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Recensione: La Banda delle Bende: Un fantasma al Museo, di Alessandro Vicenzi

La Banda delle Bende rimbalza da un’epoca all’altra, da un continente all’altro. Spesso solo per il tempo di un sospiro, a volte invece c’è il tempo di vedere qualcosa di più.

Alzi la mano chi non hai mai visto almeno una volta nella vita Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta, la Mummia, Asterix e Cleopratra o Il Principe d’Egitto.

Cos’hanno in comune tutti questi film? Esatto: proprio l’ambientazione (oltre che l’avventura, ovviamente).

L’Egitto è una terra ricca di mistero, che da sempre affascina e ammalia tantissimi visitatori i quali accorrono da tutte le parti del mondo per osservare da vicino le piramidi e la grande sfinge di Giza. Per non parlare dei bambini: loro sono super curiosi di vedere coi propri occhi le famose mummie (e sono sicuro che sperano sempre che una di loro si alzi e inizi a camminare con le braccia tese in avanti).

Agli occhi dei giovani (ma anche dei grandi, dai), le mummie sono superfighe perché riescono a incutere quel brivido misto ad esaltazione che tanto piace a noi. Un po’ come quando vediamo un film horror con le coperte tirate su che ci coprono gli occhi per metà.

La Franco Cosimo Panini, leader indiscussa dell’editoria per ragazzi, ha pensato bene di creare Kha e Merit (ispirate a due mummie del Museo Egizio di Torino) e di farle diventare protagoniste di una serie di libri dedicata ad un pubblico strettamente giovanile, intitolata La Banda delle Bende.

Henri Paris, per servirvi. Pittore, scultore, architetto e viaggiatore. Accidentalmente, fantasma.

La Banda delle Bende è la stravagante squadra composta da due archeologi in erba, Cody e Schiapp, la coppia di mummie egizie e la loro gattina Miu (anche lei una mummia!). Insieme fronteggiano pericoli provenienti dall’Antico Egitto e da dimensioni parallele, svelano misteri e sventano complotti che minacciano il loro museo e l’umanità intera!

Video di Presentazione realizzato da FrancoPaniniRagazzi

In particolare, nel volume sette intitolato Un Fantasma al Museo (quello che ho letto io), la banda deve vedersela niente poco di meno che con un fantasma proveniente dall’antico Egitto chiamato Henri Paris. Il pover’uomo (o meglio, fantasma) non sa perché si trovi proprio in quel museo e chiede aiuto alle due mummie per risolvere l’arcano. Schiapp, che in fatto di storia egizia non lo batte nessuno (pensate che il suo super eroe preferito è Ernesto Schiaparelli, il famoso egittologo italiano) e Cody, una bambina con il sogno di diventare un’archeologa, danno volentieri una mano anche loro. Insieme viaggeranno a ritroso nel tempo, incontreranno il dio Anubi in persona (che, ricordiamocelo tutti, è uno sciacallo e non un cane) e si ritroveranno ad assistere a un corteo funebre proprio nell’Antico Egitto.

Illustrazione interna

La prima cosa che mi ha colpito del romanzo è lo stile, fresco e scanzonato. Il testi di Alessandro Vicenzi sono perfetti per il target di riferimento. La storia è raccontata al presente, cosa abbastanza inusuale (se ci pensate, la maggior parte degli scrittori usa il passato remoto, forse per comodità). Grazie a questa scelta si crea subito un rapporto diretto con il lettore, che è curioso di sapere cosa succede ai suoi personaggi preferiti che stanno vivendo le avventure insieme a lui. 

Inoltre, le illustrazioni di Roberto Lauciello sono strepitose! Sarò sincero: io ho scoperto questi libri proprio grazie alle illustrazioni di copertina che mi hanno fatto pensare a delle storie piene di divertimento e di avventura. E infatti, non sono rimasto deluso.

Illustrazione interna

Ogni singolo volume contiene tantissimi disegni che raffigurano alcune scene della storia. Io sono da sempre un appassionato dei libri con le illustrazioni interne, perché mi piace vedere raffigurati i personaggi e, inoltre, credo che siano un valore aggiunto. Se poi i disegni sono fantastici come quelli che si trovano dentro i volumi della Banda delle Bende, direi che di meglio non possiamo trovare!

Altro motivo per cui ho amato questo libro sono le citazioni!

Se pensate che questo libro parli solo di mummie e faraoni, vi sbagliate di grosso. Nel volume vengono citati innumerevoli cult come Harry Potter, il Signore degli Anelli e perfino Doctor Who!

Vi lascio un passaggio molto divertente: “Almeno quelle storie di maghi vi hanno insegnato che il nome di un nemico è pericoloso da pronunciare.” A chi si riferirà mai? Io un’idea ce l’avrei!

Ultimata la lettura, è possibile approfondire alcuni aspetti della storia grazie al Diario di Schiapp (ve l’ho detto che il bambino sa proprio tutto sull’Antico Egitto, no?). Questa appendice l’ho trovata molto interessante perché molte cose non le sapevo (per esempio, voi lo sapevate che durante il corteo funebre assumevano alcune donne che avevano il compito di disperarsi per il defunto? Io no!).

La Banda delle Bende mi ha appassionato così tanto che ora voglio andare a visitare il Museo Egizio a Torino! Tra l’altro, in quel museo c’è proprio la tomba funebre di Kha e di sua moglie Merit! Volete venire con me?

Qui sotto troverete anche il video della mia recensione. Se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi pure al mio canale YouTube!

Se vi è piaciuta la mia recensione mettete un like o lasciate un messaggio. Sono molto curioso di sapere se anche voi amate l’Egitto o se avete letto questa serie di libri!

Alla prossima!

  • EDITORE: Franco Cosimo Panini
  • ANNO: 2020, 26 Marzo
  • VOLUME: 7 (di 8)
  • PREZZO Cartaceo: € 10,00
  • PAGINE: 144
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Recensione: “Losche Storie: Caravaggio” edito da Franco Cosimo Panini

“Spesso artisti mediocri erano immeritatamente apprezzati, mentre pittori bravissimi ignorati (Un po’ come nei Talent Show)”.

Parto subito col dire una cosa: se a scuola mi avessero dato questo libro per studiare la vita di Caravaggio sarei stato sicuramente il primo della classe.

Io amo l’arte: ho frequentato l’Istituto d’Arte e ho sempre adorato la pittura, la scultura e ogni altra forma artistica (compresi i fumetti). Tuttavia, se devo dirvi la verità, ammetto che durante gli anni della scuola pensavo che studiare la vita degli artisti ormai morti fosse alquanto palloso. Questo perché, secondo me, i libri scolastici tendono a rendere i testi troppo seri e rigidi, per cui gli alunni spesso finiscono per annoiarsi e prendere le distanze da un passato ormai lontano che con loro non ha più nulla da spartire.

In realtà, grazie a questo libro illustrato dedicato a Caravaggio che fa parte della collana Grandi Losche Storie, ho scoperto che anche un artista vissuto nel XVI secolo può benissimo diventare un personaggio Cool dei giorni nostri.

Franco Cosimo Panini è sempre stata una Casa Editrice fresca e innovativa, capace anche di prendere in giro i personaggi del passato con un’ironia pungente e sagace. Mi sono approcciato al volume dedicato a Caravaggio non sapendo bene cosa aspettarmi e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Vi dico solo che mi sono così appassionato al personaggio che ora sto recuperando anche i film a lui dedicati e i documentari disponibili in rete. 

Illustrazione di Laura Camelli – Caravaggio, Franco Cosimo Panini

Ma di cosa parla il volume?

Beh, ovviamente racconta la vita del pittore… Ma non scappate via, tranquilli: non mi metterò certo a farvi una lezione di storia come nelle scuole, anche perché, trattandosi del pittore più famoso dell’alto Rinascimento, sicuramente ne avrete già sentito parlare. Vero??

Scherzo, in realtà devo ammettere che anche io, pur conoscendo le sue opere, della sua vita tormentata e complessa non sapevo quasi nulla. Per esempio, ignoravo che Michelangelo Merisi fosse stato un vero e proprio delinquente! Pensate che aveva l’abitudine di passare le notti ad attaccar briga con tutti quelli che non gli andavano a genio e veniva sempre fermato dalla polizia perché si portava una spada appresso. Non avete idea di quante volte sia stato buttato in galera!

Merisi trascorse gran parte della sua vita scappando da una parte all’altra a causa delle sue malefatte (tanto per dirne una, uccise un uomo… ). A un certo punto, dovette vivere in clandestinità perché sulla sua testa pendeva una taglia.

Per fortuna lui non era solamente una persona tormentata e ribelle. Era anche un artista, che dava anima e corpo per realizzare opere sempre più belle. Passava mesi e mesi a capire come poter stupire la gente con i suoi dipinti. Voleva essere apprezzato, capito, accettato. Grazie a questo volume, ho potuto conoscere il Caravaggio vero, seppur romanzato. Ho apprezzato che ‒ pur se indirizzato a un pubblico giovane ‒ la casa editrice abbia avuto il coraggio di mostrarci anche il brutto carattere del pittore. Spesso nei libri gli artisti vengono elogiati solo per le loro opere, ma non dobbiamo dimenticare che anche loro erano stati prima di tutto persone come noi, con i loro pregi e i loro difetti. Ed è per questo che secondo me gli studenti apprezzerebbero di più studiare su questo libro anziché sui libri scolatici,  proprio per avere la possibilità di conoscere davvero la persona che si celava dietro le opere famosissime in tutto il mondo. Per cui, professori: se state leggendo questo articolo, fateci un pensierino.

Ci sono vari motivi per cui questo volume mi è piaciuto tanto.

Come già detto, secondo me molti studenti hanno un po’ paura di approcciarsi allo studio della Storia dell’Arte perché vedono gli artisti del passato troppo distanti dalla loro generazione (e vorrei ben vedere… ). Quindi, la Franco Cosimo Panini che ha fatto? Ha pensato bene di raccontarci la storia di Caravaggio in chiave Pop, concentrandosi sulle avventure spericolate del giovane artista come fosse una rockstar e mettendo in evidenza il suo carattere ribelle e testardo. E, si sa, i bad boys sono sempre i beniamini dei giovani. Inoltre, l’aggiunta delle note spiritose, ideate come se fossero scarabocchi scritti a mano da uno studente annoiato durante una lezione, ha il pregio di rendere la lettura ancora più piacevole.

“In bottega, Caravaggio non combina molto. Probabilmente passò gran parte del tempo a marinarla e si limitò a studiare le nozioni base della pittura o poco più. Forse, chissà, iniziò a prendere la pittura sul serio solo dopo il 1590 e imparò lavorando, da autodidatta”.

Col talento si nasce. Certo, lo si può anche coltivare, ma se dentro di noi non arde il fuoco della passione credetemi, con il solo studio si fa poco e niente. Spesso, quando un ragazzo non studia, viene preso per stupido e ridicolizzato. Probabilmente viene pure bocciato, anzichè spronato a trovare un metodo alternativo che faccia al caso suo. Caravaggio era un autodidatta. Quando gli era stato imposto di studiare presso un pittore famoso, lui ci aveva provato ma si era subito annoiato. Solo in seguito, quando aveva capito di amare davvero il disegno, aveva iniziato a studiare per conto suo, dimostrando agli altri e a stesso che tanto asino non era. Secondo me questo è un bel messaggio che potrebbe essere condiviso con tutti i giovani che ogni giorno si sentono dire di essere degli scansafatiche.

Illustrazione di Laura Camelli – Caravaggio, Franco Cosimo Panini

Un altro punto di forza del volume illustrato è quello di saper raccontare in modo originale le opere del grande artista. Grazie ad alcuni aneddoti, ho imparato ad apprezzarle ancora di più e ho scoperto, per esempio, che a quei tempi le prostituite facevano da modelle per i pittori e che molti artisti erano costretti ad assecondare i voleri della chiesa.

“Non gli fu detto il motivo per cui il dipinto era stato rifiutato. Forse fu la scelta di Caravaggio di fare impersonare la Vergine dalla procace Lena, e per di più, in abito scollato. Caravaggio era mortificato. Gli era già capitato di affrontare un rifiuto […] Quella volta, invece, non gli venne data una seconda possibilità.”

Se credevate che i più famosi artisti di oggi e di ieri non abbiano mai incassato dei sonori rifiuti,  vi sbagliate di grosso. Anche i più grandi falliscono, ma la loro forza sta proprio nel non arrendersi: accettano il responso, si rigirano le maniche e pensano a un modo per migliorarsi. Nel corso della sua carriera, Caravaggio è stato più volte sul punto di arrendersi, di pensare di non essere sufficientemente bravo per realizzare i dipinti che gli venivano commissionati, perciò dava sempre il massimo per sorprendere i suoi clienti. Questo mi ha fatto pensare ad alcuni scrittori emergenti che ricevono delle critiche negative e si scoraggiano, credendo di non essere bravi e di aver fatto un grosso errore nel pubblicare il libro. Ovviamente questo vale per ogni cosa, non solo per la scrittura: penso al canto, allo sport, alla didattica e così via. Leggendo questo volume, ho ammirato la tenacia e la perseveranza di un allora giovane pittore che voleva farcela a tutti i costi, contro tutto e tutti.

In conclusione, posso dire che il volume illustrato mi ha arricchito. Franco Cosimo Painini pubblica da anni libri di altissima qualità e ha il pregio di saper comunicare  con il lettore in modo diretto. Il progetto della collana Losche Storie ‒ che comprende anche i volumi su Mary Shelley, Nikola Tesla, Maria Antonietta e Leonardo ‒ è di Paola Cantatore, mentre i commenti divertenti sono del bravissimo Alessandro Vincenzi. Infine, un applauso a Laura Camelli per le illustrazioni magnifiche che accompagnano la lettura. Se volete saperne di più sulla Casa Editrice e sul libro, vi invito a guardare la video recensione che ho caricato su YouTube (e se non lo avete già fatto, iniziate a seguirmi anche lì).

Fatemi sapere se la mia recensione vi è piaciuta, se conoscete già questa Casa Editrice di Modena e consigliatemi altri libri che parlano di Caravaggio.  

Alla Prossima!

  • Titolo: Caravaggio
  • Autori: Paola Cantatore/Alessandro Vincenzi/Laura Camelli
  • Editore: Franco Cosimo Panini https://www.francopaniniragazzi.it
  • Pagine: 119
  • Età consigliata: 12 anni