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Recensione “Un Drago in Biblioteca” di Louie Stowell

Un sogno e un libro sono cose molto simili, se ci pensi. Entrambi creano immagini nella mente.

Avete mai sognato di poter entrare dentro i vostri libri preferiti? Io l’ho fatto e come me probabilmente anche Louie Stowell, autrice del libro Un drago in biblioteca pubblicato da Edicart, che ho avuto il piacere di leggere e di recensire per voi.

Kit è una bambina che potremmo definire “nella media”. Come ammette lei stessa, non si sente intelligentissima ma neanche stupida, non pensa di essere particolarmente sportiva ma neanche una schiappa solenne. Diciamo che il suo problema è quello di essere un po’ svogliata. Per farvi capire, avete presente quando i professori dicono: “Bravo, ma non si applica”?  Kit è esattamente così!

La ragazzina ha due amici, Josh e Alita, che al contrario di lei, sono dei veri secchioni e leggono un sacco di libri (specialmente la serie di Danny Fandango, di cui sono dei fan sfegatati). I due cercano in tutti i modi di coinvolgere l’amica nella loro passione, ma senza successo. Kit infatti è dell’opinione che per leggere bisogna stare seduti e tranquilli, e stare seduta e tranquilla va contro ogni suo principio.

Le cose cambiano però quando incontra Faith, la bibliotecaria, che le rivela un gran segreto: oltre a gestire la biblioteca, infatti, lei è un mago.

Ma non è tutto: anche Kit ha dei poteri, e dovrà imparare a usarli attraverso l’uso dei libri-portali (dei libri speciali che permettono di muoversi tra una biblioteca e l’altra).

La magicità (cioè, la magia… sì, insomma, l’essere maghi) non è una cosa che si eredita dai genitori. Capita a caso. Perciò, chiunque potrebbe nascere con poteri magici

Innanzitutto, la prima cosa che mi ha colpito di questo libro è la spensieratezza che si respira in ogni pagina. Spesso noi lettori ci dimentichiamo che i libri prima di tutto hanno il compito di farci divertire. Ancor di più, trattandosi in questo caso di un libro per bambini, la sua funzione di intrattenimento è svolta alla grande.

Grazie al carattere svogliato della protagonista, la quale, piuttosto che star ferma a leggere libri preferisce di gran lunga correre all’aria aperta e arrampicarsi sugli alberi, i giovani lettori riusciranno a simpatizzare subito con la storia, per poi esultare quando vedranno il cambiamento di Kit. Nel corso della sua avventura, infatti, la ragazza avrà modo di imparare che forse leggere libri non è poi tanto brutto come pensava, anzi, è anche molto divertente!

L’autrice ha dato vita a un personaggio finalmente normale e non stereotipato. Non il solito predestinato insomma, sulle cui spalle si regge il destino del mondo intero, o il piccolo orfano che ha una missione importante da compiere, ma una bambina in cui ci si immedesima con facilità, che ha tanta voglia di giocare e poca di studiare.

Grazie agli elementi fantasy che l’autrice dissemina lungo la storia, per esempio il drago dormiglione Draca oppure gli incantesimi che i nostri eroi impareranno a usare per poter salvare la biblioteca dalle grinfie del perfido signor Salt, il lettore si appassionerà facilmente al racconto.

Lo stile di Louie Stowell è fresco, simpatico e moderno. I protagonisti parlano come se non fossero solo dei personaggi di un libro ma dei bambini veri, che storpiano alcune parole e che ignorano il significato di alcuni termini (“Che significa figurato?” domandò Kit), com’è giusto che sia.

In effetti, credo che sia inverosimile che nei libri per bambini i personaggi conoscano tutti i vocaboli alla perfezione; l’ho sempre trovato un po’ forzato e mi fa piacere che finalmente un’autrice sia stata così intelligente da capirlo.

Ho amato tantissimo i disegni interni di Davide Ortu, italianissimo illustratore che da anni lavora per il mercato editoriale estero. Davide è un talento unico. Le sue tavole si mettono al servizio della storia e interagiscono con essa.

Il suo tratto dinamico e preciso ben si adatta al pubblico di riferimento e cattura subito l’attenzione del lettore. A questo proposito, vi svelo una curiosità: quando vivevo a Londra, andavo spesso nelle librerie Waterstones. Tra le varie copertine, una mi aveva catturato sin dal primo istante. Raffigurava una bambina nascosta tra gli scaffali di libri intenta a osservare una lunga coda di un drago. Ebbene sì, era la copia inglese di The Dragon in the Library. Dopo essermi messo in contatto con Davide grazie ai social, ho iniziato a seguirlo e sono diventato un suo fan.

Per cui, sono davvero felice di poter recensire un libro disegnato da lui.

Il volume offre tanti spunti interessanti che sono sicuro verranno approfonditi nei prossimi volumi. Mi piacerebbe conoscere meglio il Consiglio dei Maghi in Galles, cui l’autrice fa riferimento in alcune pagine, ma che, per adesso, è rimasto ai margini della storia, oppure il drago che dorme sotto la biblioteca e che non vuole essere svegliato.

Cliccate qui per vedere la video recensione!

Ringrazio la Casa Editrice Edicart per la copia omaggio. Invito tutti voi a lasciare un commento per farmi sapere cosa ne pensate della mia recensione e per supportarmi!

Ci vediamo alla prossima!