Pubblicato in: Recensioni

Recensione “Penny Berry e la pozione magica” di Lluís Prats Martínez

Penny si aggrappò alle briglie e cominciò ad arrampicarsi su una delle zampe. Era come scalare una delle querce centenarie che circondavano Barry Manor. Arrivata sulla groppa, vide che vi crescevano dei corni e che le squame della pelle erano grosse e dure come gusci di tartarughe.

La caratteristica dei libri fantasy che apprezzo di più è quella di riuscire a portare i lettori in luoghi meravigliosi usando il solo mezzo dell’immaginazione. In un periodo difficile come quello che stiamo vivendo attualmente, direi che un po’ di fantasia è proprio quello di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Leggere Penny Berry per me è stato come fare un salto nel magico mondo del folklore scozzese: grazie alla penna di Lluis Prats, ho fatto la conoscenza di creature fantastiche quali la simpatica signora Cecilia Knots, l’echinaqua cugina del mostro di Loch Ness, e di Caribdis e Oribdis, le due gargoyle che sorvegliano Berry Manor.

Mentre leggevo le ultime pagine, mi è venuto il magone al pensiero di dover salutare il decanato di Amhuinn e tutti i suoi segreti. Però mi sono subito rasserenato ricordandomi che questa è una saga e che il secondo volume è già lì, nella mia libreria,  pronto per essere divorato. Prima di fiondarmi, però, ci tenevo a condividere con voi le emozioni che mi ha suscitato questo primo libro, intitolato Penny Berry e la pozione magica per cui, se siete pronti, do il via alle danze.

Prima di esporvi le mie considerazioni, è d’obbligo fare un ringraziamento a Albe Edizioni per aver accettato di collaborare con me. Seguo la Casa Editrice già da un bel po’ di tempo e la considero uno dei massimi esponenti dell’editoria per ragazzi. Oltre alla saga di Penny Berry, ha pubblicato anche Milo sui tetti di Simona Bonariva e Rosa senza spine di Mariella Ottino.

Penny Berry e la pozione magica mi ha colpito sin da subito per la copertina in cui una ragazzina e la nonna volano in groppa a un maestoso drago verde. Il disegno è opera della bravissima Giada Carboni che ha disegnato anche le illustrazioni interne. Il creatore del libro, invece, è Lluis Prats, di Terrassa, Spagna. Lo scrittore ha studiato Storia dell’arte e Archeologia e ha scritto numerosi libri per ragazzi tradotti in diverse lingue. Per Albe edizioni ha già firmato Hachiko. Il cane che aspettava.

Ma veniamo a noi e parliamo della trama senza fare spoiler!

Penny rimase sola davanti a Benny Manor. Forse la pixie aveva ragione e la cosa più prudente sarebbe stata fare le valigie e tornare a Londra, ma la verità è che non si era annoiata neanche un attimo e, benchè avesse passato momenti di terrore, doveva riconoscere che l’estate stava andando molto, molto bene.

Penny Berry ha dodici anni e vive con gli zii. Con l’inizio dell’estate riceve la notizia che dovrà passare le vacanze dalla nonna, che non vede da molto tempo. All’inizio è restia all’idea di partire per la Scozia, ma poi, quando arriva alla Berry Manor e conosce l’arzilla Octabia Berry e tutti i suoi bizzarri amici, la ragazza cambierà idea. Scoprirà infatti che nella grande villa vivono creature fantastiche come troll, ghoul e unicorni! Inoltre, apprenderà di essere una guaritrice, in grado cioè di curare gli animali con il solo tocco delle mani, e di essere in qualche modo legata a una creatura malvagia che sta mettendo a ferro e fuoco la Scozia. 

La prima parte del libro ha il compito di introdurre il lettore al vasto world building messo in piedi da Lluís Prats. Vengono presentati i personaggi (tantissimi e tutti con un ruolo ben definito) e le creature fantastiche che l’autore attinge a piene mani dal folclore scozzese. A proposito di questo, essendo anche io uno scrittore di fantasy, mi permetto di fare un grande applauso a Prats per lo studio meticoloso del folklore – non solo scozzese – che è il grande punto di forza di questo libro. Ogni creatura, ogni erba e ogni nome fa parte della cultura popolare e non sempre i lettori si accorgono di quanto lavoro ci sia dietro la stesura di un libro. 

La mappa interna del Decanato di Amhuinn (siano sempre lodate le mappe e chi le disegna), che comprende il bosco magico intorno alla Berry Manor, aiuta a destreggiarsi meglio nel corso dei vari spostamenti.

Uno degli aspetti positivi del romanzo sono i personaggi, tutti caratterizzati alla perfezione. Cito per esempio Calpurnia Clutterbuck, proprietaria dell’Ortica Allegra, una donna eccentrica e dal cuore tenero; o Augustus Blackfriars, il proprietario di “Libri rari e altre cose più o meno interessanti” che va in giro in groppa a un grifone. All’inizio si fa un po’ di fatica a memorizzare tutti i personaggi che abitano il mondo di Prats, anche perché hanno tutti nomi complicati, però non vi preoccupate di questo: vedrete che pagina dopo pagina imparerete ad affezionarvi a tutti.

Per gettare le basi della storia credo che Lluís Prats abbia preso come punto di riferimento la saga di Harry Potter della Rowling (almeno nella prima parte). Avrei preferito, per esempio, che al cattivo non fosse dato il soprannome de “l’Innominabile” (che ricorda un pò “Colui che non deve essere nominato”) oppure che la protagonista non vivesse nella casa con gli zii perché i genitori sono morti quando lei era piccolina. Ma a parte questi particolari che non inficiano in alcun modo il mio giudizio complessivo sull’opera, a parer mio è con la seconda parte che l’autore ingrana la marcia e dà il meglio di sé e, in particolare, con l’entrata in scena delle Arpie, mostri alati che porteranno scompiglio alla Berry Manor e che daranno il via a una serie di eventi che si susseguiranno tra di loro senza dare un attimo di tregua al lettore. Da quel punto in poi, infatti, per la giovane protagonista ci saranno delle rivelazioni importanti che lasceranno il lettore a bocca aperta e che apriranno le porte al seguito, già pubblicato da Albe Edizioni nel Giugno 2020 e intitolato Penny Berry e i misteri di Shagri-La.

“Se si verificasse questo”, continuò l’erborista, “sarebbe la fine del mondo così come lo conosciamo, perché i negromanti risveglierebbero dei poteri che dormono da tanto di quel tempo che sono stati quasi dimenticati”.

La parte che mi è piaciuta di più è stata senza ombra di dubbio la grande battaglia della Prateria degli Unicorni che vede contrapposto l’esercito di Cedric Donndubahm, il cattivo della storia, contro le forze di Amhuinn, cappeggiate dalla nonna di Penny Berry, un tempo guerriera formidabile che aveva preso parte anche alla battaglia di An Ard avvenuta dieci anni prima. Allo scontro prenderà parte anche la stessa Penny che, sul dorso del suo fidato drago Ashwhite, fronteggerà per la prima volta la sua nemesi, Cedric Donndubhan, l’Innominabile, e scoprirà un segreto che sconvolgerà tutta la sua vita.

Tra sfingi, gargoyle, draghi, giganti, folletti, bowtuckle e unicorni, il libro è una vera e propria enciclopedia per tutti gli appassionati del folklore britannico. È sicuramente un libro adatto a un pubblico giovane, in special modo per chi è appassionato di Harry Potter,  però secondo me ha tutte le potenzialità per far breccia anche nel cuore dei più grandicelli. Come è successo con me, per esempio.

Se volete saperne di più su questo fantastico libro, vi lascio il link della mia recensione su YouTube. Ricordatevi di iscrivervi al canale per restare aggiornati sulle ultime novità!

Consiglio Penny Berry e la pozione magica ai lettori che cercano avventura ed emozioni, a quelli che amano la Scozia e il suo folklore e, in particolare, a quelli come me che amano sognare e volare con la fantasia.

Alla prossima!

  • Titolo: Penny Berry e la pozione magica
  • Autore: Lluis Prats
  • Editore: Albe edizioni https://www.albe-edizioni.com/
  • Pagine: 256 – brossura
  • Età consigliata: 8 anni