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Recensione “I Leggendari: la Pietra Nera” di Angy Pendrake

Avalon è perduta, Morgaine è l’unica che può salvare il mondo.

Come ti piacerebbe che finisse una saga? Vorresti leggere un finale aperto per non dover dire addio ai protagonisti che sono ormai entrati a far parte della tua vita, o sei per il chiudere tutte le trame e mettere la parola fine alla storia?

Io sono per una via di mezzo: una delle cose che mi piace di più di una serie è assistere alla maturazione dei suoi protagonisti, le loro vite diventano un po’ anche le nostre, gioiamo e soffriamo insieme a loro; per questo, da una parte sarei contento che le loro avventure non finissero mai. Però, allo stesso tempo sono anche dell’idea che una storia è bella quando il cerchio si chiude, quando l’autore ha il coraggio di mettere il punto e a non tirarla troppo per le lunghe. È difficile far questo, sapete? Eh, se lo è…

Per fortuna, ho una buona notizia per voi: La Pietra Nera, il terzo e ultimo volume della serie I Leggendari, scritta da Isabella Salmoirago sotto lo pseudonimo di Angy Pendrake (che altri non è che la protagonista della saga) e edita da Edicart, ha un epilogo perfetto. Senza farvi spoiler, posso assicurarvi che tutte le trame vengono portate a compimento e che alcune porte vengono lasciate aperte per eventuali “sequel”.

Prima di iniziare, però, clicca qui per leggere la recensione del primo volume, e per la recensione del secondo volume!

  • Editore : Edicart (25 ottobre 2019)
  • Lingua : Italiano
  • Copertina rigida : 353 pagine
  • ISBN-10 : 8847459273
  • ISBN-13 : 978-8847459274
  • Peso articolo : 580 g
  • Dimensioni : 15.7 x 3.8 x 22.6 cm

Una saga che sta avendo tra i teenager un successo straordinario! Avventura, emozioni, fantasia valori importanti sono gli ingredienti di questo nuovo appassionante capitolo della saga dei Leggendari. Amore, amicizia, tradimenti, ricerca della propria identità, accettazione e superamento dei propri limiti, sono alcuni dei temi presenti, per un fantasy insolito e ricco di contenuti profondi, che prende spunto dalle leggende arturiane, dal folclore nordico e dalla mitologia classica.

Alla fine del secondo volume, avevamo lasciato Angy, Rob, Tyra, Geira e Halil, gli eredi degli eroi leggendari, con una missione importante da compiere: ritrovare al più presto la Pietra Nera, un potentissimo manufatto in grado di convogliare su chi la possiede il potere di tutti i maghi e gli incantatori del mondo, prima che lo faccia Mordred, colui che aveva ucciso Artù durante la battaglia di Camlann.

Per questo, dopo aver viaggiato in Nepal e in Inghilterra ed essersi momentaneamente alleati con Morgana, i nostri eroi sono arrivati a un punto di svolta. Ed è qui che inizia il terzo e ultimo volume, ricco di azione e di emozioni.

“Alcune cose non possono essere evitate, e solo svolgendo e riavvolgendo dalle origini il filo del tempo è possibile mutare l’intreccio della storia”

Dalla Pagina FB dedicata a I Leggendari

Ritroviamo una Angy più forte e risoluta, il che è un bene visto che io stesso avevo criticato il suo carattere un po’ superficiale riscontrato nei primi due libri. Non che sia migliorata più di tanto, eh? Secondo me lei è proprio il punto debole della saga, con il suo essere permalosa e inutile. Però tutto sommato ammiro lo sforzo dell’autrice di averle fatto fare un upgrade in questo ultimo volume. Ho apprezzato molto la Angy combattiva, che non si lascia sopraffare dalle ombre nemiche ma che cerca un modo per sconfiggerle. Sicuramente è stata fortificata da tutto quello che le è capitato negli ultimi mesi (scoprire di essere l’erede di Re Artù non deve essere cosa di tutti i giorni), e se questo è servito per farla finalmente svegliare, ben venga.

Anche gli altri personaggi sono maturati e devo ammettere che mi sono legato un po’ a tutti loro, in particolare a Rob, l’erede di Robin Hood, con il suo essere goffo e sempre positivo, e Tyra, colei che, secondo me, ha avuto l’approfondimento psicologico più centrato.

Avevamo solo nove giorni per salvare il mondo e continuavamo ad avere più domande che risposte. E quelli che avrebbero dovuto consigliarci e guidarci erano spariti, chiusi in una dimensione parallela da cui non ricevevamo più alcun contatto

(Spoiler) Il perno intorno a cui ruota tutto il libro è il recupero della Pietra Nera; per questo i ragazzi si troveranno a viaggiare in dimensioni parallele, torneranno indietro nel tempo e assisteranno alla leggendaria battaglia di Calmann dove Re Artù perse la vita. Ecco, devo dire la verità: io non vado pazzo per i viaggi nel tempo e per i paradossi temporali. Diciamo che io avrei trovato una soluzione migliore per risolvere la questione, anche se, devo ammettere, che l’autrice è stata molto brava a gestire il tutto e quindi non posso fare altro che un applauso alla sua inventiva. (Fine Spoiler)

Credits: Storybox Creative lab Laeli Erre

Uno dei motivi per cui ho amato la saga dei Leggendari è perché è riuscita nell’intento di creare un giusto connubio tra realtà e finzione, tra mondo reale e mondo leggendario. Io sono molto legato alla cultura celtica, al mito di Re Artù, di Merlino e della Fata Morgana; per cui, poter leggere le loro avventure che si legano a quelle dei ragazzi dei giorni nostri, per me è stata un’esperienza unica.

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Sono sempre molto felice quando una casa editrice apre le porte alle saghe fantasy italiane. Spesso molti editori si limitano a tradurre opere straniere perché non hanno il coraggio di rischiare. I Leggendari è l’esempio perfetto che per leggere un bel libro fantasy non si devono scomodare autori stranieri. Un plauso quindi alla Storybox Creative Lab, una vera e propria fucina di talenti (ha sfornato anche Il Fuoco Segreto di Altea e I Gugulù, tra le altre cose) e a Edicart, che ringrazio per avermi fatto conoscere questa trilogia e per aver accettato di collaborare con me.