di mettere il punto e a non tirarla troppo per le lunghe. È difficile far questo, sapete? Eh, se lo è…

Per fortuna, ho una buona notizia per voi: La Pietra Nera, il terzo e ultimo volume della serie I Leggendari, scritta da Isabella Salmoirago sotto lo pseudonimo di Angy Pendrake (che altri non è che la protagonista della saga) e edita da Edicart, ha un epilogo perfetto. Senza farvi spoiler, posso assicurarvi che tutte le trame vengono portate a compimento e che alcune porte vengono lasciate aperte per eventuali “sequel”.

Prima di iniziare, però, clicca qui per leggere la recensione del primo volume, e per la recensione del secondo volume!

  • Editore : Edicart (25 ottobre 2019)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina rigida : 353 pagine
  • ISBN-10 : 8847459273
  • ISBN-13 : 978-8847459274
  • Peso articolo : 580 g
  • Dimensioni : 15.7 x 3.8 x 22.6 cm

Una saga che sta avendo tra i teenager un successo straordinario! Avventura, emozioni, fantasia valori importanti sono gli ingredienti di questo nuovo appassionante capitolo della saga dei Leggendari. Amore, amicizia, tradimenti, ricerca della propria identità, accettazione e superamento dei propri limiti, sono alcuni dei temi presenti, per un fantasy insolito e ricco di contenuti profondi, che prende spunto dalle leggende arturiane, dal folclore nordico e dalla mitologia classica.

Alla fine del secondo volume, avevamo lasciato Angy, Rob, Tyra, Geira e Halil, gli eredi degli eroi leggendari, con una missione importante da compiere: ritrovare al più presto la Pietra Nera, un potentissimo manufatto in grado di convogliare su chi la possiede il potere di tutti i maghi e gli incantatori del mondo, prima che lo faccia Mordred, colui che aveva ucciso Artù durante la battaglia di Camlann.

Per questo, dopo aver viaggiato in Nepal e in Inghilterra ed essersi momentaneamente alleati con Morgana, i nostri eroi sono arrivati a un punto di svolta. Ed è qui che inizia il terzo e ultimo volume, ricco di azione e di emozioni.

“Alcune cose non possono essere evitate, e solo svolgendo e riavvolgendo dalle origini il filo del tempo è possibile mutare l’intreccio della storia”

Dalla Pagina FB dedicata a I Leggendari

Ritroviamo una Angy più forte e risoluta, il che è un bene visto che io stesso avevo criticato il suo carattere un po’ superficiale riscontrato nei primi due libri. Non che sia migliorata più di tanto, eh? Secondo me lei è proprio il punto debole della saga, con il suo essere permalosa e inutile. Però tutto sommato ammiro lo sforzo dell’autrice di averle fatto fare un upgrade in questo ultimo volume. Ho apprezzato molto la Angy combattiva, che non si lascia sopraffare dalle ombre nemiche ma che cerca un modo per sconfiggerle. Sicuramente è stata fortificata da tutto quello che le è capitato negli ultimi mesi (scoprire di essere l’erede di Re Artù non deve essere cosa di tutti i giorni), e se questo è servito per farla finalmente svegliare, ben venga.

Anche gli altri personaggi sono maturati e devo ammettere che mi sono legato un po’ a tutti loro, in particolare a Rob, l’erede di Robin Hood, con il suo essere goffo e sempre positivo, e Tyra, colei che, secondo me, ha avuto l’approfondimento psicologico più centrato.

Avevamo solo nove giorni per salvare il mondo e continuavamo ad avere più domande che risposte. E quelli che avrebbero dovuto consigliarci e guidarci erano spariti, chiusi in una dimensione parallela da cui non ricevevamo più alcun contatto

(Spoiler) Il perno intorno a cui ruota tutto il libro è il recupero della Pietra Nera; per questo i ragazzi si troveranno a viaggiare in dimensioni parallele, torneranno indietro nel tempo e assisteranno alla leggendaria battaglia di Calmann dove Re Artù perse la vita. Ecco, devo dire la verità: io non vado pazzo per i viaggi nel tempo e per i paradossi temporali. Diciamo che io avrei trovato una soluzione migliore per risolvere la questione, anche se, devo ammettere, che l’autrice è stata molto brava a gestire il tutto e quindi non posso fare altro che un applauso alla sua inventiva. (Fine Spoiler)

Credits: Storybox Creative lab Laeli Erre

Uno dei motivi per cui ho amato la saga dei Leggendari è perché è riuscita nell’intento di creare un giusto connubio tra realtà e finzione, tra mondo reale e mondo leggendario. Io sono molto legato alla cultura celtica, al mito di Re Artù, di Merlino e della Fata Morgana; per cui, poter leggere le loro avventure che si legano a quelle dei ragazzi dei giorni nostri, per me è stata un’esperienza unica.

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Sono sempre molto felice quando una casa editrice apre le porte alle saghe fantasy italiane. Spesso molti editori si limitano a tradurre opere straniere perché non hanno il coraggio di rischiare. I Leggendari è l’esempio perfetto che per leggere un bel libro fantasy non si devono scomodare autori stranieri. Un plauso quindi alla Storybox Creative Lab, una vera e propria fucina di talenti (ha sfornato anche Il Fuoco Segreto di Altea e I Gugulù, tra le altre cose) e a Edicart, che ringrazio per avermi fatto conoscere questa trilogia e per aver accettato di collaborare con me.

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Recensione: “Jack Bennet e il Viaggiatore dai mille volti” di Fiore Manni

Sembrava un normale sabato mattina, anche se c’era ben poco di normale in Jack Bennet. Da quando era diventato l’apprendista di Flixibelius, il Padre di Tutte le Cose, poteva ben dire di aver vissuto esperienze “fuori dal comune”.

Sarebbe bello possedere una chiave passe-partout e poter visitare grazie a essa un’infinità di mondi fantastici, popolati da animali parlanti, personaggi stravaganti e da tartarughe giganti. Ma se ciò non ci è permesso, nulla ci impedisce di fantasticare grazie alle avventure di Jack Bennet, la dilogia pubblicata da Rizzoli, che ringrazio per la collaborazione. Prima di parlarvi in modo approfondito del libro, leggiamo insieme la quarta di copertina:

Ogni sabato e ogni domenica Jack Bennet indossa un completo di velluto nero, si lega un odioso fiocco al collo e aspetta che alle nove in punto il suo maestro arrivi a prenderlo. È diventato l'apprendista del Padre di Tutte le Cose. Ma come si fa a imparare il mestiere dell'uomo che regge l'equilibrio dell'universo? Jack spera di tornare a viaggiare in Mondi straordinari come l'Oceano di Foglie o il Palazzo dell'Architetto dei Sogni, ma sembra che il Padre di Tutte le Cose abbia altri progetti per lui. Più percorrono insieme le piovose strade d'Inghilterra e più il ragazzo freme d'impazienza. Un sabato mattina il maestro non si presenta, e nemmeno il giorno dopo né quello dopo ancora. Jack ha con sé la chiave passe-partout per aprire ogni serratura, lo strumento magico per passare in altri Mondi, ma il Padre di Tutte le Cose gli ha raccomandato di non usarla senza il suo permesso. Che cosa fare, allora? Aspettare, magari all'infinito, o farsi coraggio e infilare quella chiave in una serratura che potrebbe portarlo in luoghi tenebrosi, dove il pericolo è in agguato e la vita sempre a rischio? Armato come sempre di gentilezza e curiosità, Jack Bennet torna, ci prende per mano e ci trascina in avventure mozzafiato, perché ora è pronto ad affrontare la paura e a confrontarsi con l'oscurità. Età di lettura: da 10 anni…

Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti è il secondo libro della saga di Jack Bennet, il personaggio creato dalla fervida mente di Fiore Manni, che forse tutti voi conoscete per aver condotto il programma per ragazzi “Camilla Store”. Ed è sempre ai ragazzi che Fiore si rivolge, stavolta però in veste di scrittrice.


Vi ho già parlato del primo libro, Jack Bennet e la chiave di tutte le cose, qualche mese fa (se volete recuperare la recensione cliccate qui) e, devo dire la verità, anche il sequel ha mantenuto le aspettative. Ho ritrovato lo stile fresco e pulito di Fiore Manni e le sue idee stravaganti. A dir la verità, però, mi è mancato quel non so che per farmelo amare davvero. Non so, spesso mentre leggevo pensavo tra me e me “Ma c’era davvero bisogno di fare un secondo volume?”. Mi spiego meglio, perché non vorrei risultare cattivo. Con il primo libro, l’autrice aveva dato vita a qualcosa di veramente bello, con dei personaggi molto caratteristici e con una storia che iniziava e finiva in un cerchio perfetto. Ricordo di aver amato ogni singola pagina di quel libro, e quando lo avevo finito avevo provato una gioia immensa. Sapete quando vi sentite davvero soddisfatti di un libro e non vedete l’ora di parlarne con tutti? Ecco, io ero proprio in quel mood.

Leggere il sequel di un libro che si è amato alla follia è sempre molto rischioso, perché è normale cmetterlo in paragone con il precedente ed è davvero difficile emozionarsi allo stesso modo. Non è impossibile, ci mancherebbe, ma è difficile.

Penso per esempio a Jurassic Park, il film del 1993 che è praticamente il mio preferito in assoluto e che avrò visto un centinaio di volte; purtroppo non posso dire lo stesso per i suoi sequel, che secondo me peccano un po’ per l’aspettativa troppo alta. Magari è un problema mio, non so. Fatemi sapere se voi la pensate in modo diverso.

Fatto sta che anche Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti secondo me pecca di non essere più una novità. Forse tutto quello che Fiore Manni doveva dire sulla storia l’ha già detta nel primo volume, forse lo ha voluto scrivere per l’inatteso successo del primo libro; ripeto, non lo so, ma a me non ha convinto fino in fondo.

Qualsiasi madre inglese avrebbe preferito sentire che suo figlio aveva trascorso il pomeriggio a bighellonare anziché a scalare una gigantesca tartaruga dorata alla ricerca di una porta per entrare nel suo carapace, in compagnia di una ciurma di pirati che navigava su un oceano di foglie…

A parte questa mia riflessione del tutto personale, vediamo di approfondire alcuni aspetti del libro che, tutto sommato, reputo comunque di ottima qualità, per tante cose.


Da un anno e mezzo a questa parte, Jack Bennet è diventato a tutti gli effetti l’apprendista di Flixibelius, il Padre di Tutte le Cose, colui che gli ha donato la chiave passe-partout per aprire ogni tipo di serratura. Cosa vuol dire questo? Che in futuro Jack sarà il garante dell’equilibrio dell’universo! Cosa non da poco, vero?

Per questo motivo, Jack viaggia in lungo e in largo con Flixibelius e visita nuovi mondi, ma sempre il sabato e la domenica, perché negli altri giorni continua ad andare a scuola come un qualunque ragazzo della sua età. Quando però il Padre di tutte le cose scompare, Jack decide di andarlo a cercare da solo, e da quel momento in poi verrà coinvolto in una serie di avventure che lo porteranno a scoprire cose che lo lasceranno a bocca aperta, tra cui la vera identità del viaggiatore dai mille volti. Chi è costui? E cosa vuole proprio da Jack?

Mentre leggevo il libro i miei pensieri andavano spesso a Doctor Who che, per chi non lo sapesse, è una famosissima serie televisiva inglese che ha per protagonista un Signore del Tempo che esplora l’universo a bordo del Tardis in compagnia di un umano, di solito una ragazza.

Ecco, più andavo avanti nella storia più avvertivo una forte somiglianza; il che è un bene, perché sono sicuro che Fiore Manni ami il Dottore quanto me e si sia ispirata a lui per la realizzazione dei personaggi. Se nel primo volume non avevo fatto caso a questo particolare, forse perché tutta la trama girava intorno a Jack, nel secondo invece, specie dopo che il ragazzino diventa a tutti gli effetti l’aiutante del Padre di tutte le Cose, si nota molto di più. Se fosse davvero una citazione ne sarei davvero felice, visto che Doctor Who è uno dei miei telefilm preferiti in assoluto!

Poi la butto lì: e se vi dicessi che ci ho visto anche qualche citazione de La Torre Nera di Stephen King? Specialmente in un passaggio, quando l’autrice scrive “Il Padre di tutte le Cose lo spinse con delicatezza oltre la soglia e Jack si ritrovò davanti una distesa di sabbia bianca e soffice”. A un certo punto mi aspettavo uscisse fuori qualche aragosta!Se davvero ci ho azzeccato e scopro che Fiore Manni ama sia il Dottore che il Re allora mi rimangio tutto quello che ho detto all’inizio!

Dobbiamo essere invisibili, ragazzo. Possiamo intervenire solo quando ve n’è il bisogno, dopodiché dobbiamo rimanere un ricordo vago e nebbioso nella mente della gente.

Per quanto riguarda lo stile, a differenza del primo libro, che ho trovato spassoso, colorato e bizzarro, in questo ho visto una maturazione nello stile dell’autrice, specie nelle intenzioni. Se nel primo c’era luce, in questo abbiamo ombre. Se nel primo c’erano nuvole fatte di sogni, qui il fumo denso e insidioso è composto da incubi.

Mi è piaciuta molto la contrapposizione tra l’Architetto dei Sogni e quello degli Incubi, il bene e il male che si fronteggiano, ma non tutto è come sembra.

Mi è piaciuta meno la parte del circo. Ecco, lì mi sono annoiato e di sicuro ne avrei fatto a meno. Pur se importante per l’economia della trama (ci sono delle rivelazioni sconcertanti) ho avvertito un senso di rallentamento, come se la stessa autrice provasse fatica a continuare la storia. Non so, forse sono io che mi aspettavo qualcos’altro, ma così è, anche se mi sento di dire che la qualità del libro rimane alta e sono sicuro che piacerà alla maggior parte di voi.

Video su YouTube!

In conclusione, Fiore Manni riprende gli stessi stilemi che hanno portato al successo il suo primo libro, senza però aggiungere davvero qualcosa di nuovo. Forse le mie aspettative erano troppo alte, forse sarebbe stato meglio per l’autrice prendersi più tempo per ragionarci sopra, non lo so. Nel dubbio, la promuovo comunque, anche se la lode la terrò da parte per il suo prossimo libro.

Fatemi sapere se la mia recensione vi è piaciuta e, se vi va, continuate a seguirmi!